psicografia

Che cosa è la Psicografia?

È, in poche parole, lo studio dell’individuo basato su interessi, personalità e abitudini. È il passo successivo alla profilazione attraverso i dati socio-demografici, geografici e comportamentali. 

La psicografia non è un campo di studio recente; nata come strumento della psicologia, è stata poi applicata al marketing nella ricerca tradizionale (focus group, ricerche di mercato, etc.). 

È stato però attraverso il digitale che ha sviluppato tutto il suo potenziale. 

Per mezzo dell’analisi dei comportamenti degli utenti sui social, sugli eCommerce e, in generale, in ogni ambiente “virtuale”, la psicografia è in grado oggi di profilare gli utenti in un modo impensabile fino a pochi anni fa.

Il suo obiettivo è comprendere le caratteristiche soggettive e individuali delle persone, come le emozioni, i valori e le attitudini, oltre a tutto un altro insieme di fattori psicologici. 

Tutti questi dati forniscono insight sulle motivazioni alla base dei comportamenti delle persone, ad esempio sul perché comprano uno specifico prodotto, supportano una certa causa o votano un certo candidato politico; ovviamente però le applicazioni non si fermano qui.

Conosciamo tutti il caso tristemente noto di Cambridge Analytica; i ricercatori e i marketers coinvolti sono stati in grado di implementare numerose campagne politiche grazie ai dati psicografici, recuperati illegalmente, dai profili social delle persone. 

La metodologia che hanno seguito ha permesso di posizionare i soggetti in cinque macro-cluster, a seconda che questi mostrassero in misura maggiore o minore uno dei cinque tratti psicologici presi in esame, ovvero: 

  • Apertura all’esperienza: questo tratto indica quanto una persona è open-minded. Una persona con un alto livello di openness è curiosa, creativa e aperta al cambiamento. 
  • Coscienziosità: una persona che mostra un alto livello di conscientiousness è responsabile verso se stessa, si pone obiettivi sul lungo periodo e non agisce di impulso.
  • Estroversione: i soggetti caratterizzati da estroversione amano stare con le persone e vivere l’ambiente sociale. Sono inoltre entusiasti e molte volte si lasciano guidare dagli altri; amano inoltre stare al centro dell’attenzione.
  • Amichevolezza: una persona caratterizzata da alti livelli di agreeableness è di solito amichevole, gentile e diplomatica. Mostra inoltre ottimismo e fiducia verso il genere umano. 
  • Stabilità emotiva (o negativamente Neuroticism): una persona con un alto livello di stabilità emotiva tende a sperimentare facilmente emozioni positive.  

Questo modello, che potete trovare schematizzato di seguito, è noto come OCEAN (le prime lettere delle categorie psicografiche) o BigFive.

Come si applica questo modello al marketing?

Attraverso la psicografia è possibile conoscere le caratteristiche soggettive fondamentali dei propri clienti, che forniscono utili linee guida per la comunicazione e per la creazione di messaggi one-to-one

Esempi pratici di Segmentazione Psicografica

Facciamo un esempio. Una società attiva nel mercato energetico ha bisogno di comunicare un’offerta promozionale al proprio pubblico, che ha precedentemente clusterizzato attraverso il modello psicografico OCEAN. 

Se il cliente mostra una spiccata appartenenza al cluster Openness (o apertura all’esperienza) gli verrà mostrato un banner, graficamente creativo e immaginifico, che offre la possibilità di personalizzare il contratto energetico sulle proprie esigenze.

Se il cliente appartiene invece al cluster dell’Estroversione, si comunicherà che l’offerta è stata apprezzata da molte persone, magari dando la possibilità di ricevere uno sconto se il cliente porta con sé un amico.

Se la persona, infine, appartiene al cluster della Coscenziosità, gli verrà data la possibilità, direttamente sul banner, di approfondire l'offerta e di scoprire i vantaggi a lui dedicati sul lungo periodo.

In generale, le possibili personalizzazioni sono infinite; sarà l'esperto di psicografia, in concerto con il creativo, a trovare le migliori soluzioni pratiche per andare a coprire la maggior parte del pubblico di riferimento con il messaggio corretto.

Ovviamente, visto il potere che tale metodologia mette a disposizione delle aziende, il mercato è strettamente regolato; oggi, ciò che ha fatto Cambridge Analytica qualche anno fa sarebbe impossibile. Negli ultimi anni, quindi, sono stati sviluppati strumenti alternativi, totalmente compliant con la GDPR , che permettono alle aziende di acquisire lo stesso tipo di informazioni per utilizzarle - questa volta - a vantaggio delle persone .

Ecco perchè Neosperience ha creato User Insight

User Insight è lo strumento che utilizza le ultime tecnologie di Artificial Intelligence, Machine Learning e Advanced Analytics per permettere alle aziende di conoscere i tratti psicografici dei clienti grazie all’analisi del loro comportamento di navigazione.

 

Guarda il video e scopri come User Insight può aiutarti ad aumentare le conversioni dal 20 al 50% in più.

 

 

In un mercato in cui la personalizzazione dell’offerta è diventata centrale per il successo delle proposte commerciali, comprendere in profondità i bisogni e i desideri di ciascun cliente nel pieno rispetto della sua privacy diventa un fattore imprescindibile. 

Il futuro sarà appannaggio di chi riuscirà a usare le nuove tecnologie per migliorare continuamente l’esperienza dei clienti, riducendo progressivamente i “gap” tra fisico e digitale. Noi di Neosperience crediamo che ciò sia possibile, e lavoriamo per dare sostanza a una tecnologia che permette alle aziende di essere sempre più empatiche e vicine ai loro clienti.

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La tecnologia migliora la qualità della vita?

qualità della vita

La tecnologia migliora la qualità della vita? Esiste una correlazione tra felicità e tecnologia? Se sì, perché le persone soffrono di depressione oggi più che in passato? Perché i tassi di suicidi nei paesi sviluppati hanno raggiunto livelli così drammatici? Esiste una buona e cattiva tecnologia? Luminari in ogni campo stanno cercando delle risposte, ma la strada è in salita. La tecnologia influenza il lavoro, lo studio, la salute, la socialità e molte altre cose; è quindi difficile giungere a una risposta definitiva. 

Sebbene probabilmente l’argomento sia più grande delle nostre reali capacità interpretative, vorremmo fornirvi un nostro punto di vista sulla questione. 

Il significato di qualità della vita

Innanzitutto il concetto di qualità della vita è da considerarsi empirico; sebbene la maggior parte dei fattori che ne definiscono il valore siano scientifici, il risultato è naturalmente impreciso, perché inerente al percepito delle persone. Qual’è il reale collegamento tra il Pil di un paese e la felicità dei suoi cittadini? Nessuno lo sa, eppure questo è un parametro che viene preso in considerazione. 

Ogni anno viene stilata una classifica globale fra i paesi che offrono la qualità della vita migliore. I fattori che vengono presi in considerazione sono innumerevoli, e spaziano dalla salute, al crimine, al reddito, all’istruzione, all’inquinamento e così via.

Sebbene - come detto sopra - la definizione di qualità della vita sia di per sé parziale e di scarso valore scientifico, può essere comunque una cartina tornasole abbastanza precisa sul sentimento generalizzato delle persone

Il rapporto fra qualità della vita e tecnologia

technology

 

Detto ciò, quale ruolo gioca lo sviluppo tecnologico nel definire la qualità della vita delle persone? 

In primis va sottolineato che fra i fattori che concorrono a una migliore qualità della vità, presi in considerazione dagli enti di ricerca, non sono presenti elementi inerenti allo sviluppo tecnologico del paese o dei suoi cittadini. Se andiamo però a vedere quali sono i paesi che si sono posizionati meglio nella classifica sulla qualità della vita, ecco che questi si rivelano essere anche i più tecnologici. 

Cosa intendiamo per “più tecnologici”? Quattro sono i parametri presi in considerazioni dalle ricerche sul tema: utenti internet, smartphone e disponibilità di connessione internet veloce in percentuale alla popolazione, e il Digital Competitiveness score, sviluppato dalla IMD World Competitiveness Center. Tale metrica si concentra su: conoscenza tecnologica, prontezza nello sviluppare nuove tecnologie e sull’abilità di studiare e mettere in pratica le ultime innovazioni.  

Canada, Giappone, Paesi Scandinavi, Danimarca, Svizzera, Germania sono solo alcuni dei paesi al top sia per innovazione tecnologica sia per qualità della vita. Ci sono però paesi che invece non seguono la stessa logica, come Cina, USA, Taiwan e Corea del Sud, che vantano un’ottima innovazione tecnologica ma una qualità della vita inferiore. 

Diciamo quindi che c’è una tendenza, ma non è automatica. Che cosa fa sì che certi paesi siano tecnologici e “felici”, e altri no? 

La tecnologia rende le persone felici?

Sadness

Innanzitutto va specificato che la tecnologia può migliorare la qualità della vita sotto numerosi punti di vista. Può offrire nuovi posti di lavoro, permettere lo smart working e una maggiore libertà, diminuire l’inquinamento, semplificare la burocrazia, mettere in contatto persone lontane, migliorare il servizio sanitario e così via. 

La tecnologia, come qualsiasi altra cosa, è però un’arma a doppio taglio. Questa può anche alienare le persone, far crescere l’odio, spargere fake news, far perdere posti di lavoro o diventare uno strumento che limita la libertà personale. 

Qual è il discriminante fra buona e cattiva tecnologia? 

Per distinguere fra buona e cattiva tecnologia, innanzitutto, è necessario considerare la cultura di chi la usa o sviluppa. È anche importante che lo stato, con le sue norme e gli investimenti mirati all’innovazione, faccia da garante al buon uso della tecnologia.

Per esempio se i cittadini di un dato paese sono più tolleranti, allora ci sarà anche meno odio online. Se la ricchezza è meglio distribuita, e quindi molti possono utilizzare gli stessi strumenti, allora ci sarà meno conflitto sociale. Allo stesso tempo, se l’educazione digitale sarà più diffusa - per esempio per iniziativa degli stati stessi - allora la tecnologia sarà inclusiva e non divisiva. Se lo stato permetterà ai giovani di portare avanti le proprie idee, per esempio sostenendo la creazione di start up, allora si creerà lavoro e innovazione. 

Al contrario, se un governo non aiuta i giovani, saranno i privati a guadagnarci inglobando idee e monopolizzando il mercato. Se un paese non investirà nell’educazione digitale dei propri cittadini, questi si sentiranno abbandonati e fuori dal proprio tempo. Se i cittadini sono in conflitto fra loro, questo si rifletterà anche sulla tecnologia.

Conclusioni

In definitiva, la tecnologia è uno strumento, e come tale assume un ruolo in base a chi lo utilizza. A seconda dell’uso e del contesto può essere un discriminante positivo o negativo.

Lo sviluppo tecnologico di una nazione non porta naturalmente a una migliore qualità della vità. Porta solo a un’amplificazione della situazione in cui il paese versa

Immaginiamo di vivere in un paese intollerante riguardo alla diversità. La tecnologia in questo caso avrà un effetto negativo sulla vita dei suoi cittadini perché amplificherà discriminazioni e violenze. L’odio online si può definire come una delle maggiori piaghe del ventunesimo secolo e porta tante, troppe persone a soffrire. 

Se invece la popolazione è generalmente tollerante, la diffusione di immagini di stili di vita differenti porterà a una maggiore condivisione degli stessi, dando loro una “nuova normalità”. Questo discorso si può fare per qualsiasi altro fattore che può essere influenzato dalla tecnologia. 

Quando si parla di qualità della vita, tutto è collegato. L’intolleranza è causa di conflitto sociale e di mancanza di sicurezza, e spesso deriva da scarse prospettive per il futuro e da problemi nell’educazione e nell’istruzione. Per questo motivo la tecnologia è sì un discriminante riguardo la qualità della vita, ma solo in senso lato: non cambia la situazione, ma può aiutare a migliorarla rapidamente. 

Solo i paesi più illuminati fanno della tecnologia uno strumento per l’empowerment umano. 

Le nazioni e i popoli che vivono in situazioni difficili, invece, se non riescono a controllare e a guidare la tecnologia e l’uso che ne viene fatto, rischiano di peggiorare la loro già precaria situazione. 

Per sintetizzare la tecnologia è in grado di migliorare la qualità della vita delle persone, ma solo se

  • Questa è già alta
  • Lo stato si prende in carico il controllo dell’uso della tecnologia con norme e iniziative imprenditoriali
  • I cittadini sono educati alla tecnologia stessa

La parola chiave è responsabilizzazione. Senza una presa di coscienza collettiva si è destinati al caos, e il caos porta sempre a un peggioramento della qualità della vita. Non si può essere assolutisti quando si parla di una strumento e dei suoi effetti: la tecnologia non fa eccezione.

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Brand Community: per dare valore al pubblico e fidelizzarlo

Costruisci la tua Brand Community

Grazie a internet e al digitale, oggi i brand hanno la possibilità di adottare nuovi strumenti e piattaforme per coinvolgere, fidelizzare e vendere prodotti e servizi ai propri clienti. Una delle strategie che ha dimostrato di avere il maggior successo è stata la creazione di brand community.

Nike+ come capostipite delle moderne brand community

Il case study che ha fatto “storia” per precocità e successo è la community di Nike+.

Nata in principio come device per il tracking dell’attività sportiva degli utenti, da inserire all’interno della scarpa e collegato a iTunes, è cresciuta fino a rappresentare una compagna di allenamento inseparabile per milioni di persone.

Dal 2006 ad oggi Nike+ si è profondamente trasformata, anche grazie all’avanzamento tecnologico. Oggi conta due applicazioni principali: Nike Training Club e Nike Run Club.

Queste permettono all’utente di:

  • Avere sempre sotto controllo i risultati dei propri allenamenti;
  • Vincere premi in base alle proprie attività, con dinamiche di Gamification; 
  • Condividere i risultati con amici o altri membri della community, e sfidarli; 
  • Ricevere consigli e visionare gli allenamenti guidati degli esperti;
  • Collegare le proprie piattaforme di streaming musicale all’interno dell’app, creando un’esperienza non-stop.

Il segreto del successo di Nike+ è stato l’aver compreso e assecondato la recente esplosione della volontà del pubblico di condurre uno stile di vita sano.

Ciò che però ha permesso di mantenere e far crescere la community è stata la qualità e la gratuità dei contenuti che venivano proposti al pubblico. Dando valore ai propri iscritti, Nike ha guadagnato l’amore e la fedeltà degli sportivi: un valore unico e senza prezzo, considerando quanto oggi è difficile fidelizzare il pubblico, soprattutto quello dei più giovani.

Dal punto di vista pratico, Nike ha valorizzato il successo della propria brand community per vendere e far conoscere i nuovi prodotti sulla piattaforma; all’interno dell’app è presente uno shop dedicato all’abbigliamento per running e fitness, coerentemente con l’applicazione utilizzata.

Adidas e Runtastic: alleanza fra community

Un altro esempio di brand community di successo è quello di Adidas che, quattro anni fa, ha deciso di acquistare l’applicazione per runner Runtastic.

Il suo successo può essere comparabile a quello di Nike+, anche se questo si deve soprattutto alla grande diffusione che Runtastic aveva prima dell’acquisizione. Le funzionalità all’interno rimangono le stesse di Nike+; la scelta dell’utente è, quindi, una scelta di cuore più che di vantaggi pratici (ma non è forse questo il tema essenziale delle brand community?)

Se nell’abbigliamento sportivo si contano numerosi esempi di questo tipo, il problema (o l’opportunità) maggiore è trovarne in altri settori merceologici o di servizio.

Sephora e la community dei suoi make-up addicted

Un esempio può essere la community che Sephora ha sviluppato negli anni all’interno del proprio sito. La sezione dedicata permette agli utenti di conversare con gli altri iscritti, di pubblicare i propri contenuti originali all’interno della bacheca del sito e di partecipare agli eventi che vengono organizzati in esclusiva per i membri.

Lego Ideas: una brand community per la creazione condivisa

Un altro case study interessante è quello di Lego Ideas, la community del gigante danese dei mattoncini. La caratteristica unica qui è la possibilità che viene data agli utenti di diventare creatori delle loro stesse idee. 

Infatti, agli iscritti viene chiesto di ideare dei giocattoli originali e di condividerli con la rete. 

Se le loro creazioni raggiungono almeno 10 mila sostenitori all’interno della community, ecco che la Lego decide di inserirle all’interno della propria linea di distribuzione, rendendole disponibili al pubblico.

L’unicità di questa piattaforma è data dallo scarso coinvolgimento della Lego al suo interno. Infatti, questa non deve neanche dedicare tempo ed energie a creare contenuti originali; ci pensano in autonomia gli utenti a mantenere viva la piattaforma. 

Come creare la propria brand community?

Conclusa la panoramica di alcuni dei case studies più interessanti, è giusto parlare degli strumenti utili a creare la propria brand community. 

Piattaforme

In generale, queste possono essere di due tipi: web o mobile. La prima sarà necessariamente più simile a un forum vero e proprio, come abbiamo visto per il caso di Sephora. Il secondo, invece, offrirà principalmente servizi all’utente per convincerlo dell’essenzialità dello strumento, come succede per le applicazioni Nike+. 

Le fondamenta di una brand community

Ciò che rende possibile il coinvolgimento e la fidelizzazione degli utenti è il rispondere a una loro necessità e, allo stesso modo, l’aver creato dei contenuti esclusivi e di valore. 

Il primo punto è fondamentale: se non c’è domanda, ovviamente non ci sarà offerta. Il secondo permette agli utenti di sentirsi importanti e al centro dell’esperienza; lo stesso effetto che si ottiene, peraltro, dando la possibilità agli iscritti di creare e condividere i loro stessi contenuti.

Gamification

Un’altra caratteristica comune alla maggior parte degli esempi è la presenza di dinamiche di gamification, al fine di premiare i comportamenti virtuosi degli utenti; che sia uno sconto o semplicemente un badge, poter legare le attività a un riconoscimento aiuta a fidelizzare il pubblico e a migliorare l’esperienza in generale.

Personalizzazione

La personalizzazione dell’esperienza è, anch’essa, oltremodo importante. Sebbene la creazione di contenuti e l’offerta di servizi sia una parte essenziale, se questi non si personalizzano sulla base delle caratteristiche degli utenti si rischia di abbandonare grossolanamente una grossa fetta di pubblico, che magari non si sente rappresentata dai contenuti offerti perché o troppo “da esperti” o troppo “da principianti”.

I vantaggi per il Brand

Quest’ultimo fattore mette in evidenza uno dei vantaggi propri della creazione di una brand community, ovvero la possibilità di recuperare informazioni qualitative sugli utenti. 

È già stato scritto innumerevoli volte che i dati sono l’oro del terzo millennio; ebbene, una brand community è quello che più si avvicina a una miniera piena di pepite. 

Quindi, oltre al guadagno per la semplice rivendita dei propri prodotti agli appassionati, oltre al risparmio per essere riusciti a fidelizzare i clienti, il brand, grazie alle informazioni che riesce a recuperare, è in grado di trarre importantissimi insight sul proprio pubblico. 

Conclusioni

In definitiva, le brand community sono strumenti potentissimi per fidelizzare i propri clienti e per potenziare la propria offerta di prodotti e servizi. La creazione di un rapporto di valore fra brand e pubblico è un elemento essenziale per poter rimanere rilevanti all’interno di un panorama sempre più complesso e competitivo.

Noi di Neosperience abbiamo sviluppato negli anni una soluzione apposita, già pronta all’uso, che permette a ogni brand di creare la propria piattaforma di fidelizzazione personalizzata. Unbreakable Community ha al suo interno tutto ciò di cui si ha bisogno; vi invitiamo a contattarci per conoscerne le potenzialità.

 

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Tecnologia Senziente. Emozioni a misura di sensori

tecnologia senziente

Per Tecnologia Senziente intendiamo le applicazioni della tecnologia che hanno la possibilità di leggere, interpretare e rispondere agli stimoli umani. 

L’uomo è un animale emotivo, e per questo ricerca le emozioni anche in ciò che crea. 

Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito a uno sviluppo della tecnologia che cerca di imitare, o meglio decriptare, le emozioni umane.

Un esempio pratico utile a spiegare la Tecnologia Senziente è il case study della Emotional Art Gallery, progetto di Clear Channel Sweden del 2019.

Sui 250 totem digitali presenti all’interno delle stazioni della metropolitana della capitale svedese sono stati trasmessi - per un periodo limitato di tempo - alcune opere di artisti internazionali, selezionate perché avevano la capacità di ridurre il livello di stress dei passeggeri. 

Per il progetto è stato sviluppato un algoritmo in grado di riconoscere lo stato emotivo delle persone tramite lo studio degli analytics online e social. Attraverso questa capacità “senziente” della tecnologia, gli utenti hanno visto migliorare il proprio benessere fisico e psicologico

Un'altra applicazione è il progetto Ada, una scultura intelligente - composta da migliaia di minuscoli led - che Microsoft Usa, con la collaborazione dell’architetta e designer Jenny Sabin, ha deciso di installare all’interno del Microsoft Research Building 99.

All’interno dell’edificio sono state inserite telecamere e alcuni sensori in grado di riconoscere, per esempio dall’espressione facciale o dal tono di voce, le emozioni delle persone. L'installazione è quindi in grado di reagire a questi stimoli attraverso il continuo mutamento dei colori e dei pattern sulla sua superficie. 

La Tecnologia Senziente è stata applicata negli anni anche alla cura della persona. In un mondo in cui la solitudine e la depressione sono endemiche, questa si è proposta come possibile aiuto per risolvere il problema. 

Gli esempi a riguardo sono numerosi, sia per quanto riguarda il supporto ai giovani, sia per la cura degli anziani. Interessante è il caso di Lovot, un robot da compagnia per ogni fascia d’età prodotto dall’azienda giapponese Groove X. 

Ideato per combattere la solitudine, molto diffusa nel paese asiatico, Lovot è in grado di riconoscere le emozioni, di interagire in real-time agli stimoli che riceve dall’esterno, ed è stato pensato per essere morbido e reattivo al tatto.

Un altro esempio interessante, soprattutto perché il software alla base è stato sviluppato in Italia, è quello di Zeno Robot. Behaviour Labs, start up catanese impegnata nel campo della robotica sociale, ha avuto la brillante idea di utilizzare un robot, prodotto da una società americana, per aiutare i ragazzini che soffrono di autismo a comunicare e a relazionarsi con ciò che sta intorno a loro.

Ovviamente, non tutte le applicazioni della Tecnologia Senziente si riferiscono a casi artistici o umani, come i due che abbiamo appena citato.

In generale, si possono definire due utilizzi diversi di questa, uno empatico, uno invece analitico.

Infatti, questa tecnologia è nata in primis come la core-feature delle piattaforme di analisi del sentiment del pubblico, utilizzate per recuperare insight significativi in riferimento a servizi e prodotti, e per gestire e riconoscere le possibili crisi aziendali

Attraverso il natural language processing (NLP), potenziato - negli strumenti più evoluti - dal Machine Learning, queste piattaforme sono in grado di leggere in real-time migliaia e migliaia di post sui social o sul web, riconoscere l’argomento di conversazione e, soprattutto, il sentiment di chi scrive. Basta però un semplice errore grammaticale, un'affermazione di contesto o un accenno di sarcasmo per depotenziare l’affidabilità dell’analisi.

Infatti, a prescindere dagli esempi che abbiamo citato, al momento la tecnologia utilizzata è ancora limitata e limitante a causa della complessità del linguaggio umano e dell’interpretazione delle emozioni. 

L’umanità soffre per natura di analfabetismo emozionale, soprattutto in quest’epoca digitale e virtuale. Non riusciamo a dare un nome alle emozioni che proviamo e a riconoscere i sentimenti di chi ci sta a fianco; come possiamo quindi sperare di insegnare a un algoritmo ad essere empatico?

La Tecnologia Senziente, se non utilizzata responsabilmente, rischia quindi di diventare tecnologicamente cinica; il seguente esempio può essere interpretato in questo modo.

Poco tempo fa la televisione coreana ha mandato in onda una trasmissione, chiamata Meeting You, in cui è stata raccontata la storia drammatica di una madre che ha perso la figlia di sette anni. 

Gli autori, nel finale di trasmissione, hanno deciso di ricreare in un ambiente virtuale il modello 3D della figlia, costruito con sembianze, voce, movenze e addirittura sentimenti reali della bambina deceduta. La madre è stata invitata a relazionarsi con lei in questo mondo fittizio, per dirle addio un'ultima volta. 

La domanda che sorge spontanea è: quanto può essere giusta un’operazione commerciale di questo tipo? Una tecnologia che diventa senziente, e che si propone come empatica, pone numerose domande alla società dal punto di vista etico.

Fino a che punto possiamo spingerci? Lo scopriremo col tempo.

Photo by Tyler Lastovich on Unsplash

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Sanità e Tecnologia. Ultime tendenze e il caso Nestore

futuro della sanitàPrima di raccontarvi del progetto europeo Nestore, a cui noi abbiamo dedicato alcune delle nostre competenze migliori, vorremmo tirare le file delle novità - tecnologiche e metodologiche - che si stanno imponendo nel settore della salute sia pubblica sia privata. Come si sta sviluppando il rapporto fra sanità e tecnologia? Quali sono le ultime applicazioni al settore dell'Intelligenza Artificiale o della Realtà Mista?

Negli ultimi anni la medicina ha vissuto la lenta affermazione di innovazioni sanitarie rivoluzionarie, paragonabili all’invenzione dei vaccini o alla scoperta degli antibiotici. 

Andando con ordine, è interessante citare lo sviluppo della Telemedicina, che permette a dottori e pazienti di comunicare a distanza, e di scambiarsi i dati sanitari provenienti dagli strumenti di monitoraggio come wearables e smart clothes.

Inoltre, Realtà Aumentata e Virtuale sono oggi in grado di aiutare i giovani medici nel proprio percorso di studio, per esempio attraverso programmi virtuali d’insegnamento, con la possibilità di vedere dal vivo, quando si vuole, operazioni e struttura anatomica umana.

Questo permetterebbe di diminuire di molto i costi e i tempi dell’istruzione sanitaria, e magari di aumentare il numero di posti per gli studenti iscritti ai corsi di laurea in medicina.

Allo stesso tempo, oggi si stanno diffondendo, a più livelli, visori e occhiali per la realtà mista (a metà fra virtuale e aumentata) che i medici possono utilizzare per compiere visite a distanza o per visualizzare i dati dei pazienti visivamente e in tempo reale. 

Le Microsoft HoloLens sono il device che sembra aver avuto il maggior successo sul campo; sono innumerevoli i case studies in cui il visore è stato utilizzato sia per la didattica, sia come supporto real time per i medici in sala operatoria.

Anche l’Intelligenza Artificiale sta diventando centrale nel trattamento e nella diagnosi delle problematiche sanitarie. Al momento, sono in corso numerosi studi che cercano di dimostrare che, attraverso la ricerca di pattern nelle cartelle mediche di soggetti malati, è possibile predire se la stessa malattia avrà luogo o no nei soggetti sani. 

Sebbene i risultati di questi studi siano stati criticati dalla comunità scientifica internazionale, perché fondati su supposizioni imprecise o circoscritte, è molto probabile che nei prossimi anni l'applicazione dell’IA nel settore possa fare la differenza. 

Le future innovazioni, però, non si fermano qui. Abbiamo deciso di concentrarsi sulle applicazioni su cui noi di Neosperience abbiamo dimostrato di possedere le maggiori expertise, ma da citare ci sono anche l’utilizzo di stampanti 3D per la creazione di organi funzionanti, gli studi sul sequenziamento e la modifica del DNA umano, e la creazione di nanorobot “viventi” per la cura delle malattie più insidiose.

Oltre alle applicazioni tecnologiche che si stanno imponendo, Deloitte traccia la strada delle future metodologie che i sistemi sanitari sembrano aver imboccato in questi anni.

Mette in evidenza tre macro-trend:

  • I sistemi sanitari sposteranno il loro focus dalla cura della malattia, alla prevenzione e al benessere;
  • Le piattaforme tecnologiche consentiranno il flusso libero e sicuro dei dati sanitari, raccolti su tutti i touchpoint, di individui, gruppi di soggetti, istituzioni sanitarie e dell’ambiente che li circonda. Dall’analisi di questi dati gli operatori potranno prendere decisioni in tempo reale;
  • Un maggiore coinvolgimento dei pazienti nelle dinamiche inerenti la loro salute guiderà i loro atteggiamenti e comportamenti verso una maggiore responsabilizzazione.

Nei prossimi anni, la problematica numero uno che i sistemi sanitari nazionali, soprattutto occidentali, andranno ad affrontare è il naturale, e difficilmente reversibile, aumento dell’età media dei cittadini. Già oggi il budget necessario per il settore aumenta ogni anno; se non si vuole rischiare il crollo di una grossa fetta del welfare nazionale, è necessario cambiare strategie e modus operandi.

Oggi la tecnologia è la soluzione più pratica e realistica al problema, messa a terra per dare forma proprio ai tre punti di Deloitte.

Tutti e tre sono fondamento del progetto europeo per il sostentamento degli anziani, a cui noi di Neosperience stiamo partecipando. Nestore è un programma di digital coaching per la salute, basato su algoritmi di IA e Machine Learning, che si concretizza in un’applicazione nativa che gli utenti, localizzati nella fascia d’età +65, possono usare autonomamente. 

All’interno dell’applicazione di Nestore sono presenti alcuni degli strumenti tecnologicamente più innovativi, come: 

  • Un sistema intelligente di gestione delle attività, che consiglia percorsi (wellbeing pathways) in base ad abitudini e possibilità fisiche degli utenti, integrato con wearable e sensori ambientali;
  • I sensori ambientali “contano” le visite di amici e parenti, per controllare le interazioni sociali dell’utente e aiutarlo a non soffrire di solitudine;
  • Un chatbot di ultima generazione, che abilita un dialogo veramente umano fra macchina e paziente, e che è in grado di riconoscere le emozioni di chi lo usa;
  • Un algoritmo di riconoscimento del cibo, e del suo apporto energetico, tramite la fotocamera dello smartphone; 
  • Giochi personalizzati per migliorare la memoria e i riflessi degli utenti;
  • Un social network per mettere in comune interessi e attività fra i membri di Nestore, da vivere insieme per migliorare la propria salute mentale.

In generale, l’obiettivo di Nestore è migliorare la quotidianità degli utenti, stimolando la responsabilizzazione nei comportamenti e uno stile di vita sano. I dati sanitari vengono condivisi con medici e personale sanitario, che sono così in grado di intervenire tempestivamente nel caso insorgessero problematiche.

Il progetto si pone l’obiettivo di essere strumento utile ed essenziale per gli attori pubblici e privati del settore sanitario, al fine di ridurre il costo delle terapie senza però rinunciare alla qualità del servizio.

La salute è e sarà sempre uno dei campi d’applicazione più importanti dove poter testare le ultime innovazioni sia tecnologiche sia metodologiche. Oggi viviamo in un'epoca dove sempre di più crescono le probabilità di una crisi strutturale del settore; lavorare per trovare soluzioni utili a scongiurarla, relazionandosi con realtà proveniente da tutta Europa, è una soddisfazione e un’opportunità che ci rende orgogliosi.

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Empathy Party: un’occasione per conoscere la nuova Neosperience

In Neosperience, ultimamente, abbiamo assistito a tante novità.

Nell'ultimo anno ci siamo quotati all’Aim Italia, abbiamo accolto nuove realtà, anche molto diverse da noi, e abbiamo deciso di proporci al mondo con un’idea e un obiettivo unico nel suo genere. 

Questo giovedì abbiamo colto l’occasione di costruire un ponte, sotto forma di festa aziendale, per aprirci all'esterno e internamente.

Anche se, per far festa, ogni motivo è quello giusto, abbiamo deciso di dedicare la serata ai nuovi arrivati nella nostra grande famiglia.

Conoscerci tutti in un ambiente informale è stato sicuramente il modo migliore per cominciare a costruire insieme qualcosa di nuovo. Abbiamo riso, fatto gruppo e imparato dalle persone che abbiamo incontrato. Non è forse questo l’obiettivo di ogni festa?

Empathy è la parola che abbiamo scelto per definire lo spirito del nostro stare insieme. È il termine che ci sta più a cuore da tanti anni, ed era giusto condividere la nostra idea di business responsabile con chi si è unito a noi nell’ultimo periodo. Mikamai, Jack Magma, LinkMe, Value China e Somos; tutte realtà uniche che abbiamo scelto per il loro grande valore umano intrinseco.

Cogliamo l'occasione di ringraziare i clienti che si sono uniti a noi nei festeggiamenti; che le risate insieme siano ben auguranti per il nostro futuro. Un ulteriore grazie a chi si è prodigato per la buona riuscita della festa.

Infine un grazie a noi tutti, nuovi e vecchi membri di Neosperience. Una serata, che insieme abbiamo vissuto nella consapevolezza che il proprio lavoro è un lavoro da e per il gruppo, non può che essere il preludio di un futuro luminoso da costruire tutti insieme.

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Social Network e Blockchain. Il controllo in mano agli Utenti

networks and blockchain

La Blockchain è una tecnologia in continua evoluzione, che non finisce mai di stupire per le sue infinite applicazioni.

Ciò che l’ha resa nota al grande pubblico è stata la nascita e la diffusione globale delle criptovalute. Sfortunatamente, a causa della sfiducia riguardo all’affidabilità di questo sistema economico, la Blockchain non ha avuto vita facile nel suo iter di affermazione come tecnologia del futuro.

Le cose stanno lentamente cambiando.

Non molto tempo fa, la catena francese di supermercati Carrefour ha implementato nella sua filiera di produzione una struttura Blockchain per garantire la qualità dei propri prodotti. Un modo semplice e intelligente per avvicinare la Blockchain alla vita quotidiana delle persone, stimolando il loro interesse e aumentando la fiducia nel sistema.

Oggi un altro trend, che ha l’obiettivo di coinvolgere sempre di più le persone in questa tecnologia, sta prendendo forma: l’uso della Blockchain all’interno dei social network. Il data base distribuito viene utilizzato sia per garantire la sicurezza dei dati personali degli utenti, sia per abilitare pagamenti virtuali in-app sicuri e senza intermediari bancari, sancendone la sua definitiva maturità.

Il caso più emblematico di questa tendenza, che ha suscitato scalpore nell’opinione pubblica, è stato l’annuncio da parte di Mark Zuckerberg della creazione di Libra, una criptovaluta interna a Facebook che permette agli utenti di pagare e scambiare denaro.

L’annuncio ha creato fibrillazione tra le istituzioni, bancarie e statali, preoccupate per la tenuta del sistema finanziario internazionale e per la protezione della privacy degli utenti.

Infatti, il rischio di veder crollare il sistema bancario tradizionale, o il pericolo di una diminuzione del gettito fiscale a cui i governi potrebbero andare incontro, ha sin da subito minato la “legalità” di Libra. Il fatto che Facebook, e i suoi partner, abbiano così la possibilità di conoscere il comportamento d’acquisto degli utenti a fini di profilazione, rischia poi di mettere in pericolo libertà e privacy individuale.

Il percorso per arrivare al lancio della criptovaluta, annunciato per la metà del 2020, si è rivelato quindi più impervio del previsto, anche perché alcuni sponsor dell’iniziativa, come Paypal, Mastercard e Visa (che dovevano garantire l’affidabilità del progetto) hanno lasciato l’associazione motivando la decisione con una mancanza di sicurezze sulle sue reali possibilità applicative.

Eppure non è tanto l’idea di un social “criptovalutato” ad essere mal visto, ma la dimensione dell’operazione stessa. Infatti, già esistono strumenti che si comportano allo stesso modo.

Un ottimo esempio a riguardo è All.me, applicazione basata sulla criptovaluta meToken, lanciata nel 2016 e ad oggi con più di 500mila utenti.

Come funziona una piattaforma di Social Network e Blockchain? 

All.me è una piattaforma che comprende alcune delle più interessanti caratteristiche del digitale, ovvero la creazione di reti sociali, la possibilità di guadagnare dai propri contenuti, la vendita e l’acquisto peer-to-peer e lo scambio di moneta digitale. Tutte queste features sono integrate in un’unica app

Ogni componente è legato agli altri e integrato all’interno del sistema per rendere il tutto sicuro e affidabile. All.me si divide in cinque moduli:

  • Social network (meNetwork) – Piattaforma per la condivisione di informazioni fra gli utenti.
  • Marketplace (meMarket) – Piattaforma per la vendita C2C e B2C.
  • Payment Service (mePay) – Il sistema di pagamento nativo basato sulla criptovaluta.
  • Wallet Service (meWallet) – Area per il controllo delle transazioni e del proprio saldo.
  • Cryptocurrency (meToken) – La criptovaluta nativa del sistema.

Una delle caratteristiche più importanti della piattaforma è il pieno controllo, esercitato dagli utenti, sui propri dati. Questi sono incentivati a creare contenuti di qualità, ricevendo in cambio meToken che possono utilizzare per comprare prodotti sul Market. 

In definitiva, la Blockchain per il decentramento della responsabilità e della proprietà degli strumenti, come avviene in All.me, è il futuro di molti campi, soprattutto dei social media.

Con queste premesse, non sarà più necessaria un’organizzazione centrale con il ruolo di controllore che, possedendo i dati degli utenti, finisca per guadagnare attraverso la profilazione degli iscritti.

Questa trasformazione, ovviamente, offre un enorme vantaggio alle persone che decidono di parteciparvi, poiché questi finiscono per contribuire attivamente allo sviluppo del prodotto e ne controllano il valore.

In un ambiente come quello dei social media, in cui molti utenti si sentono sfruttati dalle organizzazioni, questo è un punto di forza che potrà fare la differenza oggi e in futuro.

Image by Gordon Johnson from Pixabay

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Il 2019 di Neosperience. Un anno ricco di soddisfazioni

Quotazione su Aim Italia

Il 2019 è stato un anno ricco di soddisfazioni per Neosperience

Quest'anno le nostre migliori aspettative hanno infine preso forma, trasportandoci in un nuovo universo fatto di crescita e infinite possibilità. In questo nostro articolo, proveremo a tirare le fila di 12 mesi intensi, ma ricchi di soddisfazioni. 

In primis, anche per importanza, vogliamo ricordare il nostro percorso verso la quotazione su Aim Italia che, una volta realizzata, ci ha permesso di dare visibilità e lustro a ciò che questa società rappresenta, anche dal punto di vista umano; “Empathy in Technology” è il claim che ci guida ogni giorno, ricordandoci che la nostra mission è un unicum nel mercato.

Ovviamente questa novità sostanziale ha modificato il nostro modo di fare business

Se prima, sul lavoro, eravamo responsabili solamente verso noi stessi, oggi non più; ogni giorno dobbiamo dare valore anche a tutti gli azionisti che ci sostengono e credono nel nostro progetto. Sicuramente non un compito da poco, che però noi affrontiamo con consapevolezza e fiducia in ciò che realizziamo.

Dopo la quotazione, abbiamo deciso che era il momento di far crescere la famiglia di Neosperience.

Per questo motivo abbiamo aperto la nostra prima sede fuori dal Paese, a Seattle negli USA, e abbiamo deciso di unire le forze con gli amici di Somos, Mikamai, Jack Magma, LinkMe e Value China, per costruire insieme un promettente futuro basato sulla collaborazione fra le tutte le nostre expertise. 

Anche dal punto di vista lavorativo, il 2019 è stato un anno ricco di soddisfazioni per Neosperience

Abbiamo trovato nuovi compagni di avventure, come Borgo Egnazia, con cui e per cui abbiamo dato forma alle nostre Solution all’avanguardia. Con grande gioia abbiamo inoltre continuato a lavorare con i nostri storici clienti, che ogni giorno ci dimostrano di avere fiducia nel nostro livello qualitativo.

In riferimento alle Solution, come non ricordare il lancio delle due forse più innovative: Image Memorability, per dare scientificità alla memorabilità delle immagini, e People Analytics, per il controllo dei flussi in-store. È anche grazie a loro che oggi siamo riusciti a rivoluzionare il panorama delle proposte tecnologiche per il business.

Vorremmo poi ricordare i riconoscimenti che ci siamo guadagnati durante l’anno, come la vittoria nel concorso internazionale per la rigenerazione della Villa Reale di Monza, e l'essere annoverati da Gartner come una dei sei migliori software vendor per il 2020 nel mercato dei Customer Analytics

Infine vorremmo ringraziare tutti i nostri colleghi, quelli che sono rimasti con noi e quelli che hanno deciso di entrare a far parte del nostro progetto. Senza il vostro supporto e impegno tutto questo sarebbe stato impossibile.

Cosa ci riserverà il 2020?

Tante cose sono già in programma e presto vi aggiorneremo sulle prossime novità. Ciò che già sappiamo, e che possiamo comunicarvi, è la nostra fiducia nel futuro che ci aspetta.

Durante l’anno che verrà, continueremo a credere nelle nostre capacità e possibilità per crescere in maniera empatica, nel rispetto delle persone.

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Turismo cinese e la Neosperience Tourism Cloud

Chinese Tourists

Il turismo in Italia è una voce determinante per la salute dell’economia. Nel 2019 la spesa, secondo le stime, si assesterà su un valore di circa 112,4 miliardi di euro, in crescita fra il 6 e 13% rispetto all’anno precedente (dati sull’anno in corso). Il mercato di provenienza che ha visto il maggior incremento è stato quello asiatico, soprattutto cinese, con un più 20% di presenze e con una spesa di un miliardo e mezzo di euro. La creazione della cosiddetta Via della Seta (OBOR), con la visita del presidente Xi Jinping in Italia, ha sicuramente aiutato il Bel Paese a migliorare la propria notorietà in estremo oriente al fine di diventare la meta preferita per il turismo cinese.

Quali sono le caratteristiche turista cinese medio in Italia?

Il turista proveniente dalla Cina ha certe caratteristiche ben definite. Innanzitutto è molto esigente sia dal punto di vista dei servizi sia dei contenuti, è alto-spendente, giovane (60% fra 20 e 45 anni), a maggioranza maschile (60%), ama le città d’arte e acquista volentieri prodotti di lusso, soprattutto abbigliamento.

Ciò che accomuna, però, il turismo cinese è la propensione all’utilizzo di strumenti digitali, sia in fase di prenotazione sia in fase di acquisto sul territorio italiano. 

L’uso del contante in Cina, infatti, sta rapidamente diminuendo, mentre l’utilizzo di strumenti di pagamento mobile come Alipay e WeChat Pay è in ascesa. Giusto per fare un confronto, in totale questi due strumenti hanno un miliardo e quattrocento mila utenti attivi mensili, mentre Apple Pay, a livello globale, ne ha 127 milioni.

Appare chiaro come, se si vogliono attrarre visitatori cinesi e stimolare la loro spesa, l’implementazione delle modalità di pagamento con questi strumenti è diventata essenziale.

Dal punto di vista delle prenotazioni, il discorso è molto simile; essendo un popolo strettamente mobile, quello cinese procede nella ricerca di informazioni attraverso piattaforme online o applicazioni, come la suddetta WeChat. 

In futuro si prospetta una crescita a doppia cifra del turismo cinese in Italia; oggi le realtà italiane dell’ospitalità devono adattarsi a un mercato profondamente diverso rispetto a quello nostrano.

Per sostenere questo processo, Neosperience ha deciso di sviluppare la Neosperience Tourism Cloud, piattaforma per la personalizzazione e la digitalizzazione dell’esperienza turistica. 

Come funziona la Neosperience Tourism Cloud?

Si divide in tre componenti distinte, ma complementari. La prima, specifica per l’acquisition dei clienti, consiste nella costruzione dei tratti psicografici del pubblico tramite il recupero dei dati personali. L’obiettivo? Comprendere i loro desideri profondi e suggerire il viaggio ideale.

Come si recuperano tali dati? 

Tramite le altre due componenti, ovvero la piattaforma NeosVoc, strumento per la Voice of Customer che tramite questionari intelligenti in tempo reale riesce ad assistere e consigliare il turista lungo tutto il suo journey, e la Customer Data Platform Unbreakable Community, sempre potenziata da strumenti di IA, per integrare tutti i dati provenienti dai diversi software e ricostruire la storia del cliente e prevedere comportamenti futuri. 

Cosa ci guadagna il turista?

Sicuramente un’esperienza unica e personalizzata disegnata sulle proprie necessità e desideri. Oggi, il cliente ha bisogno di sentirsi “centrale” all’interno dell’offerta, non più ospite, ma letteralmente cittadino del mondo; da questo punto di vista, è importante offrire esperienze reali sul territorio.

E l’operatore turistico?

Una maggiore soddisfazione del cliente porta automaticamente a risultati economici migliori. Fidelizzazione e passaparola online sono le parole chiave per avere successo nel mercato digitale. Da non sottovalutare è la possibilità, grazie agli strumenti digitali, di raggiungere segmenti di mercato molti distanti sia per interesse che per posizionamento geografico.

Neosperience per il turismo cinese.

Per andare incontro al pubblico cinese, invece, è stata acquisita la startup Value China. Questa realtà imprenditoriale, fin dalla nascita, si è posta l’obiettivo di facilitare l’ingresso di realtà italiane nel mercato cinese e viceversa.

Al momento, il focus delle sue attività è focalizzato sul turismo cinese; è di questi giorni la notizia della presentazione, avvenuta durante la 2°edizione del Congresso Internazionale per la Cooperazione tra Governi Locali Cinesi e Governi Locali Italiani nella città cinese di Chengdu, di una nuova mini-app per permettere ai turisti cinesi in Italia di prenotare e pagare i taxi tramite Alipay e WeChat Pay, il tutto realizzato grazie alla collaborazione con il servizio AppTaxy.

L’applicazione è stata presentata dal Dott. Carlo Capria, Presidenza del consiglio dei Ministri - Dipartimento per la Promozione e Coordinamento della Politica Economica - e dalla Dott.ssa Maria Moreni, Presidente dell'associazione Italy China Link.

Oggi la crescita del turismo in Italia passa attraverso il digitale e il turismo cinese. 

Neosperience si è assicurata, tramite la Neosperience Tourism Cloud e la sua controllata Value China, un ruolo predominante nel futuro del settore per stimolare la domanda e l’offerta di servizi e prodotti che siano coerenti con le ultime innovazioni tecnologiche.

Photo by Amanda Dalbjörn on Unsplash

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IA e Fotografia. La bellezza sta negli occhi di chi programma

Abbiamo già parlato, nell’articolo di qualche settimana fa, di come la tecnologia stia modificando in profondità il settore discografico. Nelle conclusioni avevamo sottolineato la non pericolosità del fenomeno, a patto che l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale fosse realizzata con la responsabilità degli attori in causa. Questo discorso si può tradurre anche per il rapporto fra IA e fotografia.

Con alcune necessarie differenze

Due sono i casi, agli opposti per qualità estetica ed etica, che nascono come risultato della relazione fra IA e fotografia : il progetto “Dreams of New York” e lo sviluppo, nel mondo del Machine Learning, della tecnica GANs

Il primo è un progetto artistico realizzato da Tanner Woodbury e Nikolos Killian, due designer americani. Questi, vagando per le strade di New York attraverso l’incedere lento di Google Street View, hanno notato stupiti la bellezza di certi scorci cittadini. 

Di conseguenza hanno deciso, qualche tempo dopo, di realizzare un progetto fotografico che, riprendendo e trasformando in bianco e nero quegli scatti “amatoriali”, ha visto la realizzazione di una mostra e la creazione di un artbook andato rapidamente sold-out.

Lo strumento tecnologico, quindi, diventa fotografo d’arte involontario. Centrale poi, per la buona riuscita del progetto, è stato il ruolo della legislazione americana sul diritto d’autore; se è una macchina a scattare la foto, allora la proprietà intellettuale è di tutti.

Il caso del GANs, invece, è tutta un’altra storia.

L’acronimo sta per Generative Adversarial Networks e indica una tipologia di Machine Learning inventata solo nel 2014.

Il suo funzionamento è molto semplice; vengono addestrate due reti neurali, una generativa e una discriminativa avversaria. La prima ha il compito di prendere un dato e modificarlo. 

La seconda analizza il risultato creato dalla gemella per controllare se rientra nei parametri di veridicità che il programmatore ha imposto.

Facciamo un esempio pratico: il GANs deve analizzare un database con i volti di migliaia di persone. La rete neurale generativa ha il compito di creare, dal database, l’immagine di un volto assolutamente nuovo, mentre la rete neurale avversaria deve scoprire se l’immagine creata dalla compagna sia reale o no. Ogni immagine è una battaglia fra le due reti; una vince e l’altra perde. Il sistema, ovviamente, impara dall’esito dell’operazione e si perfeziona.

Dopo pochi anni di sperimentazione, oggi esistono GANs che sono in grado di “immaginare” e realizzare volti talmente credibili da essere irriconoscibili sia alla rete avversaria che all’occhio umano.

La conseguenza di ciò, come per i Deep Fake, è il rischio che tali strumenti possano finire nelle mani sbagliate, e magari danneggiare, attraverso la creazione di persone inesistenti, la comunità. Il diritto d’autore, inoltre, permette a tutti di utilizzare le immagini dei GANs per i propri fini, proprio per il fatto che sono le macchine a crearle, non gli uomini.

Rimane sullo sfondo una questione più filosofica. 

La fotografia è lo strumento, forse più centrato, per raccontare l’uomo e la realtà. Se si utilizza per dare testimonianza a qualcosa che non esiste, allora si crea un controsenso. 

A grandi linee è la stessa criticità emersa con la diffusione di Photoshop, ma resa più cocente dal ruolo centrale della macchina nel processo di falsificazione.

Come in situazioni simili, anche in questo caso, però, il problema non è dovuto alla tecnologia, ma a chi si nasconde dietro di essa. Infatti il GANs, in origine, era stato ideato dal suo creatore, Ian Goodfellow, per mettere a disposizione grandi quantità di dati a piccoli ricercatori e centri specializzati, per rendere più sostenibile economicamente l’addestramento delle IA.

Ad esempio il GANs può creare, utilizzando un database limitato di immagini, nuovi elementi originali con cui addestrare l’intelligenza artificiale, eliminando il costo di recupero delle fotografie.

Uno strumento, quindi, per la democratizzazione della tecnologia e della creatività.

Superando concettualmente il suo scopo naturale, il GANs è stato poi utilizzato in maniera estremamente creativa. Ad esempio in progetti artistici unici, come l’ideazione e la creazione “artificiale”, qualche anno fa, di un dipinto poi venduto all’asta per 432 mila euro.

Allo stesso tempo alcuni artisti, come ad esempio l’inglese Anna Ridler, hanno utilizzato il GANs all’interno delle proprie opere e performance; da citare, ad esempio, è il cortometraggio Fall of the House of Usher della stessa artista, in cui il disegno diviene materia plastica ideata e composta dalla macchina.

Se volessimo definire i diversi usi del GANs, si dovrebbero distinguere due intenti: creativo e “furbo”. La mentalità e gli obiettivi di chi sta dietro al computer, più che alla macchina fotografica, decidono la veridicità e l’etica del risultato. La fotografia è, in fin dei conti, una scienza, e oggi, nell’epoca dei numeri, è più evidente che mai.

 

Photo by Rayan Almuslem on Unsplash

 

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