Social Network e Blockchain. Il controllo in mano agli Utenti

networks and blockchain

La Blockchain è una tecnologia in continua evoluzione, che non finisce mai di stupire per le sue infinite applicazioni.

Ciò che l’ha resa nota al grande pubblico è stata la nascita e la diffusione globale delle criptovalute. Sfortunatamente, a causa della sfiducia riguardo all’affidabilità di questo sistema economico, la Blockchain non ha avuto vita facile nel suo iter di affermazione come tecnologia del futuro.

Le cose stanno lentamente cambiando.

Non molto tempo fa, la catena francese di supermercati Carrefour ha implementato nella sua filiera di produzione una struttura Blockchain per garantire la qualità dei propri prodotti. Un modo semplice e intelligente per avvicinare la Blockchain alla vita quotidiana delle persone, stimolando il loro interesse e aumentando la fiducia nel sistema.

Oggi, un altro trend, che ha l’obiettivo di coinvolgere sempre di più le persone in questa tecnologia, sta prendendo forma: l’uso della Blockchain all’interno dei social network. Il data base distribuito viene utilizzato sia per garantire la sicurezza dei dati personali degli utenti, sia per abilitare pagamenti virtuali in-app sicuri e senza intermediari bancari, sancendone la sua definitiva maturità.

Il caso più emblematico di questa tendenza, che ha suscitato scalpore nell’opinione pubblica, è stato l’annuncio da parte di Mark Zuckerberg della creazione una criptovaluta interna a Facebook, chiamata Libra, per permettere agli utenti di pagare e scambiare denaro.

L’annuncio ha creato immediatamente fibrillazione tra le istituzioni, bancarie e statali, preoccupate per la tenuta del sistema finanziario internazionale e per la protezione della privacy degli utenti.

Infatti, il rischio di veder crollare dalle fondamenta il sistema bancario tradizionale, o il pericolo di una diminuzione del gettito fiscale a cui i governi potrebbero andare incontro, ha da subito minato la “legalità” di Libra. Il fatto poi che Facebook, e i suoi partner, abbiano così la possibilità di conoscere il comportamento d’acquisto degli utenti a fini di profilazione, rischia di mettere in pericolo libertà e privacy individuale.

Il percorso per arrivare al lancio della criptovaluta, annunciato per la metà del 2020, si è rivelato quindi più impervio del previsto, anche perché alcuni sponsor dell’iniziativa, come Paypal, Mastercard e Visa (che dovevano garantire l’affidabilità del progetto) hanno lasciato l’associazione, motivando la decisione con una mancanza di sicurezze sulle sue reali possibilità applicative.

Eppure non è tanto l’idea di un social “criptovalutato” ad essere mal visto, ma la dimensione dell’operazione stessa. Infatti, esistono già strumenti che si comportano allo stesso modo.

Un ottimo esempio a riguardo è All.me, applicazione basata sulla criptovaluta meToken, lanciata nel 2016 e ad oggi con più di 500mila utenti.

Come funziona una piattaforma di Social Network e Blockchain? 

All.me è un’unica piattaforma che comprende alcune delle più interessanti caratteristiche del digitale, ovvero la creazione di reti sociali, la possibilità di guadagnare dai propri contenuti, la vendita e l’acquisto peer-to-peer e lo scambio di moneta digitale. Tutte queste features sono integrate in un’unica app

Ogni componente è legato agli altri e integrato all’interno del sistema per rendere il tutto sicuro e affidabile. All.me si divide in cinque moduli:

  • Social network (meNetwork) – Piattaforma per la condivisione di informazioni fra gli utenti.
  • Marketplace (meMarket) – Piattaforma per la vendita C2C e B2C.
  • Payment Service (mePay) – Il sistema di pagamento nativo basato sulla criptovaluta.
  • Wallet Service (meWallet) – Area per il controllo delle transazioni e del proprio saldo.
  • Cryptocurrency (meToken) – La criptovaluta nativa del sistema.

Una delle caratteristiche più importanti della piattaforma è il pieno controllo dei propri dati da parte dei clienti. Questi sono incentivati a creare contenuti di qualità, ricevendo in cambio meToken che possono utilizzare per comprare prodotti sul Market. 

In definitiva, la Blockchain per il decentramento della responsabilità e della proprietà degli strumenti, come avviene in All.me, è il futuro di molti campi, soprattutto dei social media.

Con queste premesse, non sarà più necessaria un’organizzazione centrale con il ruolo di controllore che, possedendo i dati degli utenti, finisca per guadagnare attraverso la profilazione degli iscritti.

Questa trasformazione, ovviamente, offre un enorme vantaggio alle persone che decidono di parteciparvi, poiché questi finiscono per contribuire attivamente allo sviluppo del prodotto e ne controllano il valore.

In un ambiente come quello dei social media, in cui molti utenti si sentono sfruttati dalle organizzazioni, questo è un punto di forza che può fare la differenza oggi e in futuro.

Image by Gordon Johnson from Pixabay

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Il 2019 di Neosperience. Un anno ricco di soddisfazioni

Quotazione su Aim Italia

Il 2019 è stato un anno ricco di soddisfazioni per Neosperience

Quest'anno le nostre migliori aspettative hanno infine preso forma, trasportandoci in un nuovo universo fatto di crescita e infinite possibilità. In questo nostro articolo, proveremo a tirare le fila di 12 mesi intensi, ma ricchi di soddisfazioni. 

In primis, anche per importanza, vogliamo ricordare il nostro percorso verso la quotazione su Aim Italia, che, una volta realizzata, ci ha permesso di dare visibilità e lustro a ciò che questa società rappresenta, anche dal punto di vista umano; “Empathy in Technology” è il claim che ci guida ogni giorno, ricordandoci che la nostra mission è un unicum nel mercato.

Ovviamente questa novità sostanziale ha modificato il nostro modo di fare business

Se prima, sul lavoro, eravamo responsabili solamente verso noi stessi, oggi non più; ogni giorno dobbiamo dare valore anche a tutti gli azionisti che ci sostengono e credono nel nostro progetto. Sicuramente non un compito da poco, che però noi affrontiamo con consapevolezza e fiducia in ciò che realizziamo.

Dopo la quotazione, abbiamo deciso che era il momento di far crescere la famiglia di Neosperience.

Per questo motivo abbiamo aperto la nostra prima sede fuori dal Paese, a Seattle negli USA, e abbiamo deciso di unire le forze con gli amici di Somos, Mikamai, Jack Magma, LinkMe e Value China, per costruire insieme un promettente futuro basata sulla collaborazione fra le tutte le nostre expertise. 

Anche dal punto di vista lavorativo, il 2019 è stato un anno ricco di soddisfazioni per Neosperience

Abbiamo trovato nuovi compagni di avventure, come Borgo Egnazia, con cui e per cui abbiamo dato forma alle nostre Solution all’avanguardia. Con grande gioia abbiamo inoltre continuato a lavorare con i nostri storici clienti, che ogni giorno ci dimostrano la loro fiducia nel nostro livello qualitativo.

In riferimento alle Solution, come non ricordare il lancio delle due forse più innovative: Image Memorability, per dare scientificità alla memorabilità delle immagini, e People Analytics, per il controllo dei flussi in-store, hanno oggi rivoluzionato il panorama delle proposte tecnologiche per il business.

Vorremmo poi ricordare i riconoscimenti che ci siamo guadagnati durante l’anno, come la vittoria nel concorso internazionale per la rigenerazione della Villa Reale di Monza, ed essere annoverati da Gartner come una dei sei migliori software vendor per il 2020 nel mercato dei Customer Analytics

Infine vorremmo ringraziare tutti i nostri colleghi, quelli che sono rimasti con noi e quelli che hanno deciso di entrare a far parte del nostro progetto. Senza il vostro supporto e impegno tutto questo sarebbe stato impossibile.

Cosa ci riserverà il 2020 di Neosperience?

Tante cose sono già in programma e presto vi aggiorneremo sulle prossime novità. Ciò che già sappiamo, e che possiamo comunicarvi, è la nostra fiducia nel futuro che ci aspetta.

Durante l’anno che verrà, continueremo a credere nelle nostre capacità e possibilità per crescere in maniera empatica, nel rispetto delle persone.

Neosperience Tourism Cloud, Cina e turismo digitale in Italia

Chinese Tourists

Il turismo in Italia è una voce determinante per la salute dell’economia. Nel 2019 la spesa, secondo le stime, si assesterà su un valore di circa 112,4 miliardi di euro, in crescita fra il 6 e 13% rispetto all’anno precedente (dati sull’anno in corso). 

Il mercato di provenienza che ha visto il maggior incremento è stato quello asiatico, soprattutto cinese, con un più 20% di presenze e con una spesa di un miliardo e mezzo di euro. La creazione della cosiddetta Via della Seta (OBOR), con la visita del presidente Xi Jinping in Italia, ha sicuramente aiutato il Bel Paese a migliorare la propria notorietà in estremo oriente.

Quali sono le caratteristiche turista cinese medio?

Il turista proveniente dalla Cina ha certe caratteristiche ben definite. Innanzitutto è molto esigente sia dal punto di vista dei servizi sia dei contenuti, è alto-spendente, giovane (60% fra 20 e 45 anni), a maggioranza maschile (60%), ama le città d’arte e acquista volentieri prodotti di lusso, soprattutto abbigliamento.

Ciò che accomuna, però, ogni visitatore cinese è la propensione all’utilizzo di strumenti digitali, sia in fase di prenotazione sia in fase di acquisto sul territorio italiano. 

L’uso del contante in Cina, infatti, sta rapidamente diminuendo, mentre l’utilizzo di strumenti di pagamento mobile come Alipay e WeChat Pay è in ascesa. Giusto per fare un confronto, in totale questi due strumenti hanno un miliardo e quattrocento mila utenti attivi mensili, mentre Apple Pay, a livello globale, ne ha 127 milioni.

Appare chiaro come, se si vogliono attrarre visitatori cinesi e stimolare la loro spesa, l’implementazione delle modalità di pagamento con questi strumenti è diventata essenziale.

Dal punto di vista delle prenotazioni, il discorso è molto simile; essendo un popolo strettamente mobile, quello cinese procede nella ricerca di informazioni attraverso piattaforme online o applicazioni, come la suddetta WeChat. 

In futuro si prospetta una crescita a doppia cifra dei visitatori provenienti dalla Cina; oggi le realtà italiane dell’ospitalità devono adattarsi a un mercato profondamente diverso rispetto a quello nostrano.

Per sostenere questo processo, Neosperience ha deciso di sviluppare la Neosperience Tourism Cloud, piattaforma per la personalizzazione e la digitalizzazione dell’esperienza turistica. 

Come funziona la Neosperience Tourism Cloud?

Si divide in tre componenti distinte, ma complementari. La prima, specifica per l’acquisition dei clienti, consiste nella costruzione dei tratti psicografici del pubblico tramite il recupero dei dati personali. L’obiettivo? Comprendere i loro desideri profondi e suggerire il viaggio ideale.

Come si recuperano tali dati? 

Tramite le altre due componenti, ovvero la piattaforma NeosVoc, strumento per la Voice of Customer che tramite questionari intelligenti in tempo reale riesce ad assistere e consigliare il turista lungo tutto il suo journey, e la Customer Data Platform Unbreakable Community, sempre potenziata da strumenti di IA, per integrare tutti i dati provenienti dai diversi software e ricostruire la storia del cliente e prevedere comportamenti futuri. 

Cosa ci guadagna il turista?

Sicuramente un’esperienza unica e personalizzata disegnata sulle proprie necessità e desideri. Oggi, il cliente ha bisogno di sentirsi “centrale” all’interno dell’offerta, non più ospite, ma letteralmente cittadino del mondo; da questo punto di vista, è importante offrire esperienze reali sul territorio.

E l’operatore turistico?

Una maggiore soddisfazione del cliente porta automaticamente a risultati economici migliori. Fidelizzazione e passaparola online sono le parole chiave per avere successo nel mercato digitale. Da non sottovalutare è la possibilità, grazie agli strumenti digitali, di raggiungere segmenti di mercato molti distanti sia per interesse che per posizionamento geografico.

Neosperience per il mercato cinese.

Per andare incontro al pubblico cinese, invece, è stata acquisita la startup Value China. Questa realtà imprenditoriale, fin dalla nascita, si è posta l’obiettivo di facilitare l’ingresso di realtà italiane nel mercato cinese e viceversa.

Al momento, il focus delle sue attività è focalizzato sul turismo; è di questi giorni la notizia della presentazione, avvenuta durante la 2°edizione del Congresso Internazionale per la Cooperazione tra Governi Locali Cinesi e Governi Locali Italiani nella città cinese di Chengdu, di una nuova mini-app per permettere ai turisti cinesi in Italia di prenotare e pagare i taxi tramite Alipay e WeChat Pay, il tutto realizzato grazie alla collaborazione con il servizio AppTaxy.

L’applicazione è stata presentata dal Dott. Carlo Capria, Presidenza del consiglio dei Ministri - Dipartimento per la Promozione e Coordinamento della Politica Economica - e dalla Dott.ssa Maria Moreni, Presidente dell'associazione Italy China Link.

Oggi la crescita del turismo in Italia passa attraverso il digitale e il mercato cinese. 

Neosperience si è assicurata, tramite la Neosperience Tourism Cloud e la sua controllata Value China, un ruolo predominante nel futuro del settore per stimolare la domanda e l’offerta di servizi e prodotti che siano coerenti con le ultime innovazioni tecnologiche.

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IA e Fotografia; la bellezza sta negli occhi di chi programma

Abbiamo già parlato, nell’articolo di qualche settimana fa, di come la tecnologia stia modificando in profondità il settore discografico.

Nelle conclusioni avevamo sottolineato la non pericolosità del fenomeno, a patto che l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale fosse realizzata con la responsabilità degli attori in causa.

Questo discorso si può tradurre anche per la fotografia, con le necessarie differenze.

Due sono i casi, agli opposti per qualità estetica ed etica, da portare come esempio del ruolo giocato dalla tecnologia nella fotografia: il progetto “Dreams of New York” e lo sviluppo, nel mondo del Machine Learning, della tecnica GANs

Il primo è un progetto artistico realizzato da Tanner Woodbury e Nikolos Killian, due designer americani. Questi, vagando per le strade di New York attraverso l’incedere lento di Google Street View, hanno notato stupiti la bellezza di certi scorci cittadini. 

Di conseguenza hanno deciso, qualche tempo dopo, di realizzare un progetto fotografico che, riprendendo e trasformando in bianco e nero quegli scatti “amatoriali”, ha visto la realizzazione di una mostra e la creazione di un artbook andato rapidamente sold-out.

Lo strumento tecnologico, quindi, diventa fotografo d’arte involontario. Centrale poi, per la buona riuscita del progetto, è stato il ruolo della legislazione americana sul diritto d’autore; se è una macchina a scattare la foto, allora la proprietà intellettuale è di tutti.

Il caso del GANs, invece, è tutta un’altra storia.

L’acronimo sta per Generative Adversarial Networks e indica una tipologia di Machine Learning inventata solo nel 2014.

Il suo funzionamento è molto semplice; vengono addestrate due reti neurali, una generativa e una discriminativa avversaria. La prima ha il compito di prendere un dato e modificarlo. 

La seconda analizza il risultato creato dalla gemella per controllare se rientra nei parametri di veridicità che il programmatore ha imposto.

Facciamo un esempio pratico: il GANs deve analizzare un database con i volti di migliaia di persone. La rete neurale generativa ha il compito di creare, dal database, l’immagine di un volto assolutamente nuovo, mentre la rete neurale avversaria deve scoprire se l’immagine creata dalla compagna sia reale o no. Ogni immagine è una battaglia fra le due reti; una vince e l’altra perde. Il sistema, ovviamente, impara dall’esito dell’operazione e si perfeziona.

Dopo pochi anni di sperimentazione, oggi esistono GANs che sono in grado di “immaginare” e realizzare volti talmente credibili da essere irriconoscibili sia alla rete avversaria che all’occhio umano.

La conseguenza di ciò, come per i Deep Fake, è il rischio che tali strumenti possano finire nelle mani sbagliate, e magari danneggiare, attraverso la creazione di persone inesistenti, la comunità. Il diritto d’autore, inoltre, permette a tutti di utilizzare le immagini dei GANs per i propri fini, proprio per il fatto che sono le macchine a crearle, non gli uomini.

Rimane sullo sfondo una questione più filosofica. 

La fotografia è lo strumento, forse più centrato, per raccontare l’uomo e la realtà. Se si utilizza per dare testimonianza a qualcosa che non esiste, allora si crea un controsenso. 

A grandi linee è la stessa criticità emersa con la diffusione di Photoshop, ma resa più cocente dal ruolo centrale della macchina nel processo di falsificazione.

Come in situazioni simili, anche in questo caso, però, il problema non è dovuto alla tecnologia, ma a chi si nasconde dietro di essa. Infatti il GANs, in origine, era stato ideato dal suo creatore, Ian Goodfellow, per mettere a disposizione grandi quantità di dati a piccoli ricercatori e centri specializzati, per rendere più sostenibile economicamente l’addestramento delle IA.

Ad esempio il GANs può creare, utilizzando un database limitato di immagini, nuovi elementi originali con cui addestrare l’intelligenza artificiale, eliminando il costo di recupero delle fotografie.

Uno strumento, quindi, per la democratizzazione della tecnologia e della creatività.

Superando concettualmente il suo scopo naturale, il GANs è stato poi utilizzato in maniera estremamente creativa. Ad esempio in progetti artistici unici, come l’ideazione e la creazione “artificiale”, qualche anno fa, di un dipinto poi venduto all’asta per 432 mila euro.

Allo stesso tempo alcuni artisti, come ad esempio l’inglese Anna Ridler, hanno utilizzato il GANs all’interno delle proprie opere e performance; da citare, ad esempio, è il cortometraggio Fall of the House of Usher della stessa artista, in cui il disegno diviene materia plastica ideata e composta dalla macchina.

Se volessimo definire i diversi usi del GANs, si dovrebbero distinguere due intenti: creativo e “furbo”. La mentalità e gli obiettivi di chi sta dietro al computer, più che alla macchina fotografica, decidono la veridicità e l’etica del risultato. La fotografia è, in fin dei conti, una scienza, e oggi, nell’epoca dei numeri, è più evidente che mai.

 

Photo by Rayan Almuslem on Unsplash

 

RealDreams. La tecnologia incontra l’arte

Un'Idea.

A settembre si torna alla propria scrivania e il desktop hawaiano è un malinconico ricordo delle vacanze appena concluse. Si ritorna alla realtà, ma con occhi sognanti.

Così, tra lavori e scadenze, ci siamo imbattuti nel concorso di idee per la rigenerazione della Villa Reale di Monza. Perché non dimostrare, soprattutto a noi stessi, il valore intrinseco delle competenze creative e tecnologiche sviluppate negli anni in Neosperience, anche davanti a grandi soggetti istituzionali? 

Così abbiamo creato un team giovane e fresco, dalle competenze eterogenee, che si è tuffato in un tempesta creativa riemergendone con una perla.

Durante una delle tante riunioni lampo, abbiamo dato forma concettuale a una domanda, tanto semplice quanto importante: perché visitare la Villa, quando si ha un immenso parco pubblico a disposizione?

Il Progetto.

La nostra risposta a questa domanda è stato un progetto a 360°, in grado di ridisegnare la mappa di interesse della Villa Reale, ponendola al centro di un ambizioso scenario di valorizzazione: RealDreams, dove storia e innovazione convivono nella Villa di domani.

L’applicazione in Realtà Aumentata +Reale è stata ideata per permettere una visita organica degli ambienti del complesso, con una forte attenzione ai percorsi personalizzati sulle preferenze e attitudini del visitatore.

La gamification e i Ciceroni Virtuali sono stati realizzati per coinvolgere maggiormente il visitatore, attraverso quiz e dinamiche di gioco personalizzate in base ad età e profilo utente; in definitiva, un mashup delle Solution Reality Plus, Nudging Gamification, Skinnable App e Unbreakable Community.

Dopo questo primo passo, ogni altro è venuto da sé, e nuovi componenti sono entrati a far parte del piano organico del progetto. Ad esempio l’idea di creare il FAAR (Future Artist in Augmented Rooms), una permanente artistica attraverso cui indagare il rapporto fra arte e nuove tecnologie, per la creazione di un’offerta culturale innovativa, utile a convincere i visitatori a entrare nella Villa.

Allo stesso tempo, ogni aspetto della proposta è stato sviluppato in linea con i principi di sostenibilità economica e di integrazione con il tessuto socio-culturale preesistente.

Vincente l'idea di trasformare il Liceo Artistico Statale "Nanni Valentini" in un centro d'eccellenza per l'applicazione delle nuove tecnologie al design e all'arte. 

Per finire, abbiamo pensato a due ulteriori strumenti per coinvolgere la comunità: la creazione della rete di Collaboratori Reali (CoRe), che aiuteranno i responsabili nella gestione operativa della Villa, e la costituzione degli Amici Reali, che sosterranno economicamente il complesso in cambio di vantaggi e premi, creando così un circolo virtuoso.

Scarica il Progetto!

RealDreams. La tecnologia incontra l'arte.

Stefano Boeri, presidente della Triennale, durante la premiazione di RealDreams ha raccontato come non solo il mondo dell'architettura ma anche, e soprattutto, il digitale con le sue tecnologie innovative possano dare valore all'arte e alla cultura.

Una dimostrazione ulteriore del fatto che Neosperience, oltre a essere un’innovativa software vendor, è anche la casa di tante menti creative, oggi più che mai essenziali per distinguersi in un mondo in cui i dati sono centrali, ma non sufficienti.

 

RealDreams video on Vimeo. Enjoy it!

 

Neosperience Reality Plus - Realdreams

This is "Neosperience Reality Plus - Realdreams" by Neosperience on Vimeo, the home for high quality videos and the people who love them.

Che cosa è la Psicografia? Una visione d’insieme e il caso User Insight

Che cosa è la psicografia?

È, in poche parole, lo studio dell’individuo basato su interessi, personalità e abitudini. È il passo successivo alla profilazione attraverso i dati socio-demografici, geografici e comportamentali. 

La psicografia non è un campo di studio recente; nata come strumento della psicologia, è stata poi applicata al marketing nella ricerca tradizionale (focus group, ricerche di mercato, etc.). 

È stato però attraverso il digitale che ha sviluppato tutto il suo potenziale. 

Per mezzo dell’analisi dei comportamenti degli utenti sui social, sugli eCommerce e, in generale, in ogni ambiente “virtuale”, la psicografia è in grado oggi di profilare gli utenti in un modo impensabile fino a pochi anni fa.

Il suo obiettivo è comprendere le caratteristiche soggettive e individuali delle persone, come le emozioni, i valori e le attitudini, oltre a tutto un altro insieme di fattori psicologici. 

Tutti questi dati forniscono insight sulle motivazioni alla base dei comportamenti delle persone, ad esempio sul perché comprano uno specifico prodotto, supportano una certa causa o votano un certo candidato politico; ovviamente però le applicazioni non si fermano qui.

Conosciamo tutti il caso tristemente noto di Cambridge Analytica; i ricercatori e i marketers coinvolti sono stati in grado di implementare numerose campagne politiche grazie ai dati psicografici, recuperati illegalmente, dai profili social delle persone. 

La metodologia che hanno seguito ha permesso di posizionare i soggetti in cinque macro-cluster, a seconda che questi mostrassero in misura maggiore o minore uno dei cinque tratti psicologici presi in esame, ovvero: 

  • Apertura all’esperienza: questo tratto indica quanto una persona è open-minded. Una persona con un alto livello di openness è curiosa, creativa e aperta al cambiamento. 
  • Coscienziosità: una persona che mostra un alto livello di conscientiousness è responsabile verso se stessa, si pone obiettivi sul lungo periodo e non agisce di impulso.
  • Estroversione: i soggetti caratterizzati da estroversione amano stare con le persone e vivere l’ambiente sociale. Sono inoltre entusiasti e molte volte si lasciano guidare dagli altri; amano inoltre stare al centro dell’attenzione.
  • Amichevolezza: una persona caratterizzata da alti livelli di agreeableness è di solito amichevole, gentile e diplomatica. Mostra inoltre ottimismo e fiducia verso il genere umano. 
  • Stabilità emotiva (o negativamente Neuroticism): una persona con un alto livello di stabilità emotiva tende a sperimentare facilmente emozioni positive.  

Questo modello, che potete trovare schematizzato di seguito, è noto come OCEAN (le prime lettere delle categorie psicografiche) o BigFive.

Come si applica questo modello al marketing?

Attraverso la psicografia è possibile conoscere le caratteristiche soggettive fondamentali dei propri clienti, che forniscono utili linee guida per la comunicazione e per la creazione di messaggi one-to-one. 

Facciamo un esempio. Una società attiva nel mercato energetico ha bisogno di comunicare un’offerta promozionale al proprio pubblico, che ha precedentemente clusterizzato attraverso il modello psicografico OCEAN. 

Come cambierebbero le singole comunicazioni? 

Se il cliente mostra una spiccata appartenenza al cluster Openness (o apertura all’esperienza) gli verrà mostrato un banner, graficamente creativo e immaginifico, che offre la possibilità di personalizzare il contratto energetico sulle proprie esigenze.

Se il cliente appartiene invece al cluster dell’Estroversione, si comunicherà che l’offerta è stata apprezzata da molte persone, magari dando la possibilità di ricevere uno sconto se il cliente porta con sé un amico.

Ovviamente, visto il potere che tale metodologia mette a disposizione delle aziende, il mercato è strettamente regolato; oggi, ciò che ha fatto Cambridge Analytica qualche anno fa sarebbe impossibile. Negli ultimi anni, quindi, sono stati sviluppati strumenti alternativi, totalmente compliant con la GDPR , che permettono alle aziende di acquisire lo stesso tipo di informazioni per utilizzarle - questa volta - a vantaggio delle persone .

Ecco perchè Neosperience ha creato User Insight, lo strumento che utilizza le ultime tecnologie di Artificial Intelligence, Machine Learning e Advanced Analytics per permettere alle aziende di conoscere i tratti psicografici dei clienti grazie all’analisi del loro comportamento di navigazione.

In un mercato in cui la personalizzazione dell’offerta è diventata centrale per il successo delle proposte commerciali, comprendere in profondità i bisogni e i desideri di ciascun cliente nel pieno rispetto della sua privacy diventa un fattore imprescindibile. 

Il futuro sarà appannaggio di chi riuscirà a usare le nuove tecnologie per migliorare continuamente l’esperienza dei clienti, riducendo progressivamente i “gap” tra fisico e digitale. Noi di Neosperience crediamo che ciò sia possibile, e lavoriamo per dare sostanza a una tecnologia che permette alle aziende di essere sempre più empatiche e vicine ai loro clienti.

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Musica e Intelligenza Artificiale; per favore non sparate sul pianista

L’Intelligenza Artificiale si sta sempre più diffondendo, anche in ambiti inaspettati. Se fino a non molto tempo fa si pensava che il suo utilizzo si sarebbe limitato alla produzione industriale, alle mansioni ripetitive e, in generale, ai compiti che non arricchiscono lo spirito umano, oggi, questa supposizione non è più valida. Oggi l’IA è anche artista.

Pittura, scultura, poesia, fotografia, cinema; non esiste campo artistico in cui l’Intelligenza Artificiale non sia stata applicata almeno una volta, con risultati spesso sorprendenti.

Il campo musicale è, al momento, quello maggiormente coinvolto in questa rivoluzione della creatività, probabilmente perché la musica, in fin dei conti, è un’arte che vive di matematica e fisica, quindi predisposta all’influenza di algoritmi, codici e dati. 

Le ultime pubblicazioni di album, colonne sonore e canzoni, da parte di artisti o società che hanno utilizzato un qualche strumento basato sull’Intelligenza Artificiale, hanno terrorizzato il mercato discografico. Secondo gli addetti ai lavori oggi il settore rischia, se non la distruzione, una profonda rivoluzione. Ma è veramente così? In altre parole, è giusto o no sparare sul pianista… artificiale? Ovviamente, tutto dipende dall’uso che se ne fa, e da come suona... 

 

Come funziona l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale alla musica?

Anche se il discorso meriterebbe una trattazione molto più esauriente, si può semplificare spiegando che, per imparare, all’IA vengono date in pasto migliaia e migliaia di canzoni; tramite le reti neurali (modelli matematici che imitano le reti neurali biologiche) che lavorano tramite machine learning (la capacità di apprendimento automatico), e in particolare attraverso il deep learning (sottocategoria del ML che è anche in grado di inferire significati senza supervisione umana), questi brani vengono frammentati e studiati. La macchina, riesce a estrarre le informazioni di base ed è in grado di riconoscere i pattern che può utilizzare per creare opere originali, simili a quelle che qualsiasi artista potrebbe comporre.

Se il processo di apprendimento è simile per qualsiasi sistema basato sul machine learning, esistono però due differenti applicazioni dell’IA alla musica: Flow Machines di Sony e Magenta di Google si pongono ai due estremi. 

La prima, infatti, non è un’Intelligenza Artificiale creatrice, o almeno non nel senso in cui noi intendiamo il termine; si limita a facilitare il lavoro dell’artista, permettendo alla persona di liberare la propria creatività, stimolandola con suggestioni e idee in base alle sue preferenze e attitudini.

Magenta, invece, è un vero e proprio compositore artificiale che, a seconda degli input che gli vengono forniti, riesce in autonomia a creare una traccia originale. La qualità della composizione non è ancora soddisfacente sotto molti punti di vista, ma l’innovazione tecnologica cresce esponenzialmente e così i suoi risultati.

Questi ovviamente non sono gli unici due strumenti disponibili al momento; anzi, il loro numero è in crescita: fra gli altri, si possono citare AIVA, MuseNet di OpenAI, Amper e Jukedeck. Ognuno è specializzato su una qualche caratteristica e funzionalità, ma tutti hanno in comune il fatto di aver attirato su di sé l’attenzione di media e investitori. 

Se poi consideriamo anche gli algoritmi di suggerimento delle piattaforme streaming come Spotify o Apple Music, o tutte le applicazioni dell’IA nel campo dei tool di editing, appare chiaro come la penetrazione di questa tecnologia nel campo musicale sia più avanti di quanto potremmo credere.

Quali sono però le possibili conseguenze di una macro diffusione? Almeno sul breve periodo non si dovrebbero percepire sostanziali cambiamenti nel modo in cui ascoltiamo o scegliamo la nostra musica.

Alcune canzoni e album “artificiali”, come “I AM AI” di Taryn Southern, cantato dalla performer ma composto, suonato e prodotto dal software open source Amper, continueranno a uscire e otterranno sicuramente un buon successo commerciale, ma saranno eccezioni, e probabilmente verranno apprezzati per l’innovatività, non per la loro qualità intrinseca.

 

Con il passare del tempo, però, le cose cambieranno

Segno di questa evoluzione è l’acquisizione da parte di TikTok, uno dei social network di maggior successo dell’ultimo periodo e amato soprattutto dalle nuove generazioni, di Jukedeck, che abbiamo citato prima come uno dei migliori tool intelligenti per la composizione di musica.

Immaginate cosa potrebbe nascere da questo matrimonio. Magari avremo la possibilità, una volta iscritti al social, di creare una nostra canzone, aiutati da una IA evoluta, per poi cantarla e condividerla con gli amici; si potrebbe così abbattere la barriera, per la maggior parte delle persone insormontabile, dell’apprendimento di uno strumento musicale. 

 

Ogni iscritto potrebbe diventare un cantante, un musicista, e magari un influencer musicale e guadagnare con i propri lavori

Questo racconto è ovviamente frutto della nostra fantasia, per quanto bello (o spaventoso per alcuni) possa essere. Indubbiamente le cose stanno cambiando, e la musica sta affrontando molte trasformazioni, stimolate dall’innovazione tecnologica (concerti in realtà aumentata, artisti non più attivi che tornano a cantare sotto forma di ologrammi, bitcoin per acquistare brani e album direttamente dai cantanti...e molto altro). 

In definitiva, per rispondere alla domanda che ci eravamo posti in principio: è giusto sparare sul pianista “artificiale”? Se c’è una cosa che è sempre vera è che bloccare l’innovazione è controproducente. L’obiettivo è riuscire a guidarla sulla giusta strada, così da permettere una trasformazione dolce per artisti e addetti ai lavori, affinché nessuno ne risulti danneggiato. 

L’intelligenza Artificiale nasce come strumento per abilitare o facilitare le attività umane; in questo caso, se sapremo utilizzarla a dovere, potrà stimolare la creatività delle persone, dando forma infine a un’arte alla portata di tutti.

Le 4 pietre angolari di una Digital Business Transformation

Business Transformation; due parole che significano tutto e niente. Eppure, mai come oggi, questi due termini, insieme, riescono a sintetizzare una tendenza (quasi una necessità) tanto importante per le aziende. 

 

Un mercato rivoluzionato

Nel 1859 Charles Darwin pubblica il suo lavoro più noto, “L’origine delle specie”. Le sue idee si espansero successivamente a numerosi altri ambiti, fra cui l’economia. 

I grandi gruppi industriali, dall’alto della loro forza economica e materiale, sembravano inscalfibili. Oggi la stessa affermazione non vale più. Non è più il soggetto più potente ad avere la meglio sul mercato, ma è quello che riesce ad adattarsi più velocemente.

Internet ha cambiato completamente i paradigmi del business; la democratizzazione della distribuzione, sia di idee che di prodotti, ha stimolato la nascita di una temibile concorrenza interna ai settori. Piccole aziende che prima riuscivano a raggiungere solo pubblici locali, ora sono in grado di arrivare dall’altra parte del mondo, minacciando così i grandi produttori.

Quello che le grandi realtà hanno imparato sulla propria pelle, in questi anni burrascosi e dinamici, è la stessa lezione che hanno imparato i dinosauri. Troppo grandi per adattarsi ad una nuova situazione, hanno finito per lasciare il controllo del pianeta a dei piccoli, ma agili, mammiferi.

 

Un nuovo paradigma

Adattarsi; questo è il concetto chiave. Ma come può una grande azienda, con le difficoltà che derivano dal suo apparato umano e di produzione, seguire il continuo rinnovarsi delle tendenze di mercato? 

Per rispondere a questa domanda occorre analizzare quali siano questi trend. Fortunatamente per noi si possono sintetizzare in due aspetti diversi, ma profondamente dipendenti: la focalizzazione dell'unicità del singolo e la digital transformation.

Il primo concetto si riferisce a tutte le tendenze che in questi anni si sono concentrate sul migliorare l’esperienza della persona, ponendola al centro degli interessi aziendali. Oggi, internet permette al singolo utente di esercitare un enorme potere sul mercato. 

Il secondo, invece, si esplicita nel rinnovamento dell’offerta di prodotti e servizi, e nel funzionamento delle operazioni aziendali e private, oggi realizzate per la maggior parte dei casi tramite i canali digitali.

Questi due aspetti confluiscono in un unico concetto: la Digital Customer Experience. Detta anche DCX, questa consiste in tutte quelle attività tese a dare valore all’esperienza della singola persona su ogni canale e touchpoint digitale.

Il business ideale, grazie ai nuovi strumenti resi disponibili dall’avanzamento tecnologico, si deve porre l’obiettivo di portare avanti progetti proprio sulla DCX, sia a favore dei propri clienti, sia per migliorare l’efficienza dei propri manager, dei dipendenti e dei processi aziendali in generale. Il digitale è il facilitatore per antonomasia; non utilizzarlo appieno per rendere più semplici e coinvolgenti le relazioni fra tutti i soggetti in gioco è un deficit sia economico, che umano.

 

Le quattro pietre angolari da ricordare

Quali sono, quindi, i 4 consigli per trasformare e mantenere rilevante il vostro business, grazie alla Digital Customer Experience?

  • Semplicità. Non c’è cosa più importante. Se un’azienda ha intenzione di sopravvivere e prosperare nel mercato odierno, il primo obiettivo da conseguire è la semplificazione delle proprie operazioni, sia rivolte al cliente, sia interne all’azienda. Tagliare gli sprechi, gestire meglio il lavoro dei propri dipendenti e facilitare le operazioni del pubblico migliorano l’esperienza del cliente (e del dipendente stesso); il mezzo per raggiungere l’obiettivo è il digitale, e gli strumenti che questo mette a disposizione;
  • Coerenza. “Le bugie hanno le gambe corte”, o almeno così si dice. Se non si è coerenti nel rapporto con il pubblico e gli stakeholder, si ottengono due cose: mancanza di fiducia e confusione, e così si rischia di non andar lontano. Oggi, grazie al digitale, si possono gestire i diversi aspetti comunicativi e contenutistici in maniera semplice, efficace e, soprattutto, organica;
  • Empatia. La persona non è un numero, ma un soggetto con le sue singole necessità. Oggi le aziende devono rispettare il proprio pubblico, offrendo loro esperienze che migliorino le loro vite, soprattutto nell’ambito del digitale. Allo stesso tempo, è importante sostenere un rapporto empatico con i propri dipendenti, affinché questi non si sentano parte di un meccanismo, ma membri di una grande famiglia che si prende cura di loro;
  • Divertimento. Non c’è strumento più potente del gioco per farsi amare dalle persone. Offrire al proprio pubblico, o ai dipendenti, un momento di svago renderà l’azienda un amico, non un venditore o un datore di lavoro. Le pratiche legate alla gamification, implementate sui canali digitali, sono uno strumento potente per ottenere engagement e fidelizzazione.

Le migliori pratiche della DCX sono quindi in grado di modificare profondamente i rapporti fra grandi realtà e singoli soggetti in gioco. Grazie a esperienze personalizzate e di valore, offerte indifferentemente a pubblico e stakeholder, si migliorano in maniera esponenziale immagine ed efficienza aziendale, fornendo i vantaggi propri di una piccola realtà.

Molte aziende già l’hanno compreso, ma ancora tante mancano all’appello.

 

Tre Elementi per Comprendere il Futuro del Digital Marketing

Siamo immersi, ormai da diversi anni, nell’era dei micro momenti (per dirla con Google): il 70% della popolazione mondiale utilizza regolarmente uno smartphone, controllando news, mail e social media decine di volte al giorno.

Questo significa che, per catturare l’attenzione degli utenti, i Brand si sono dovuti inserire in questo spazio, modificando la loro strategia di comunicazione, in un’ottica mobile-friendly.

Un aspetto fondamentale, nel processo di evoluzione verso un marketing più centrato sul cliente, è la ricerca di una customer experience più efficace, coerente con quel bisogno di unicità e comprensione che sta emergendo tra le persone.

Muovendo da queste premesse e consapevoli di quanto inarrestabile sia il progresso tecnologico, proviamo ad analizzare il futuro del digital marketing attraverso la lente di tre elementi che giocheranno un ruolo critico.

USER-GENERATED CONTENT

In un mondo riscritto dalle connessioni persistenti è normale trovare, in ogni momento e in ogni luogo, commenti, opinioni e raccomandazioni provenienti da fonti diverse: Brand, celebrity, testimonial o influencer. Ma ciò di cui si fidano maggiormente le persone sono le opinioni degli altri utenti: cosa pensano del prodotto, quale consenso raccoglie un determinato marchio, quali sensazioni - positive o negative - suscita la comunicazione aziendale.

Per questo, le aziende stanno investendo moltissimo nella raccolta, studio e diffusione dei feedback ricevuti dai propri clienti: attraverso i social e gli altri canali digitali di aggregazione nascono e vengono coltivate community di utenti desiderosi di diffondere la propria esperienza attraverso contenuti costruiti dal basso - la base di quello che era stato rinominato web 2.0.

In questo ambito è protagonista indiscussa la tecnologia video, in particolare il format delle stories, che ormai imperversano sui social più importanti (Instagram, Facebook e Snapchat). Questa tipologia di comunicazione, per la sua intuitività, facilita la condivisione di contenuti in modo semplice e immediato.

ARTIFICIAL INTELLIGENCE

La rivoluzione 'smart' cui stiamo assistendo è in grado di trasformare profondamente il modo di comunicare e relazionarsi con i prodotti e le persone. Se, da un lato, l'intelligenza artificiale è in grado di ottimizzare l’allocazione delle risorse - attraverso lo sviluppo di sistemi di automazione, per la programmazione pubblicitaria, per esempio - dall’altro sta guidando l’evoluzione di tutti i settori industriali.

I sistemi di deep learning, appositamente addestrati, sono in grado di offrire risposte e soluzioni che un umano non saprebbe fornire, o per lo meno non altrettanto velocemente e a basso costo.

Queste tecnologie trovano una vastissima applicazione anche nel campo dell’analisi dei dati, per meglio comprendere il comportamento dei clienti, raccogliere enormi quantità di dati e processarli autonomamente, ridefinendo i parametri del concetto stesso di Analytics e aprendo la porta a un nuovo concetto di personalizzazione.

PERSONALIZZAZIONE

Al di là dei prodotti o servizi, la principale elemento differenziante per un’azienda si misura in termini di qualità dell’esperienza. Ogni singolo punto di contatto della customer experience rappresenta una grande opportunità per i Brand di costruire legami personali e unici con ciascun cliente.

In quest’ottica, la personalizzazione sta abbracciando sempre più elementi della strategia, trasformandosi in una sorta di mantra aziendale: caratteristiche del prodotto, analisi del pubblico di riferimento, strategia comunicativa. Il passaggio fondamentale è proprio quest’ultimo: nel momento in cui i Brand hanno iniziato a capire che il concetto di one-size-fits-all non può essere applicato alla comunicazione digitale, sono cambiati per sempre i modelli comunicativi tradizionali.

Ciò che oggi permette alle aziende di conquistare fette di mercato e l’attenzione dei clienti nel medio e lungo periodo è la capacità di creare un legame forte e unico con ogni singola persona. Questo legame si può creare soltanto attraverso lo studio delle caratteristiche psicologiche e comportamentali dei singoli individui, cui si aggiunge la delineazione di un profilo psicografico, che sarà utilizzato come modello di riferimento per la programmazione dei contenuti da proporre e della modalità di relazione.

Così ad esempio, grazie all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, è possibile oggi tracciare il comportamento dei clienti nel corso di un’esperienza all’interno di uno store.
I sensori GSR, uniti ai sistemi di riconoscimento facciale possono individuare quali aree creano maggiore coinvolgimento, dove si perde l’interesse e persino la risposta emotiva alle diverse vetrine.

Questi tre aspetti offrono un punto di partenza per comprendere l’evoluzione del digital marketing nel prossimo futuro, permettendo così ai marketers di rivedere le proprie strategie. Si tratta di comprendere le inclinazioni della clientela, prima di tutto, e di adeguare conseguentemente la propria comunicazione.

Photo by Bethany Legg on Unsplash

Scarica il nostro nuovo report, Digital Innovation in Retail & Fashion. Scopri perché devi conoscere e conoscere i tuoi clienti prima ancora di pensare alle vendite, e come puoi utilizzare la personalizzazione per offrire esperienze rilevanti che favoriscono la loyalty e accrescono il valore del tuo Brand.

 

Neosperience Avvia Incontri con Comunità Finanziaria per lo Sbarco Aim

Neosperience ha avviato gli incontri con la comunità finanziaria, con l'obiettivo di ammissione alla quotazione su Aim Italia di Borsa Italiana, mercato dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita.

In questo articolo raccogliamo i lanci di quotidiani, agenzie stampa e siti web che hanno ripreso la notizia.

RADIOCOR

Neosperience: punta all'Aim l'azienda dei software "empatici" con i clienti

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 29 nov - La bresciana NEOSPERIENCE ha avviato gli incontri con la comunita' finanziaria con l'obiettivo di ammissione alla quotazione su AIM Italia di Borsa Italiana. Lo comunica in una nota la stessa azienda fondata a Brescia nel 2006 e specializzata nel "software vendor" attraversouna piattaforma che permette alle aziende di offrire ai loro clienti un'esperienza digitale personalizzata, partendo da un'analisi fondata sulla psicologia cognitiva, sociale e comportamentale, per coinvolgere e fidelizzare gli utenti. NEOSPERIENCE ha chiuso il 2017 con un valore della produzione pari a 7,8 milioni di euro (+26% sul 2016), un ebitda di 1,5 milioni e un utile netto di 652mila euro. 'Guardiamo alla quotazione in Borsa per investire nella crescita del nostro progetto - spiega il co-fondatore e amministratore delegato Dario Melpignano - Abbiamo un piano di sviluppo volto ad aprirci a nuovi mercati, principalmente in Usa e in Europa, e a nuovi settori, attraverso acquisizioni di altre realta' e lo sviluppo di soluzioni innovative coerenti con il nostro approccio e la nostra attivita' core'. Fon (RADIOCOR) 29-11-18 13:37:10 (0349) 5 NNNN

 

REUTERS

Neosperience avvia incontri con comunità finanziaria in vista sbarco Aim

AIM-NEOESPERIENCE/:NEOSPERIENCE avvia incontri con comunità finanziaria in vista sbarco Aim MILANO, 29 novembre (Reuters) - NEOSPERIENCE, Pmi che opera come software vendor nel settore della digital customer experience, ha oggi avviato alcunei incontri con la comunità finanziaria, con l'obiettivo di ammissione alla quotazione su Aim Italia di Borsa Italiana, mercato dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita.E' quanto si legge in un comunicato.NEOSPERIENCE ha chiuso il 2017 con un valore della produzione pari a 7,8 milioni di euro (+25,91% sul 2016), un Ebitda di 1,5 milioni e un utile netto di 652 mila euro.Nel processo di ammissione alla quotazione, NEOSPERIENCE è affiancata da Advance Sim in qualità di Nomad e Global Coordinator. Dentons è legal advisor nell'operazione di quotazione, mentre Banca Finnat agisce in qualità di specialist e research provider.

 

ANSA

Borsa: Neoesperience, avviati incontri per sbarco su Aim

Borsa: Neoesperience, avviati incontri per sbarco su Aim (ANSA) - MILANO, 29 NOV - NEOSPERIENCE, attiva nella fornitura di software, ha avviato oggi gli incontri con la comunità finanziaria, con l'obiettivo dell'ammissione alla quotazione su Aim, il Mercato Alternativo dei capitali di Piazza Affari, dedicato alle piccole e medie imprese 'ad alto potenziale di crescita'. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che l'Azienda, fondata a Brescia nel 2006, è attiva nel mercato italiano del digitale attraverso 'NEOSPERIENCE Cloud', piattaforma dedicata alle aziende. (ANSA).

 

ADNKRONOS

NEOSPERIENCE: AVVIA INCONTRI PER QUOTAZIONE SUL MERCATO AIM DI BORSA =

Milano, 29 nov. (AdnKronos) - NEOSPERIENCE annuncia di aver avviato gli incontri con la comunità finanziaria, con l'obiettivo di ammissione alla quotazione su Aim Italia di Borsa Italiana. Fondata a Brescia nel 2006, è una pmi innovativa attiva nel mercato italiano del digitale attraverso NEOSPERIENCE Cloud, piattaforma integrata che permette alle aziende di offrire ai loro clienti un'esperienza digitale personalizzata, partendo da un'analisi fondata sulla psicologia cognitiva, sociale e comportamentale, per coinvolgere e fidelizzare gli utenti e contribuire così alla crescita di valore dei brand. "NEOSPERIENCE è nata con un obiettivo ambizioso: rivoluzionare la tecnologia digitale, per renderla umana e empatica. La nostra piattaforma permette di ascoltare, comprendere e coinvolgere il cliente, come il migliore dei venditori, aumentando notevolmente le capacità di vendita delle aziende. In questo siamo stati pionieri, e ora guardiamo alla quotazione in Borsa per investire nella crescita del nostro progetto", spiega Dario Melpignano, co-fondatore e amministratore delegato della pmi. "Abbiamo un piano di sviluppo volto ad aprirci a nuovi mercati - principalmente in Usa e in Europa - e a nuovi settori, attraverso acquisizioni di altre realtà e lo sviluppo di soluzioni innovative coerenti con il nostro approccio e la nostra attività core", conclude. NEOSPERIENCE ha chiuso il 2017 con un valore della produzione pari a 7,8 milioni di euro (+25,91% sul 2016), un Ebitda di 1,5 milioni e un utile netto di 652 mila euro.

(Red-Mil/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 29-NOV-18 13:09 NNNN

 

MF-DJ

Aim Italia: le prossime matricole

MILANO (MF-DJ)--Di seguito, secondo quanto raccolto da MF-Dowjones, le societa' che potrebbero sbarcare su Aim nei prossimi mesi. CrowdFundMe: ha preso il via il roadshow. La societa' punta a raccogliere sui 5 mln euro in un'operazione tutta in aumento di capitale. Fatto Quotidiano: la societa' Editoriale Il Fatto, media content provider editrice, tra l'altro, de Il Fatto Quotidiano e di diversi prodotti editoriali e multimediali, ha avviato le attivita' propedeutiche alla quotazione su Aim. NEOSPERIENCE: il software vendor nel settore della Digital Customer Experience ha avviato gli incontri con la comunita' finanziaria con l'obiettivo di ammissione alla quotazione su Aim Italia. Ramponi Stones and Strass: punta ad approdare su Aim entro il 2018. Powersoft: la societa' fondata nel 1995 da Luca e Claudio Lastrucci e da Antonio Peruch con sede a Scandicci (Firenze) attiva a livello mondiale nel segmento degli amplificatori compatti energicamente efficienti e di alta potenza per il settore audio professionali, ha dato avvio al processo di quotazione su Aim. UCapital24: dovrebbe sbarcare su Aim nel 2018, con il supporto di Ambromobiliare, tramite una Ipo da 5 mln euro. red/pl

(fine) MF-DJ NEWS 2913:23 nov 2018 NNNN

 

AGI

Borsa: la bresciana Neosperience verso l'Aim =

(AGI) - Milano, 29 nov. - NEOSPERIENCE, pmi innovativa fondata a Brescia nel 2006, ha avviato gli incontri con la comunita' finanziaria, con l'obiettivo di ammissione alla quotazione su AIM Italia di Borsa Italiana. L'azienda e' attiva nel mercato italiano del digitale attraverso una piattaforma integrata che permette alle aziende di offrire ai loro clienti un'esperienza digitale personalizzata, partendo da un'analisi fondata sulla psicologia cognitiva, sociale e comportamentale, per coinvolgere e fidelizzare gli utenti e contribuire cosi' alla crescita di valore dei brand. "NEOSPERIENCE Cloud permette di ascoltare, comprendere e coinvolgere il cliente, come il migliore dei venditori, aumentando notevolmente le capacita' di vendita delle aziende. In questo siamo stati pionieri, e ora guardiamo alla quotazione in Borsa per investire nella crescita del nostro progetto. Abbiamo un piano di sviluppo volto ad aprirci a nuovi mercati - principalmente in USA e in Europa - e a nuovi settori, attraverso acquisizioni di altre realta' e lo sviluppo di soluzioni innovative coerenti con il nostro approccio e la nostra attivita' core", spiega l'ad Dario Melpignano.

(AGI)Mi1/Cre 14:01 29-11-18 NNNN

 

TELEBORSA

Neosperience punta a quotarsi all'AIM Italia

 

BORSE .IT

Neosperience avvia incontri con comunità finanziaria per quotazione su Aim Italia

 

FINANZA .COM

Neosperience avvia incontri con comunità finanziaria per quotazione su Aim Italia

 

FINANZA ONLINE

Neosperience avvia incontri con comunità finanziaria per quotazione su Aim Italia

 

SOLDI ONLINE

Neosperience verso l'AIM Italia

 

KEY4BIZ

PMI, Neosperience verso quotazione su AIM Italia di Borsa Italiana

 

LA REPUBBLICA ONLINE

Neosperience punta a quotarsi all'AIM Italia

 

IL MESSAGGERO ONLINE

Neosperience punta a quotarsi all'AIM Italia

 

YAHOO FINANZA

Neosperience avvia incontri con comunità finanziaria in vista sbarco Aim

 

TRADER LINK

Neosperience avvia incontri con comunità finanziaria per quotazione su Aim Italia

 

BORSAITALIANA .IT

Neosperience: punta all'Aim l'azienda dei software "empatici" con i clienti