Virtual Exhibition: Neosperience e Value China per gli eventi B2B

virtual exhibition

Come Neosperience siamo certi che il settore degli Eventi Internazionali abbia ancora un futuro.
Stiamo vivendo una situazione drammatica, è innegabile, ma, come spesso si dice, una crisi è anche un'opportunità. Ecco perché abbiamo sviluppato la soluzione verticale Virtual Exhibition (Smart Exhibition nella versione dedicata al pubblico asiatico).

È arrivato il momento di rivoluzionare gli eventi B2B internazionali.

Oggi esistono tecnologie in grado di supportare e facilitare la realizzazione e la gestione delle fiere B2B; in questo articolo vi parleremo della nostra soluzione verticale che abbiamo realizzato per il settore.

Il problema

Oggi viaggiare per partecipare a fiere ed eventi internazionali è difficile, se non impossibile.
Siccome questa situazione rischia di perdurare nel tempo, è ormai diventato essenziale trovare un’alternativa.

La soluzione

La soluzione che abbiamo individuato si basa sul concetto di “digitalizzazione dell’esperienza”. Noi in Neosperience ci siamo posti l’obiettivo di riuscire a sviluppare una piattaforma che riuscisse a unire al suo interno i punti di forza del settore degli eventi internazionali con le prerogative di un’esperienza virtuale.

La Neosperience Virtual Exhibition è una soluzione verticale pensata per aiutare le realtà italiane a creare e gestire i propri eventi internazionali. Abbiamo inoltre voluto guardare con un occhio speciale al mercato cinese.

Il motivo? Siamo convinti che le migliori opportunità di business sono - e saranno in futuro - ad appannaggio dei paesi asiatici. Per questo motivo abbiamo accolto all’interno della nostra famiglia Value China, una società specializzata nell’aiutare le aziende italiane a crearsi un proprio mercato nel paese del dragone.

I tuoi obiettivi

Ci siamo quindi dedicati a delineare quelli che pensiamo siano gli obiettivi di ogni azienda o organizzazione desiderosa di realizzare il proprio evento internazionale.

  • Sviluppare e proporre un ecosistema digitale che sia in grado di forgiare nuovi modi per coinvolgere gli espositori e i visitatori. In poche parole, creare una community;
  • Ideare e realizzare esperienze rilevanti ed efficaci per sorprendere i visitatori;
  • Connettere, influenzare e costruire fiducia negli audience di riferimenti, su ogni piattaforma e device;
  • Permettere la creazione di un database di qualità con informazioni e insight sul proprio pubblico;
  • Sviluppare nuove fonti di guadagno per espositori e organizzatori;

 

Virtual Exhibition: ciò che offriamo

Una volta delineati gli obiettivi, abbiamo pensato a come soddisfarli con la nostra soluzione. La Neosperience Virtual Exhibition offre infatti:

  • Uno spazio dove realizzare speech e workshop: tramite uno strumento di streaming video, si possono organizzare incontri one-to-many, one-to-few e one-to-one.
  • Una feature di Matching basata sull’Intelligenza Artificiale per mettere in contatto le aziende partendo da una profilazione di interessi e qualità, esattamente come avviene nel mondo dei social network personali dove è possibile identificare utenti simili.
  • L’uso della Realtà Aumentata e Virtuale per dare “fisicità” ai contenuti che gli espositori decideranno di condividere, o per rendere più efficaci gli incontri e gli speech.
  • Una funzione di eCommerce all’interno della piattaforma per permettere agli espositori di vendere e proporre i propri prodotti al pubblico.

Il nostro obiettivo finale consiste nel rendere il tuo evento un esempio del buon uso del digitale nel settore. Così facendo la tua iniziativa diventerà naturalmente un polo attrattivo internazionale per il tuo settore merceologico.

Perché Neosperience e Value China

Le nostre due realtà hanno visioni e competenze uniche in Italia.

Siamo in grado di aiutare la tua azienda a estrarre il massimo del valore dal tuo posizionamento, realizzando l’evento virtuale che meglio si addice alle tue necessità.

Oltre a ciò, aiuteremo la tua realtà a espandere il proprio mercato. Ti permetteremo di raggiungere tutti i paesi asiatici e dell’area pacifica, e i loro pubblici interessati a ciò che produci o realizzi.

Grazie alla nostra soluzione ready-to-use, insieme saremo in grado di realizzare il tuo evento virtuale, a capitalizzare su prodotti e competenze e a diffondere le tue unicità in tutto il mondo.

Sei interessato alla Neosperience Virtual Exhibition? Vuoi diventare un precursore del digitale applicato agli eventi e alle fiere?

Ti mostreremo i benefici pratici nell’adottare la nostra soluzione.

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Neosperience alla MDW 2020: la Milano BeatView

milano beatview

Come forse avrete notato, quest’anno Neosperience ha deciso di partecipare alla Milano Digital Week con (ben) due progetti distinti: la Milano BeatView e la Milano da Dire

In una situazione difficile abbiamo deciso di metterci in gioco 

Ci siamo detti: non c’è cosa più bella che affrontare i problemi con la consapevolezza di essere ancora in grado di sorridere per una cosa ben fatta. La nostra speranza era portare tale sorriso anche sul viso di chi avrebbe assistito alle nostre iniziative. Ci siamo riusciti? Solo voi potete dircelo. 

In questo primo articolo vi racconteremo la Milano BeatView 

Prima di farvi calare, però, con anima e corpo nel nostro primo progetto, vorremmo fare una premessa sulla Milano Digital Week di quest’anno, la prima totalmente online. 

Il tema dell’evento era “una città aumentata”. Il focus delle iniziative era dedicato ad evidenziare il ruolo dei vari quartieri all’interno dell’anima della città. Come? Fornendo un punto di vista unico sul tema delle smart city e sulle tecnologie digitali in grado, per l’appunto, di “aumentare” gli spazi urbani (come avevamo peraltro già fatto in un nostro precedente progetto)

Un argomento indubbiamente complesso, pieno di sfaccettature e molto sensibile. 

Il racconto di una città, infatti, presta il fianco alle possibili considerazioni negative, più che legittime, dei suoi cittadini.

“Abbiamo trovato pane per i nostri denti”, ci siamo detti. 

Presi penna e foglio, ci siamo messi subito al lavoro. 

Neosperience Reality Plus - Realdreams

This is "Neosperience Reality Plus - Realdreams" by Neosperience on Vimeo, the home for high quality videos and the people who love them.

La Milano BeatView

Il concept alla base di questo progetto ha preso forma per voce di Davide Ciacco, un nostro giovane Developer. 

“Studiare il rapporto fra musica, città e movimento, offrendo all’utente un’esperienza musicale personalizzata in base alla sua posizione nello spazio” 

Da questa idea siamo passati alla pratica. Ci siamo concentrati ad analizzare il ruolo che gioca la musica nella creazione storica di una città. 

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milano digitalweek

Tanti grandi musicisti hanno cantato le bellezze, le esperienze, gli amori e i luoghi di Milano che sono loro più cari. Spesso hanno raccontato il passato che li lega alla città, altre volte hanno illuminato la realtà urbana di oggi. 

La musica, abbiamo capito, è profondamente identitaria. È impossibile slegare una canzone dal contesto in cui è stata composta e cantata. Alcune volte questo collegamento è palese, altre volte è nascosto, ma c’è sempre. 

Abbiamo quindi deciso di creare una sorta di audioguida in musica della città. Abbiamo raccolto alcune delle canzoni più iconiche di Milano, ne abbiamo raccontato la storia, e le abbiamo inserite all’interno della Milano BeatView. 

Elio e le Storie Tese, Jannacci, Celentano, Myss Keta, Coma_Cose sono solo alcuni degli artisti che abbiamo deciso di inserire nel nostro progetto. Ognuno di essi, con il suo pezzo di Milano e la sua storia, è un punto di vista unico sull’esperienza di vivere la città. 

Milano BeatView

 

Grazie alla Milano BeatView l’utente potrà viaggiare per le strade meneghine ascoltando la colonna sonora della città e imparando le curiosità e le storie dietro ai grandi classici della musica.

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8 trend per l’eCommerce di domani

ecommerce box

L’eCommerce sta rivoluzionando il nostro modo di fare acquisti. In 20 anni è diventato lo strumento prediletto per lo shopping di tantissime persone in tutto il mondo. Il suo valore ha raggiunto nel 2020 i 2 trilioni di dollari, ed è destinato a crescere ancora. In questo articolo analizzeremo gli 8 trend che, secondo noi, saranno fondamentali per l'eCommerce del futuro.

 

eCommerce nel mondo

Il paese in cui il mercato del commercio online è più alto è la Cina, con 634 miliardi nel 2018. Le stime affermano che rimarrà in testa almeno fino al 2023. In Europa e in America le cifre sono più basse, ma in crescita costante.

Nei prossimi anni assisteremo a un vero e proprio “boom” del settore nei paesi in via di sviluppo, come l’India e i paesi del sud est asiatico, e l’Africa. Essenziale perché ciò avvenga è che in quei luoghi vengano potenziate le infrastrutture e la rete internet. Da notare che in questi paesi ci si connette soprattutto attraverso il mobile

 

eCommerce in Italia

In Italia il mercato dell’eCommerce nel 2019 valeva 48,5 miliardi di euro, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. È da sottolineare che il lockdown sembra aver dato un’ulteriore spinta all’acquisto online. L’effetto di questo avvenimento lo vedremo però solo con i dati del prossimo anno.

 

8 Trend per l'eCommerce di domani

Fatta questa breve premessa sui numeri del commercio online nel mondo, ora ci dedicheremo ad elencare gli 8 trend che secondo noi avranno il maggiore impatto sul settore nel futuro prossimo.
 

  

1. Headless eCommerce: tutti possono gestire un eCommerce

Slegare back-end e front-end di un eCommerce è oggi diventato possibile, e preferibile. 

Quali sono i vantaggi? Una piattaforma più leggera e tempi di caricamento più corti, la possibilità di personalizzare da zero la User Experience e un minor rischio di incappare in problemi a causa di modifiche e aggiornamenti. 

In definitiva, un’esperienza migliore per utenti, designer, marketer e sviluppatori, e la possibilità di essere maggiormente resilienti

Le problematiche? 

I costi, soprattutto. Grandi marchi internazionali, come Michael Kors e Lancome hanno già sviluppato un proprio Headless eCommerce, e tanti si aggiungeranno ancora. 

E per le piccole aziende che non hanno grandi risorse da investire? 

Fortunatamente esistono piattaforme come Shopify che permettono di creare un Headless eCommerce in semplicità ed economicità. 

 

2. Chatbot: i nuovi shop assistant

Di Chatbot se ne parla ormai da molti anni. Nati per andare a sostituire o potenziare il Customer Service delle aziende, oggi vengono utilizzati con buoni risultati come Shop Assistant negli eCommerce. 

Proporre o vendere prodotti tramite un’interfaccia conversazionale porta notevoli vantaggi; diminuisce il tasso di abbandono degli utenti, ne migliora l’esperienza e permette una personalizzazione delle proposte gestita direttamente dall’acquirente, oltre al fatto che con la memorizzazione delle conversazioni si è in grado di recuperare dati di qualità. 

Al momento non sono ancora tanti gli eCommerce che utilizzano Chatbot per il supporto all’acquisto del cliente. I problemi maggiori riguardano i costi di sviluppo delle piattaforme e la gestione e il controllo continuo che richiedono, oltre al fatto che la tecnologia NLP (natural language processing) è quella che, fra quelle legate all’IA, ha visto i minori miglioramenti negli anni. 

Questo non toglie che il futuro prossimo degli eCommerce, come quello dei retail fisici, non può prescindere dall’automazione del processo di acquisto e dal supporto virtuale. Questo è un macro trend che determinerà in profondità l'esperienza di acquisto dell'eCommerce.

 

3. Lo Shopping è sempre più mobile 

Gli ultimi dati confermano che sempre più utenti comprano online dal proprio dispositivo mobile. I motivi sono molto vari:

  • Perché disponiamo di una connessione dati sempre più potente ed economica.
  • Perché i telefoni hanno schermi sempre più grandi per facilitare la navigazione. 
  • Perché sempre più siti di eCommerce vengono sviluppati seguendo il principio del mobile first
  • Perché sono ormai migliaia le app di eCommerce specifiche per i singoli esercenti;
  • Perché sempre di più si fanno acquisti sui social network
  • Perché son sempre più diffusi i negozi digitali che fanno uso della Realtà Aumentata per proporre i loro prodotti.

In generale, oggi non si può più prescindere dal creare sistemi di vendita online che siano incentrati sul mobile. 

 

4. Voice Commerce: chiedi e ti sarà dato

Questo è forse uno dei trend per l'eCommerce che dimostra di avere le maggiori possibilità di crescita. Il Voice Commerce è la vendita tramite dispositivi conversazionali come Alexa e Siri

Al momento l’utilizzo di tale funzione è ancora limitata, ma in futuro è probabile che sempre più persone decideranno di utilizzarla. 

Va sottolineato che il voice commerce funziona solo per certe categorie di prodotto e in un dato momento del customer journey dell’utente. Infatti, la persona deve aver già chiaro che cosa vuole acquistare prima di utilizzarlo. Per questo motivo è utile per acquisti ripetuti, poco costosi o comunque quando il cliente ha già raggiunto la propria decisione.  

 

5. Social Commerce: l’esperienza di acquisto diventa sociale

Si parla di Social Commerce quando gli acquisti possono essere fatti direttamente sui social network. Questa è una tendenza che si sta affermando ormai da alcuni anni. Monetizzare direttamente il proprio profilo social è un vantaggio non indifferenti per numerose aziende. 

Attraverso questa funzione, disponibile su Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok ed altri, gli utenti possono acquistare senza mai uscire dalla piattaforma. 

Migliora così l’esperienza generale dell’utente e diminuisce il tasso di abbandono. 

Perdere questa opportunità, soprattutto quando si ha un nutrito pubblico online, è un errore. 

Bisogna però ricordarsi che questi strumenti funzionano in particolare per prodotti di basso e medio valore. 

 

6. Realtà Aumentata e Virtuale: prova il prodotto dove vuoi

Il più grande limite di fare gli acquisti online consiste forse nell’impossibilità di poter vedere e toccare con mano il prodotto che si vuole acquistare. Per sopperire a questo limite, oggi molte aziende hanno cominciato ad utilizzare la Realtà Aumentata e Virtuale. 

Lo spartiacque che ha sancito la definitiva affermazione di queste tecnologie per il mondo del commercio è stata l’introduzione dell’app Ikea Place; da quel momento abbiamo assistito alla lenta, ma inesorabile, crescita dell’applicazione di queste tecnologie nel settore. 

Grazie al potenziamento prossimo della rete dati (5G), a grafiche sempre più fotorealistiche e alla diffusione dei visori VR presto non avremo più bisogno di andare a vedere o provare i prodotti in negozio.

 

7. Intelligenza Artificiale: un supporto a marketer e comunicatori

Anche nel settore dell’eCommerce l’IA finirà per giocare un ruolo chiave. Come?

Le sue applicazioni sono innumerevoli. Dall’analisi del comportamento degli utenti, alla gestione del magazzino, dai Chatbot (come abbiamo detto in precedenza) al mondo dell’Advertising; nei prossimi anni le attività di routine e promozionali saranno per la maggior parte in mano agli algoritmi.  

Anche il tema della personalizzazione dell’esperienza del cliente è strettamente legata all’Intelligenza Artificiale. Ne parliamo nella scheda seguente.

 

8. Personalizzazione: il cliente al centro

Quando parliamo di personalizzazione, intendiamo sia quella inerente al prodotto, sia quella legata all’esperienza dell’utente. Il pubblico vuole sentirsi importante e centrale, oggi più che mai. 

Per far ciò, innanzitutto, bisogna saper ascoltare e comprendere il cliente. In fin dei conti, l'Empatia è forse uno dei trend più rivoluzionari degli ultimi anni, e l'eCommerce non ne può fare a meno.

Come ci si dimostra empatici? Raccogliendo direttamente le richieste del pubblico, o analizzando il loro comportamento sull’eCommerce.

Nel primo caso l’output naturale è la diretta personalizzazione del prodotto.

Nel secondo, invece, l’obiettivo è la personalizzazione della comunicazione e del layout del sito/app

Con tutta probabilità, nei prossimi anni assisteremo a una progressiva trasformazione del mercato al dettaglio da one to many, a one to one, sia per quanto riguarda i prodotti - sempre più cuciti addosso alle persone - sia per quanto riguarda la comunicazione.

 

Conclusioni

8 trend sono fin pochi per poter descrivere le reali possibilità di crescita dell'eCommerce nel futuro.

Oggi l’eCommerce ha guadagnato una posizione di tutto rispetto all’interno delle dinamiche di vendita. La sua inarrestabile crescita non sembra rallentare, ma anzi accelera sempre più, anche alla luce degli ultimi avvenimenti drammatici. 

Come avrete notato, tutti i trend che abbiamo citato in questo approfondimento sono strettamente legati gli uni agli altri: è un ecosistema di tecnologie che si auto-supporta. Fintanto che il digitale continuerà ad evolversi, così farà anche l’eCommerce.

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Intelligenza Artificiale: il Covid-19 stimola l’innovazione?

intelligenza artificiale

L’Intelligenza Artificiale è attrice protagonista nella lotta contro il Covid-19.

In questi mesi è stata utilizzata per: cercare una cura e un vaccino, condividere informazioni e ricerche, osservare e predire l'evoluzione della pandemia, assistere il personale sanitario e controllare la popolazione.

Come si è comportata l’IA in questo periodo? Ha soddisfatto le aspettative di scienziati, tecnici e medici?

Esiste un detto abbastanza comune che afferma: “le difficoltà portano alla verità”.
È indubbio che il momento di difficoltà che stiamo vivendo porterà alla luce ciò che è vero, importante e di valore, e ciò che non lo è. L’intelligenza artificiale non fa eccezione.

Questo periodo sarà uno spartiacque. Fra qualche tempo saremo in grado di voltarci indietro e identificare in questi mesi il momento della verità per molte tecnologie.

Fra quelle che sembrano comportarsi meglio c’è l’Intelligenza Artificiale: i risultati ottenuti sono stati essenziali per il contrasto alla pandemia. Quali dei suoi utilizzi potrà rivelarsi utile anche anche nei prossimi anni?

Oggi parleremo dei trend che la pandemia sembra delineare per il futuro dell’IA.

Intelligenza Artificiale e Salute

salute

La sanità ha cominciato il suo processo di digitalizzazione da molti anni. Con l’aumentare dell’età del pubblico, i costi dei trattamenti sono cresciuti sempre più: il digitale, da sempre, è la risposta più ovvia quando si tratta di risparmiare risorse, e anche questo caso non fa eccezione. Sull'argomento avevamo scritto un approfondimento qualche mese fa.

Oggi però le prospettive sono cambiate. La digitalizzazione non è più vista solo come un strumento per diminuire i costi, ma come un potenziatore del trattamento sanitario, oltre che della ricerca medica in sé.

Per esempio, la velocità con cui si è riusciti a sviluppare i primi prototipi di vaccini si deve tutta all'Intelligenza Artificiale. La start up americana Moderna è riuscita a ridurre significativamente il tempo necessario per sviluppare un prototipo di vaccino  grazie al supporto della bioinformatica, di cui l'IA è parte integrante.

La pandemia ha dato una grande spinta alla ricerca medica. L’Intelligenza Artificiale in questo ambito ha visto una profonda e velocissima crescita. Stiamo assistendo a una rivoluzione.
È corretto aspettarsi che la ricerca vivrà un periodo di grande prosperità nei prossimi anni; molte nuove conquiste arriveranno.

Per esempio, gli algoritmi predittivi possono prevedere lo sviluppo o l’insorgere di una malattia in un paziente apparentemente sano e abilitano la personalizzazione del trattamento sanitario (in base alla storia clinica del paziente e all’analisi della suo DNA). L’Intelligenza Artificiale è stata inoltre utilizzata come “mente” dei robot chirurghi con ottimi risultati.

La telemedicina

Oltre a ciò, nei prossimi anni assisteremo probabilmente all’esplosione della telemedicina potenziata con l’IA. La situazione attuale, in cui il sistema sanitario si è ritrovato oberato dall’emergenza, ha reso necessario un ripensamento dei processi di supporto al paziente.

Andare in ospedale per questioni non essenziali è sconsigliato. Poter ricevere assistenza medica da remoto è quindi diventato fondamentale. Lo sviluppo di prodotti per la digital health ha visto una grande crescita, e il ruolo dell’intelligenza artificiale nel portare avanti tali iniziative è centrale.

Così facendo il peso del servizio sarebbe solo parzialmente a carico degli operatori; per evitare lungaggini i casi più semplici sarebbero gestiti direttamente dall’IA, ovviamente sotto la supervisione di un umano.

In quali features può essere utile? Attraverso, per esempio, l’analisi dei bio-dati dei paziente, l’IA può mandare autonomamente un alert al medico curante in caso insorgessero problemi. In base al comportamento quotidiano del paziente, l’IA può suggerire attività e migliorie allo stile di vita. Può inoltre analizzare il sentiment della persona, e reagire di conseguenza dando un supporto psicologico. In verità, le applicazioni sono quasi infinite.

Intelligenza Artificiale e Apprendimento

elearning

La pandemia ha obbligato a ripensare al sistema educativo in tutto il mondo.
Stiamo assistendo a una rivoluzione in cui l’Intelligenza Artificiale giocherà un ruolo determinante.

Già nel 2017 il rapporto Artificial Intelligence Market aveva previsto un incremento del mercato dell’IA “educativa” del 47,5%, dal 2017-2021, negli Stati Uniti.

eLearning per uno studio democratico

La didattica a distanza, come avevamo scritto in un nostro precedente articolo, è sinonimo di democratizzazione dello studio. In questo contesto, l’IA è in grado per esempio di offrire la personalizzazione dei contenuti didattici in base agli interessi e alle possibilità degli studenti.

Per esempio, questa può offrire esercizi diversi a seconda del livello dello studente. Se uno rimane indietro nello studio, può facilitare il suo recupero. Invece, se un ragazzo per esempio soffre di disturbi d’apprendimento, può ricevere una didattica personalizzata.

Esistono società che hanno già realizzato piattaforme per l’educazione che funzionano anche grazie all’IA. Una di queste è la Carnegie Learning. Nata come startup dell’Università di Pittsburgh, propone alle scuole della piattaforme digitali AI based per fornire test e feedback personalizzati agli studenti, dalla scuola dell’infanzia sino al livello universitario.

In definitiva, nei prossimi mesi assisteremo a una diffusione esplosiva dell’eLearning. È difficile, se non impossibile, pensare che torneremo a una didattica esclusivamente fisica; più probabilmente verranno sviluppati sistemi a fruizione mista, un po’ digitale e un po’ sul posto. L’Intelligenza Artificiale, in questo, potrà giocare un ruolo essenziale per migliorare l’esperienza dello studio a distanza.

Intelligenza Artificiale e Industria

intelligenza artificiale industria

Attraverso l’analisi dei pattern e la raccolta di enormi quantità di dati, oggi l’Intelligenza Artificiale può arrivare a riconoscere con precisione lo sviluppo di processi anche molto complessi.

In questo periodo, per esempio, l’IA è stata utilizzata per predire lo sviluppo della pandemia con ottimi risultati (per quanto la situazione sia costantemente in divenire e non manchino eventi inaspettati e dati incompleti).

Prima dell’emergenza Coronavirus, questa sua abilità era utilizzata soprattutto in ambito industriale, commerciale, nel campo scientifico (meteorologico, matematico, etc.) ed economico.

Per esempio l’IA è in grado di predire gli errori e programmare la manutenzione dei macchinari. Riesce inoltre a conoscere in anticipo la quantità di prodotti da realizzare per i clienti in base a, per esempio, il clima, le tendenze di mercato, i giorni festivi e lavorativi, etc.

Le società che forniscono utilities sono in grado di prevedere quanta acqua/luce/gas verrà utilizzata dai propri clienti, gestendo così efficacemente la produzione e la distribuzione.

L'Intelligenza Artificiale ci "ascolta"

In ambito commerciale ed economico, già oggi grandi società utilizzano l’IA per prevedere gli sviluppi del mercato, gli acquisti delle persone e le loro preferenze. Ad esempio Amazon utilizza un’IA in grado di prevedere a quali prodotti sarà interessato un loro cliente in base allo storico di ricerca.

Negli ultimi anni c’è stato un momento nella vita di ognuno in abbiamo pensato: “il mio telefono mi ascolta”. Dicevi a un amico che volevi un telefono nuovo e subito compariva la pubblicità dell’ultimo smartphone. Fortunatamente, però, nessuno ascolta le nostre conversazioni (almeno non per fini di profilazione). Queste pubblicità erano il risultato di un’analisi “intelligente” dei nostri bisogni. Era un’Intelligenza Artificiale a proporle.

Se la tecnologia verrà perfezionata non è difficile immaginare che l’IA possa avere ulteriori applicazioni in grado di influenzare direttamente la nostra vita di tutti i giorni.
Va però tenuto in considerazione che esiste il rischio che possa entrare “troppo” nelle nostre abitudini; sta a istituzioni, legislatori e privati riconoscere fino a dove spingersi per non infrangere la libertà delle persone.

Per concludere, quali sono le applicazioni e le modalità in cui l’Intelligenza artificiale è entrata in gioco durante il Coronavirus?

Le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale sono infinite. Questo periodo critico ha messo in luce alcune qualità di questa tecnologia, che si sono dimostrate estremamente utili. Ciò che abbiamo imparato sull’IA durante la lotta contro il Covid-19 si dimostrerà essenziale anche in altri campi, sia scientifici che commerciali. Partendo oggi dalla consacrazione di questa tecnologia, non dobbiamo però dimenticarci dei possibili rischi inerenti al suo utilizzo massiccio e non controllato.

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La tecnologia migliora la qualità della vita?

qualità della vita

La tecnologia migliora la qualità della vita? Esiste una correlazione tra felicità e tecnologia? Se sì, perché le persone soffrono di depressione oggi più che in passato? Perché i tassi di suicidi nei paesi sviluppati hanno raggiunto livelli così drammatici? Esiste una buona e cattiva tecnologia? Luminari in ogni campo stanno cercando delle risposte, ma la strada è in salita. La tecnologia influenza il lavoro, lo studio, la salute, la socialità e molte altre cose; è quindi difficile giungere a una risposta definitiva. 

Sebbene probabilmente l’argomento sia più grande delle nostre reali capacità interpretative, vorremmo fornirvi un nostro punto di vista sulla questione. 

Il significato di qualità della vita

Innanzitutto il concetto di qualità della vita è da considerarsi empirico; sebbene la maggior parte dei fattori che ne definiscono il valore siano scientifici, il risultato è naturalmente impreciso, perché inerente al percepito delle persone. Qual’è il reale collegamento tra il Pil di un paese e la felicità dei suoi cittadini? Nessuno lo sa, eppure questo è un parametro che viene preso in considerazione. 

Ogni anno viene stilata una classifica globale fra i paesi che offrono la qualità della vita migliore. I fattori che vengono presi in considerazione sono innumerevoli, e spaziano dalla salute, al crimine, al reddito, all’istruzione, all’inquinamento e così via.

Sebbene - come detto sopra - la definizione di qualità della vita sia di per sé parziale e di scarso valore scientifico, può essere comunque una cartina tornasole abbastanza precisa sul sentimento generalizzato delle persone

Il rapporto fra qualità della vita e tecnologia

technology

 

Detto ciò, quale ruolo gioca lo sviluppo tecnologico nel definire la qualità della vita delle persone? 

In primis va sottolineato che fra i fattori che concorrono a una migliore qualità della vità, presi in considerazione dagli enti di ricerca, non sono presenti elementi inerenti allo sviluppo tecnologico del paese o dei suoi cittadini. Se andiamo però a vedere quali sono i paesi che si sono posizionati meglio nella classifica sulla qualità della vita, ecco che questi si rivelano essere anche i più tecnologici. 

Cosa intendiamo per “più tecnologici”? Quattro sono i parametri presi in considerazioni dalle ricerche sul tema: utenti internet, smartphone e disponibilità di connessione internet veloce in percentuale alla popolazione, e il Digital Competitiveness score, sviluppato dalla IMD World Competitiveness Center. Tale metrica si concentra su: conoscenza tecnologica, prontezza nello sviluppare nuove tecnologie e sull’abilità di studiare e mettere in pratica le ultime innovazioni.  

Canada, Giappone, Paesi Scandinavi, Danimarca, Svizzera, Germania sono solo alcuni dei paesi al top sia per innovazione tecnologica sia per qualità della vita. Ci sono però paesi che invece non seguono la stessa logica, come Cina, USA, Taiwan e Corea del Sud, che vantano un’ottima innovazione tecnologica ma una qualità della vita inferiore. 

Diciamo quindi che c’è una tendenza, ma non è automatica. Che cosa fa sì che certi paesi siano tecnologici e “felici”, e altri no? 

La tecnologia rende le persone felici?

Sadness

Innanzitutto va specificato che la tecnologia può migliorare la qualità della vita sotto numerosi punti di vista. Può offrire nuovi posti di lavoro, permettere lo smart working e una maggiore libertà, diminuire l’inquinamento, semplificare la burocrazia, mettere in contatto persone lontane, migliorare il servizio sanitario e così via. 

La tecnologia, come qualsiasi altra cosa, è però un’arma a doppio taglio. Questa può anche alienare le persone, far crescere l’odio, spargere fake news, far perdere posti di lavoro o diventare uno strumento che limita la libertà personale. 

Qual è il discriminante fra buona e cattiva tecnologia? 

Per distinguere fra buona e cattiva tecnologia, innanzitutto, è necessario considerare la cultura di chi la usa o sviluppa. È anche importante che lo stato, con le sue norme e gli investimenti mirati all’innovazione, faccia da garante al buon uso della tecnologia.

Per esempio se i cittadini di un dato paese sono più tolleranti, allora ci sarà anche meno odio online. Se la ricchezza è meglio distribuita, e quindi molti possono utilizzare gli stessi strumenti, allora ci sarà meno conflitto sociale. Allo stesso tempo, se l’educazione digitale sarà più diffusa - per esempio per iniziativa degli stati stessi - allora la tecnologia sarà inclusiva e non divisiva. Se lo stato permetterà ai giovani di portare avanti le proprie idee, per esempio sostenendo la creazione di start up, allora si creerà lavoro e innovazione. 

Al contrario, se un governo non aiuta i giovani, saranno i privati a guadagnarci inglobando idee e monopolizzando il mercato. Se un paese non investirà nell’educazione digitale dei propri cittadini, questi si sentiranno abbandonati e fuori dal proprio tempo. Se i cittadini sono in conflitto fra loro, questo si rifletterà anche sulla tecnologia.

Conclusioni

In definitiva, la tecnologia è uno strumento, e come tale assume un ruolo in base a chi lo utilizza. A seconda dell’uso e del contesto può essere un discriminante positivo o negativo.

Lo sviluppo tecnologico di una nazione non porta naturalmente a una migliore qualità della vità. Porta solo a un’amplificazione della situazione in cui il paese versa

Immaginiamo di vivere in un paese intollerante riguardo alla diversità. La tecnologia in questo caso avrà un effetto negativo sulla vita dei suoi cittadini perché amplificherà discriminazioni e violenze. L’odio online si può definire come una delle maggiori piaghe del ventunesimo secolo e porta tante, troppe persone a soffrire. 

Se invece la popolazione è generalmente tollerante, la diffusione di immagini di stili di vita differenti porterà a una maggiore condivisione degli stessi, dando loro una “nuova normalità”. Questo discorso si può fare per qualsiasi altro fattore che può essere influenzato dalla tecnologia. 

Quando si parla di qualità della vita, tutto è collegato. L’intolleranza è causa di conflitto sociale e di mancanza di sicurezza, e spesso deriva da scarse prospettive per il futuro e da problemi nell’educazione e nell’istruzione. Per questo motivo la tecnologia è sì un discriminante riguardo la qualità della vita, ma solo in senso lato: non cambia la situazione, ma può aiutare a migliorarla rapidamente. 

Solo i paesi più illuminati fanno della tecnologia uno strumento per l’empowerment umano. 

Le nazioni e i popoli che vivono in situazioni difficili, invece, se non riescono a controllare e a guidare la tecnologia e l’uso che ne viene fatto, rischiano di peggiorare la loro già precaria situazione. 

Per sintetizzare la tecnologia è in grado di migliorare la qualità della vita delle persone, ma solo se

  • Questa è già alta
  • Lo stato si prende in carico il controllo dell’uso della tecnologia con norme e iniziative imprenditoriali
  • I cittadini sono educati alla tecnologia stessa

La parola chiave è responsabilizzazione. Senza una presa di coscienza collettiva si è destinati al caos, e il caos porta sempre a un peggioramento della qualità della vita. Non si può essere assolutisti quando si parla di una strumento e dei suoi effetti: la tecnologia non fa eccezione.

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Brand Community: per dare valore al pubblico e fidelizzarlo

Costruisci la tua Brand Community

Grazie a internet e al digitale, oggi i brand hanno la possibilità di adottare nuovi strumenti e piattaforme per coinvolgere, fidelizzare e vendere prodotti e servizi ai propri clienti. Una delle strategie che ha dimostrato di avere il maggior successo è stata la creazione di brand community.

Nike+ come capostipite delle moderne brand community

Il case study che ha fatto “storia” per precocità e successo è la community di Nike+.

Nata in principio come device per il tracking dell’attività sportiva degli utenti, da inserire all’interno della scarpa e collegato a iTunes, è cresciuta fino a rappresentare una compagna di allenamento inseparabile per milioni di persone.

Dal 2006 ad oggi Nike+ si è profondamente trasformata, anche grazie all’avanzamento tecnologico. Oggi conta due applicazioni principali: Nike Training Club e Nike Run Club.

Queste permettono all’utente di:

  • Avere sempre sotto controllo i risultati dei propri allenamenti;
  • Vincere premi in base alle proprie attività, con dinamiche di Gamification; 
  • Condividere i risultati con amici o altri membri della community, e sfidarli; 
  • Ricevere consigli e visionare gli allenamenti guidati degli esperti;
  • Collegare le proprie piattaforme di streaming musicale all’interno dell’app, creando un’esperienza non-stop.

Il segreto del successo di Nike+ è stato l’aver compreso e assecondato la recente esplosione della volontà del pubblico di condurre uno stile di vita sano.

Ciò che però ha permesso di mantenere e far crescere la community è stata la qualità e la gratuità dei contenuti che venivano proposti al pubblico. Dando valore ai propri iscritti, Nike ha guadagnato l’amore e la fedeltà degli sportivi: un valore unico e senza prezzo, considerando quanto oggi è difficile fidelizzare il pubblico, soprattutto quello dei più giovani.

Dal punto di vista pratico, Nike ha valorizzato il successo della propria brand community per vendere e far conoscere i nuovi prodotti sulla piattaforma; all’interno dell’app è presente uno shop dedicato all’abbigliamento per running e fitness, coerentemente con l’applicazione utilizzata.

Adidas e Runtastic: alleanza fra community

Un altro esempio di brand community di successo è quello di Adidas che, quattro anni fa, ha deciso di acquistare l’applicazione per runner Runtastic.

Il suo successo può essere comparabile a quello di Nike+, anche se questo si deve soprattutto alla grande diffusione che Runtastic aveva prima dell’acquisizione. Le funzionalità all’interno rimangono le stesse di Nike+; la scelta dell’utente è, quindi, una scelta di cuore più che di vantaggi pratici (ma non è forse questo il tema essenziale delle brand community?)

Se nell’abbigliamento sportivo si contano numerosi esempi di questo tipo, il problema (o l’opportunità) maggiore è trovarne in altri settori merceologici o di servizio.

Sephora e la community dei suoi make-up addicted

Un esempio può essere la community che Sephora ha sviluppato negli anni all’interno del proprio sito. La sezione dedicata permette agli utenti di conversare con gli altri iscritti, di pubblicare i propri contenuti originali all’interno della bacheca del sito e di partecipare agli eventi che vengono organizzati in esclusiva per i membri.

Lego Ideas: una brand community per la creazione condivisa

Un altro case study interessante è quello di Lego Ideas, la community del gigante danese dei mattoncini. La caratteristica unica qui è la possibilità che viene data agli utenti di diventare creatori delle loro stesse idee. 

Infatti, agli iscritti viene chiesto di ideare dei giocattoli originali e di condividerli con la rete. 

Se le loro creazioni raggiungono almeno 10 mila sostenitori all’interno della community, ecco che la Lego decide di inserirle all’interno della propria linea di distribuzione, rendendole disponibili al pubblico.

L’unicità di questa piattaforma è data dallo scarso coinvolgimento della Lego al suo interno. Infatti, questa non deve neanche dedicare tempo ed energie a creare contenuti originali; ci pensano in autonomia gli utenti a mantenere viva la piattaforma. 

Come creare la propria brand community?

Conclusa la panoramica di alcuni dei case studies più interessanti, è giusto parlare degli strumenti utili a creare la propria brand community. 

Piattaforme

In generale, queste possono essere di due tipi: web o mobile. La prima sarà necessariamente più simile a un forum vero e proprio, come abbiamo visto per il caso di Sephora. Il secondo, invece, offrirà principalmente servizi all’utente per convincerlo dell’essenzialità dello strumento, come succede per le applicazioni Nike+. 

Le fondamenta di una brand community

Ciò che rende possibile il coinvolgimento e la fidelizzazione degli utenti è il rispondere a una loro necessità e, allo stesso modo, l’aver creato dei contenuti esclusivi e di valore. 

Il primo punto è fondamentale: se non c’è domanda, ovviamente non ci sarà offerta. Il secondo permette agli utenti di sentirsi importanti e al centro dell’esperienza; lo stesso effetto che si ottiene, peraltro, dando la possibilità agli iscritti di creare e condividere i loro stessi contenuti.

Gamification

Un’altra caratteristica comune alla maggior parte degli esempi è la presenza di dinamiche di gamification, al fine di premiare i comportamenti virtuosi degli utenti; che sia uno sconto o semplicemente un badge, poter legare le attività a un riconoscimento aiuta a fidelizzare il pubblico e a migliorare l’esperienza in generale.

Personalizzazione

La personalizzazione dell’esperienza è, anch’essa, oltremodo importante. Sebbene la creazione di contenuti e l’offerta di servizi sia una parte essenziale, se questi non si personalizzano sulla base delle caratteristiche degli utenti si rischia di abbandonare grossolanamente una grossa fetta di pubblico, che magari non si sente rappresentata dai contenuti offerti perché o troppo “da esperti” o troppo “da principianti”.

I vantaggi per il Brand

Quest’ultimo fattore mette in evidenza uno dei vantaggi propri della creazione di una brand community, ovvero la possibilità di recuperare informazioni qualitative sugli utenti. 

È già stato scritto innumerevoli volte che i dati sono l’oro del terzo millennio; ebbene, una brand community è quello che più si avvicina a una miniera piena di pepite. 

Quindi, oltre al guadagno per la semplice rivendita dei propri prodotti agli appassionati, oltre al risparmio per essere riusciti a fidelizzare i clienti, il brand, grazie alle informazioni che riesce a recuperare, è in grado di trarre importantissimi insight sul proprio pubblico. 

Conclusioni

In definitiva, le brand community sono strumenti potentissimi per fidelizzare i propri clienti e per potenziare la propria offerta di prodotti e servizi. La creazione di un rapporto di valore fra brand e pubblico è un elemento essenziale per poter rimanere rilevanti all’interno di un panorama sempre più complesso e competitivo.

Noi di Neosperience abbiamo sviluppato negli anni una soluzione apposita, già pronta all’uso, che permette a ogni brand di creare la propria piattaforma di fidelizzazione personalizzata. Unbreakable Community ha al suo interno tutto ciò di cui si ha bisogno; vi invitiamo a contattarci per conoscerne le potenzialità.

 

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Tecnologia Senziente. Emozioni a misura di sensori

tecnologia senziente

Per Tecnologia Senziente intendiamo le applicazioni della tecnologia che hanno la possibilità di leggere, interpretare e rispondere agli stimoli umani. 

L’uomo è un animale emotivo, e per questo ricerca le emozioni anche in ciò che crea. 

Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito a uno sviluppo della tecnologia che cerca di imitare, o meglio decriptare, le emozioni umane.

Un esempio pratico utile a spiegare la Tecnologia Senziente è il case study della Emotional Art Gallery, progetto di Clear Channel Sweden del 2019.

Sui 250 totem digitali presenti all’interno delle stazioni della metropolitana della capitale svedese sono stati trasmessi - per un periodo limitato di tempo - alcune opere di artisti internazionali, selezionate perché avevano la capacità di ridurre il livello di stress dei passeggeri. 

Per il progetto è stato sviluppato un algoritmo in grado di riconoscere lo stato emotivo delle persone tramite lo studio degli analytics online e social. Attraverso questa capacità “senziente” della tecnologia, gli utenti hanno visto migliorare il proprio benessere fisico e psicologico

Un'altra applicazione è il progetto Ada, una scultura intelligente - composta da migliaia di minuscoli led - che Microsoft Usa, con la collaborazione dell’architetta e designer Jenny Sabin, ha deciso di installare all’interno del Microsoft Research Building 99.

All’interno dell’edificio sono state inserite telecamere e alcuni sensori in grado di riconoscere, per esempio dall’espressione facciale o dal tono di voce, le emozioni delle persone. L'installazione è quindi in grado di reagire a questi stimoli attraverso il continuo mutamento dei colori e dei pattern sulla sua superficie. 

La Tecnologia Senziente è stata applicata negli anni anche alla cura della persona. In un mondo in cui la solitudine e la depressione sono endemiche, questa si è proposta come possibile aiuto per risolvere il problema. 

Gli esempi a riguardo sono numerosi, sia per quanto riguarda il supporto ai giovani, sia per la cura degli anziani. Interessante è il caso di Lovot, un robot da compagnia per ogni fascia d’età prodotto dall’azienda giapponese Groove X. 

Ideato per combattere la solitudine, molto diffusa nel paese asiatico, Lovot è in grado di riconoscere le emozioni, di interagire in real-time agli stimoli che riceve dall’esterno, ed è stato pensato per essere morbido e reattivo al tatto.

Un altro esempio interessante, soprattutto perché il software alla base è stato sviluppato in Italia, è quello di Zeno Robot. Behaviour Labs, start up catanese impegnata nel campo della robotica sociale, ha avuto la brillante idea di utilizzare un robot, prodotto da una società americana, per aiutare i ragazzini che soffrono di autismo a comunicare e a relazionarsi con ciò che sta intorno a loro.

Ovviamente, non tutte le applicazioni della Tecnologia Senziente si riferiscono a casi artistici o umani, come i due che abbiamo appena citato.

In generale, si possono definire due utilizzi diversi di questa, uno empatico, uno invece analitico.

Infatti, questa tecnologia è nata in primis come la core-feature delle piattaforme di analisi del sentiment del pubblico, utilizzate per recuperare insight significativi in riferimento a servizi e prodotti, e per gestire e riconoscere le possibili crisi aziendali

Attraverso il natural language processing (NLP), potenziato - negli strumenti più evoluti - dal Machine Learning, queste piattaforme sono in grado di leggere in real-time migliaia e migliaia di post sui social o sul web, riconoscere l’argomento di conversazione e, soprattutto, il sentiment di chi scrive. Basta però un semplice errore grammaticale, un'affermazione di contesto o un accenno di sarcasmo per depotenziare l’affidabilità dell’analisi.

Infatti, a prescindere dagli esempi che abbiamo citato, al momento la tecnologia utilizzata è ancora limitata e limitante a causa della complessità del linguaggio umano e dell’interpretazione delle emozioni. 

L’umanità soffre per natura di analfabetismo emozionale, soprattutto in quest’epoca digitale e virtuale. Non riusciamo a dare un nome alle emozioni che proviamo e a riconoscere i sentimenti di chi ci sta a fianco; come possiamo quindi sperare di insegnare a un algoritmo ad essere empatico?

La Tecnologia Senziente, se non utilizzata responsabilmente, rischia quindi di diventare tecnologicamente cinica; il seguente esempio può essere interpretato in questo modo.

Poco tempo fa la televisione coreana ha mandato in onda una trasmissione, chiamata Meeting You, in cui è stata raccontata la storia drammatica di una madre che ha perso la figlia di sette anni. 

Gli autori, nel finale di trasmissione, hanno deciso di ricreare in un ambiente virtuale il modello 3D della figlia, costruito con sembianze, voce, movenze e addirittura sentimenti reali della bambina deceduta. La madre è stata invitata a relazionarsi con lei in questo mondo fittizio, per dirle addio un'ultima volta. 

La domanda che sorge spontanea è: quanto può essere giusta un’operazione commerciale di questo tipo? Una tecnologia che diventa senziente, e che si propone come empatica, pone numerose domande alla società dal punto di vista etico.

Fino a che punto possiamo spingerci? Lo scopriremo col tempo.

Photo by Tyler Lastovich on Unsplash

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Sanità e Tecnologia. Ultime tendenze e il caso Nestore

futuro della sanitàPrima di raccontarvi del progetto europeo Nestore, a cui noi abbiamo dedicato alcune delle nostre competenze migliori, vorremmo tirare le file delle novità - tecnologiche e metodologiche - che si stanno imponendo nel settore della salute sia pubblica sia privata. Come si sta sviluppando il rapporto fra sanità e tecnologia? Quali sono le ultime applicazioni al settore dell'Intelligenza Artificiale o della Realtà Mista?

Negli ultimi anni la medicina ha vissuto la lenta affermazione di innovazioni sanitarie rivoluzionarie, paragonabili all’invenzione dei vaccini o alla scoperta degli antibiotici. 

Andando con ordine, è interessante citare lo sviluppo della Telemedicina, che permette a dottori e pazienti di comunicare a distanza, e di scambiarsi i dati sanitari provenienti dagli strumenti di monitoraggio come wearables e smart clothes.

Inoltre, Realtà Aumentata e Virtuale sono oggi in grado di aiutare i giovani medici nel proprio percorso di studio, per esempio attraverso programmi virtuali d’insegnamento, con la possibilità di vedere dal vivo, quando si vuole, operazioni e struttura anatomica umana.

Questo permetterebbe di diminuire di molto i costi e i tempi dell’istruzione sanitaria, e magari di aumentare il numero di posti per gli studenti iscritti ai corsi di laurea in medicina.

Allo stesso tempo, oggi si stanno diffondendo, a più livelli, visori e occhiali per la realtà mista (a metà fra virtuale e aumentata) che i medici possono utilizzare per compiere visite a distanza o per visualizzare i dati dei pazienti visivamente e in tempo reale. 

Le Microsoft HoloLens sono il device che sembra aver avuto il maggior successo sul campo; sono innumerevoli i case studies in cui il visore è stato utilizzato sia per la didattica, sia come supporto real time per i medici in sala operatoria.

Anche l’Intelligenza Artificiale sta diventando centrale nel trattamento e nella diagnosi delle problematiche sanitarie. Al momento, sono in corso numerosi studi che cercano di dimostrare che, attraverso la ricerca di pattern nelle cartelle mediche di soggetti malati, è possibile predire se la stessa malattia avrà luogo o no nei soggetti sani. 

Sebbene i risultati di questi studi siano stati criticati dalla comunità scientifica internazionale, perché fondati su supposizioni imprecise o circoscritte, è molto probabile che nei prossimi anni l'applicazione dell’IA nel settore possa fare la differenza. 

Le future innovazioni, però, non si fermano qui. Abbiamo deciso di concentrarsi sulle applicazioni su cui noi di Neosperience abbiamo dimostrato di possedere le maggiori expertise, ma da citare ci sono anche l’utilizzo di stampanti 3D per la creazione di organi funzionanti, gli studi sul sequenziamento e la modifica del DNA umano, e la creazione di nanorobot “viventi” per la cura delle malattie più insidiose.

Oltre alle applicazioni tecnologiche che si stanno imponendo, Deloitte traccia la strada delle future metodologie che i sistemi sanitari sembrano aver imboccato in questi anni.

Mette in evidenza tre macro-trend:

  • I sistemi sanitari sposteranno il loro focus dalla cura della malattia, alla prevenzione e al benessere;
  • Le piattaforme tecnologiche consentiranno il flusso libero e sicuro dei dati sanitari, raccolti su tutti i touchpoint, di individui, gruppi di soggetti, istituzioni sanitarie e dell’ambiente che li circonda. Dall’analisi di questi dati gli operatori potranno prendere decisioni in tempo reale;
  • Un maggiore coinvolgimento dei pazienti nelle dinamiche inerenti la loro salute guiderà i loro atteggiamenti e comportamenti verso una maggiore responsabilizzazione.

Nei prossimi anni, la problematica numero uno che i sistemi sanitari nazionali, soprattutto occidentali, andranno ad affrontare è il naturale, e difficilmente reversibile, aumento dell’età media dei cittadini. Già oggi il budget necessario per il settore aumenta ogni anno; se non si vuole rischiare il crollo di una grossa fetta del welfare nazionale, è necessario cambiare strategie e modus operandi.

Oggi la tecnologia è la soluzione più pratica e realistica al problema, messa a terra per dare forma proprio ai tre punti di Deloitte.

Tutti e tre sono fondamento del progetto europeo per il sostentamento degli anziani, a cui noi di Neosperience stiamo partecipando. Nestore è un programma di digital coaching per la salute, basato su algoritmi di IA e Machine Learning, che si concretizza in un’applicazione nativa che gli utenti, localizzati nella fascia d’età +65, possono usare autonomamente. 

All’interno dell’applicazione di Nestore sono presenti alcuni degli strumenti tecnologicamente più innovativi, come: 

  • Un sistema intelligente di gestione delle attività, che consiglia percorsi (wellbeing pathways) in base ad abitudini e possibilità fisiche degli utenti, integrato con wearable e sensori ambientali;
  • I sensori ambientali “contano” le visite di amici e parenti, per controllare le interazioni sociali dell’utente e aiutarlo a non soffrire di solitudine;
  • Un chatbot di ultima generazione, che abilita un dialogo veramente umano fra macchina e paziente, e che è in grado di riconoscere le emozioni di chi lo usa;
  • Un algoritmo di riconoscimento del cibo, e del suo apporto energetico, tramite la fotocamera dello smartphone; 
  • Giochi personalizzati per migliorare la memoria e i riflessi degli utenti;
  • Un social network per mettere in comune interessi e attività fra i membri di Nestore, da vivere insieme per migliorare la propria salute mentale.

In generale, l’obiettivo di Nestore è migliorare la quotidianità degli utenti, stimolando la responsabilizzazione nei comportamenti e uno stile di vita sano. I dati sanitari vengono condivisi con medici e personale sanitario, che sono così in grado di intervenire tempestivamente nel caso insorgessero problematiche.

Il progetto si pone l’obiettivo di essere strumento utile ed essenziale per gli attori pubblici e privati del settore sanitario, al fine di ridurre il costo delle terapie senza però rinunciare alla qualità del servizio.

La salute è e sarà sempre uno dei campi d’applicazione più importanti dove poter testare le ultime innovazioni sia tecnologiche sia metodologiche. Oggi viviamo in un'epoca dove sempre di più crescono le probabilità di una crisi strutturale del settore; lavorare per trovare soluzioni utili a scongiurarla, relazionandosi con realtà proveniente da tutta Europa, è una soddisfazione e un’opportunità che ci rende orgogliosi.

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Empathy Party: un’occasione per conoscere la nuova Neosperience

In Neosperience, ultimamente, abbiamo assistito a tante novità.

Nell'ultimo anno ci siamo quotati all’Aim Italia, abbiamo accolto nuove realtà, anche molto diverse da noi, e abbiamo deciso di proporci al mondo con un’idea e un obiettivo unico nel suo genere. 

Questo giovedì abbiamo colto l’occasione di costruire un ponte, sotto forma di festa aziendale, per aprirci all'esterno e internamente.

Anche se, per far festa, ogni motivo è quello giusto, abbiamo deciso di dedicare la serata ai nuovi arrivati nella nostra grande famiglia.

Conoscerci tutti in un ambiente informale è stato sicuramente il modo migliore per cominciare a costruire insieme qualcosa di nuovo. Abbiamo riso, fatto gruppo e imparato dalle persone che abbiamo incontrato. Non è forse questo l’obiettivo di ogni festa?

Empathy è la parola che abbiamo scelto per definire lo spirito del nostro stare insieme. È il termine che ci sta più a cuore da tanti anni, ed era giusto condividere la nostra idea di business responsabile con chi si è unito a noi nell’ultimo periodo. Mikamai, Jack Magma, LinkMe, Value China e Somos; tutte realtà uniche che abbiamo scelto per il loro grande valore umano intrinseco.

Cogliamo l'occasione di ringraziare i clienti che si sono uniti a noi nei festeggiamenti; che le risate insieme siano ben auguranti per il nostro futuro. Un ulteriore grazie a chi si è prodigato per la buona riuscita della festa.

Infine un grazie a noi tutti, nuovi e vecchi membri di Neosperience. Una serata, che insieme abbiamo vissuto nella consapevolezza che il proprio lavoro è un lavoro da e per il gruppo, non può che essere il preludio di un futuro luminoso da costruire tutti insieme.

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Social Network e Blockchain. Il controllo in mano agli Utenti

networks and blockchain

La Blockchain è una tecnologia in continua evoluzione, che non finisce mai di stupire per le sue infinite applicazioni.

Ciò che l’ha resa nota al grande pubblico è stata la nascita e la diffusione globale delle criptovalute. Sfortunatamente, a causa della sfiducia riguardo all’affidabilità di questo sistema economico, la Blockchain non ha avuto vita facile nel suo iter di affermazione come tecnologia del futuro.

Le cose stanno lentamente cambiando.

Non molto tempo fa, la catena francese di supermercati Carrefour ha implementato nella sua filiera di produzione una struttura Blockchain per garantire la qualità dei propri prodotti. Un modo semplice e intelligente per avvicinare la Blockchain alla vita quotidiana delle persone, stimolando il loro interesse e aumentando la fiducia nel sistema.

Oggi un altro trend, che ha l’obiettivo di coinvolgere sempre di più le persone in questa tecnologia, sta prendendo forma: l’uso della Blockchain all’interno dei social network. Il data base distribuito viene utilizzato sia per garantire la sicurezza dei dati personali degli utenti, sia per abilitare pagamenti virtuali in-app sicuri e senza intermediari bancari, sancendone la sua definitiva maturità.

Il caso più emblematico di questa tendenza, che ha suscitato scalpore nell’opinione pubblica, è stato l’annuncio da parte di Mark Zuckerberg della creazione di Libra, una criptovaluta interna a Facebook che permette agli utenti di pagare e scambiare denaro.

L’annuncio ha creato fibrillazione tra le istituzioni, bancarie e statali, preoccupate per la tenuta del sistema finanziario internazionale e per la protezione della privacy degli utenti.

Infatti, il rischio di veder crollare il sistema bancario tradizionale, o il pericolo di una diminuzione del gettito fiscale a cui i governi potrebbero andare incontro, ha sin da subito minato la “legalità” di Libra. Il fatto che Facebook, e i suoi partner, abbiano così la possibilità di conoscere il comportamento d’acquisto degli utenti a fini di profilazione, rischia poi di mettere in pericolo libertà e privacy individuale.

Il percorso per arrivare al lancio della criptovaluta, annunciato per la metà del 2020, si è rivelato quindi più impervio del previsto, anche perché alcuni sponsor dell’iniziativa, come Paypal, Mastercard e Visa (che dovevano garantire l’affidabilità del progetto) hanno lasciato l’associazione motivando la decisione con una mancanza di sicurezze sulle sue reali possibilità applicative.

Eppure non è tanto l’idea di un social “criptovalutato” ad essere mal visto, ma la dimensione dell’operazione stessa. Infatti, già esistono strumenti che si comportano allo stesso modo.

Un ottimo esempio a riguardo è All.me, applicazione basata sulla criptovaluta meToken, lanciata nel 2016 e ad oggi con più di 500mila utenti.

Come funziona una piattaforma di Social Network e Blockchain? 

All.me è una piattaforma che comprende alcune delle più interessanti caratteristiche del digitale, ovvero la creazione di reti sociali, la possibilità di guadagnare dai propri contenuti, la vendita e l’acquisto peer-to-peer e lo scambio di moneta digitale. Tutte queste features sono integrate in un’unica app

Ogni componente è legato agli altri e integrato all’interno del sistema per rendere il tutto sicuro e affidabile. All.me si divide in cinque moduli:

  • Social network (meNetwork) – Piattaforma per la condivisione di informazioni fra gli utenti.
  • Marketplace (meMarket) – Piattaforma per la vendita C2C e B2C.
  • Payment Service (mePay) – Il sistema di pagamento nativo basato sulla criptovaluta.
  • Wallet Service (meWallet) – Area per il controllo delle transazioni e del proprio saldo.
  • Cryptocurrency (meToken) – La criptovaluta nativa del sistema.

Una delle caratteristiche più importanti della piattaforma è il pieno controllo, esercitato dagli utenti, sui propri dati. Questi sono incentivati a creare contenuti di qualità, ricevendo in cambio meToken che possono utilizzare per comprare prodotti sul Market. 

In definitiva, la Blockchain per il decentramento della responsabilità e della proprietà degli strumenti, come avviene in All.me, è il futuro di molti campi, soprattutto dei social media.

Con queste premesse, non sarà più necessaria un’organizzazione centrale con il ruolo di controllore che, possedendo i dati degli utenti, finisca per guadagnare attraverso la profilazione degli iscritti.

Questa trasformazione, ovviamente, offre un enorme vantaggio alle persone che decidono di parteciparvi, poiché questi finiscono per contribuire attivamente allo sviluppo del prodotto e ne controllano il valore.

In un ambiente come quello dei social media, in cui molti utenti si sentono sfruttati dalle organizzazioni, questo è un punto di forza che potrà fare la differenza oggi e in futuro.

Image by Gordon Johnson from Pixabay

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