Dalla Digital Transformation alla Customer Transformation

Customer Transformation

Trasformazione Digitale? Un termine che ha ormai perso il suo significato rivoluzionario. 

 

Sebbene molte aziende siano ancora indietro, la Digital Transformation è considerata dalla maggior parte degli imprenditori e manager come condizione necessaria per sopravvivere in un mondo che si è radicalmente trasformato nell’ultimo ventennio.

 

Al centro di questo processo si colloca spesso l’azienda come soggetto impersonale, con la sua necessità di aggiornare i meccanismi di funzionamento interni e di individuare nuovi modelli di business.

 

È arrivato il momento di spostare il focus su un altro soggetto: non più l’azienda e i suoi processi interni, ma le persone: i suoi clienti, collaboratori e partner di business. Ovvero passare dalla Digital Transformation a una più valoriale Customer Transformation.

 

Cambiare le persone partendo dall'azienda

Ogni trasformazione - infatti - deve avere come obiettivo il cambiamento delle abitudini delle persone. 

 

L'innovazione è un investimento nel capitale umano. Innovare non significa soltanto progettare nuovi prodotti, servizi ed esperienze; significa in primis progettare i futuri clienti.

 

La “visione del cliente” è importante quanto la visione aziendale. Le aziende di successo creano esperienze che generano maggiori capacità, sia per loro stesse, sia per i loro clienti. Valori e valore sono allineati, e questo allineamento è inseparabile dall'innovazione aziendale.

 

Esempi di Customer Transformation di successo

Model T

Per aiutarci a capire meglio la portata di questo cambiamento di prospettiva, facciamo qualche esempio di successo.

 

Prendiamo la Model T, prodotta in serie da Henry Ford. La prima automobile alla portata delle masse è stata un’innovazione incredibile. Ma il suo impatto maggiore è stato di gran lunga quello di trasformare le persone comuni in un’inedita categoria di soggetti personali: gli automobilisti.

 

Allo stesso modo Amazon ha trasformato gli acquirenti in protagonisti critici del rapporto con i brand, emergendo per la prima volta da una posizione di sudditanza potendo condividere recensioni pubbliche in tempo reale, controllare i prezzi e valutare i consigli sui prodotti online.

 

Google invece è stata in grado di fare dell'impazienza del cliente una virtù. L’utente di Google è per definizione una persona impaziente che si aspetta che il motore di ricerca anticipi le sue domande, anche se formate in modo impreciso o disordinato, ottenendo in fretta risultati pertinenti, a costo zero.

 

Da questi tre esempi appare chiaro come il successo di un'azienda non dipenda tanto dalla soddisfazione dei bisogni noti dei clienti, ma dalla sua capacità di leggere i loro bisogni nascosti, comprendendo chi i clienti “vorrebbero diventare”. 

 

Lo scopo autentico dell’impresa è quindi quello di trasformare i clienti. Gli innovatori, così come gli strateghi di business, i marketer, i designer, devono chiedersi costantemente: chi vogliono diventare i nostri clienti? Che tipo di clienti dovremmo immaginare e “creare”? Che tipo di clienti “acquisteranno” le nostre innovazioni? In che modo un’innovazione proposta trasformerà i nostri clienti? Che cosa rende questo cambiamento speciale o unico? 

 

Attenzione: non stiamo parlando dei soliti esercizi di marketing. Stiamo parlando di come rendersi conto del fatto che quella che chiamiamo “digital transformation” è in realtà una “customer transformation”: un insieme di principi organizzativi e operativi per allineare l’aspirazione all'innovazione dell’azienda a un impatto trasformativo misurabile su ciascun cliente.

 

Come passare da una Digital Transformation a una Customer Transformation?

voice of customer

Ma come è possibile raggiungere un obiettivo così ambizioso?

 

È chiaro a questo punto come sia tempo di andare oltre le logiche del marketing tradizionale, oggi superate e inefficaci, e utilizzare nuovi approcci e strumenti in grado di facilitare questo processo trasformativo. 

 

Per esempio, i veri innovatori sanno usare la leva dell’ascolto per comprendere di quale innovazione hanno bisogno i loro clienti. Aziende davvero visionarie, come è stata Apple, hanno avuto successo perché le loro innovazioni hanno portato i clienti in luoghi che loro non potevano immaginare. 

 

La ricerca qualitativa e l’ascolto profondo della Voice Of Customer sono fondamentali proprio per indagare la domanda trasformativa rivolta al cliente: “Chi vuoi diventare?”

 

Nei casi in cui tu stesso rappresenti al meglio ciò che vuoi che i tuoi clienti diventino, allora l'introspezione è la migliore risposta a questa domanda. In tutti gli altri casi, non c’è altra scelta che essere ancora più focalizzati sul cliente, incentrati su di lui.

 

Importante è poi ricordarsi che i futuri clienti non devono essere progettati tutti allo stesso modo.

La segmentazione offre opportunità ricche di nuance per focalizzare l’innovazione tenendo conto della molteplicità delle differenze.

 

Per costruire relazioni di valore, le aziende devono connettersi con i clienti su base personale, trattandoli come partner, non come “target di vendita”. Per guadagnare la fiducia dei clienti, devono coinvolgerli facendo leva sui loro valori, sulle loro emozioni che derivano dall’esperienza, filtrata dalla loro personalità, creando esperienze soddisfacenti. 

 

Eppure, pochissime aziende sono capaci di stabilire un dialogo digitale efficace con i clienti. 

 

Questo perché si pensa che il digitale - e quindi il mondo di oggi - sia incompatibile con il significato di Empatia

 

Per “colpa” della rivoluzione operata dagli smartphone ci siamo ritrovati sì più liberi, ma anche più lontani gli uni dagli altri. Nuove porte si sono aperte, ma altre si sono chiuse, e tra queste i valori positivi di una vita disconnessa: il contatto lento e il valore del silenzio, ascoltato insieme a chi abbiamo intorno.

 

Ma il digital non deve essere per forza un mezzo di distruzione di empatia. L’abbiamo capito soprattutto oggi, vivendo il tempo dalla pandemia dove la distinzione fra località e prossimità diventa quasi impalpabile.

 

Conclusioni sulla Customer Transformation

empatia

È tempo di fare leva sul capitale umano e sulla tecnologia, ma in un modo nuovo: entrando in una relazione empatica con ogni cliente, cogliendone aspirazioni e vincoli. Assecondando un processo che è allo stesso tempo profondo e naturale, incentrato sulla scoperta di quali sono i bisogni profondi dei clienti e in ultimo di chi, grazie ai prodotti e servizi che acquistano, i clienti vogliono diventare.

 

Una tecnologia finalmente empatica, che ci offra questa prospettiva radicalmente nuova sul significato di trasformazione digitale, è ciò di cui abbiamo bisogno oggi.

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Diagnosticare il Covid19 con un vocale? L’abbiamo reso possibile

Analisi IA per diagnosi covid con il suono

Ancora oggi - a più di un anno dalla comparsa del Coronavirus che ha messo in ginocchio quasi tutto il mondo - stiamo combattendo la battaglia contro la pandemia con strumenti insufficienti

I vaccini scarseggiamo, e hanno comunque durata limitata; nuove cure sono state trovate (come gli anticorpi monoclonali), ma risultano ancora poco diffuse ed eccezionalmente care; anche gli stessi tamponi diagnostici - sebbene oggi ne vengano realizzati più di 300mila al giorno - si differenziano in diverse tipologie, non sempre tutte ugualmente affidabili. 

In questo panorama si inserisce il progetto appena concluso, che siamo felici di annunciare. 

Diagnosticare il Covid19 con un vocale

Insieme ai nostri partner Capsula Health Pod e al laboratorio TeDH (Technology and Design for Healthcare) del Politecnico di Milano, abbiamo sviluppato un nuovo sistema per supportare i processi di diagnosi di infezioni da Covid19.

Come ci riesce? La piattaforma è in grado di analizzare dati come la frequenza della respirazione, lo stress durante un dialogo – il cosiddetto “fiato corto” – e i colpi di tosse dei pazienti, contribuendo in modo determinante alla diagnosi di infezioni da Covid19. 

I suoni fisiologici generati dalla respirazione, dal battito del cuore, dalla digestione, da migliaia di anni sono usati per valutare il nostro stato di salute e diagnosticare malattie. Fino a oggi questi segnali venivano registrati attraverso l’auscultazione manuale, spesso durante visite mediche programmate, ma negli ultimi anni la tecnologia ha reso possibile raccogliere ed elaborare questi suoni corporei attraverso l’impiego di dispositivi personali (smartphone, tablet e computer) rendendo possibile la loro elaborazione automatica.

Analizzando un flusso audio contenente una breve conversazione, oppure alcuni colpi di tosse, il sistema è in grado, infatti, di individuare le persone che presentano i suoni caratteristici dell’infezione da Covid19.

L’infrastruttura impiega l’intelligenza artificiale incorporata nella piattaforma Neosperience Health Cloud – con cui era già stato creato e diffuso nel mondo il primo sistema di rilevazione delle polmoniti bilaterali a partire dall’analisi delle radiografie toraciche.

Risultati

Per ottenere questi risultati abbiamo implementato sistemi di rilevazione frutto di anni di ricerca nel campo delle malattie respiratorie e abbiamo addestrato i nostri modelli proprietari su dataset capaci di fornire un’accuratezza ROC AUC superiore all’80%, oltre ad applicare tecniche di specializzazione come il transfer learning con cui riusciamo a migliorare ulteriormente la precisione.

Questo è solo l’inizio di un progetto che ha un potenziale incredibile: le elaborazioni di questi dati possono essere impiegate efficacemente come segnali di pre-screening. Questo modello di registrazione e analisi può diventare un valido supporto per la diagnosi e il rilevamento di un’ampia gamma di patologie.

Se vuoi saperne di più, contattaci in chat a questo link.

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Digital Transformation: i vantaggi competitivi di cambiare Vision

Digital Transformation

La Digital Transformation è la tematica del momento. Se ne parla come di un processo necessario volto a rimodellare il proprio business e ridefinire il vantaggio competitivo delle aziende.

Ma cos’è realmente la Digital Transformation? Pochi ne conoscono la definizione e ne comprendono l’utilità.

Data la centralità di questo tema, è essenziale che l’Italia come ecosistema riesca ad affermarsi con successo. Al momento purtroppo il nostro paese risulta ancora il fanalino di coda in termini di Digital Transformation, competenze digitali e integrazione degli strumenti digitali alle strategie di business (Dati DESI 2020).

In questo articolo analizzeremo in profondità la Trasformazione Digitale, comprendendo che cosa sia, le ragioni per cui è imprescindibile, le aree di applicazione ed eventuali criticità che si possono incontrare lungo l’intero processo.

 

Che cos’è la Digital Transformation?

filo azzurro

La Digital Transformation è uno dei processi evolutivi e di crescita che caratterizza l’era di business moderna. La trasformazione digitale rappresenta lo strumento che ci fornisce la capacità di affrontare l'incertezza e rispondere rapidamente al cambiamento. Comporta un profondo cambiamento mutamento nell’identità e nelle attività dell’azienda, nei processi e nelle competenze, ma rappresenta anche un cambio di marcia e un incremento del vantaggio competitivo.

"La Digital Transformation va intesa come un treno che corre verso il futuro e che le aziende non possono più permettersi di perdere"

Si tratta di un fenomeno molto ampio che coinvolge tutti i tipi di istituti: la Pubblica Amministrazione, le PMI, le multinazionali e le aziende no-profit. Nessuna area aziendale è esentata da tale processo. Lo sviluppo digitale comprende l’innovazione in ogni settore di un’impresa, quali marketing, ricerca e sviluppo, amministrazione e produzione. Ognuna di queste aree di competenza deve essere protesa all’innovazione, accogliendo cambiamenti radicali dei paradigmi ormai obsoleti.

Il risultato di questo processo è un'incessante tensione verso l’innovazione, che sfocia nella produzione di tecnologie e strumentazioni rivoluzionarie. Su tali tecnologie alcune aziende nate negli ultimi anni hanno basato il proprio successo e vantaggio competitivo.

Quindi sebbene oggi il potenziale della Digital Transformation non sia ancora stato pienamente compreso e apprezzato, un innegabile risultato raggiunto è l’aver rivelato scenari di business precedentemente inimmaginabili.

 

Perché Digital Transformation?

punto interrogativo digital

Sono svariate le ragioni che possono portare un manager a decidere di abbracciare un processo di Digital Transformation. Tra di esse, le più importanti sono:

  • Il desiderio di migliorare la user experience dei propri consumatori finali, che essi siano altre aziende o clienti finali;
  • Ottenere un sistema flessibile e agile che sia scalabile e adatto a qualunque tipo di sfida;
  • Innovare per crescere, rappresentando lo strumento anti-fragile che protegge l’impresa sul medio-lungo termine. 

Abbracciando la cultura della trasformazione digitale - e quindi adottando strumenti digitali innovativi - si ottengono vantaggi per tutti gli stakeholder. Semplificare i processi di gestione del personale, condividere report e dati in tempo reale in tutte le funzioni, creare una connessione diretta a tutti i contenuti e alle risorse online: questi sono solo alcuni esempi di pratiche che possono essere applicate alle diverse aree di business. Ciò che è fondamentale è rendere flessibili gli strumenti di innovazione in modo che si prestino ad ogni utilizzo e ambiente.

Occorre fare attenzione a un aspetto importante: non basta semplicemente acquisire degli strumenti digitali, ma è necessario integrarli nelle proprie strategie.

"Abbracciare la Digital Transformation significa adottare una nuova mentalità di criticismo costruttivo, orientata a ridefinire le proprie abitudini e mettersi in discussione"

Le aziende storicamente leader del settore che non hanno saputo riconoscere nell’innovazione tecnologica il futuro e non hanno avuto la mentalità giusta per accogliere il cambiamento, detengono ormai delle quote minime del mercato di riferimento o sono addirittura scomparse. Parliamo ad esempio delle società di telefonia come Nokia e Motorola oppure giganti del settore della fotografia come Kodak.

Che cosa possiamo imparare dagli errori altrui? Che l’innovazione è un processo continuo e che non può essere interrotto. Per evitare di finire come le imprese che alla terza industrializzazione non furono in grado di compensare il gap formatosi con i propri concorrenti, ignorando il potenziale delle nuove tecnologie e dei nuovi business model, è necessario includere la Digital Transformation nelle proprie strategie di crescita per evitare di ampliare il gap formatosi con l’industrializzazione 4.0. 

 

Le basi della Digital Transformation

la strada per la trasformazione digitale

Chiaramente, la vision a supporto di un processo di cambiamento, come quello innescato dalla Digital Transformation, non può che essere indicata dai CEO, che devono farsi promotori interni all’azienda abilitando le figure chiave in direzione di un nuovo percorso.

Quali sono i pilastri che reggono la Digital Transformation? Ne abbiamo individuati cinque:

  • Mindset

Non solo i manager, ma tutti i collaboratori dovrebbero adottare il mindset necessario per poter approcciare un processo delicato come quello della trasformazione digitale. La mentalità dovrebbe  essere aperta all’ascolto, pronta a mettersi in discussione, flessibile a sufficienza da imparare dai propri errori. 

  • Empatia

Parliamo di quello che dovrebbe essere l’obiettivo finale dello sviluppo tecnologico e il risultato cui dovrebbe tendere la Digital Transformation. La tecnologia degli ultimi anni è nata a supporto delle attività umane finendo in taluni casi paradossalmente per alienare dalla realtà e dai rapporti umani il suo stesso creatore. I nuovi processi tecnologici invece spingono le aziende in una direzione dove la tecnologia supporta l’uomo ad essere sempre più umano. Questo è l’obiettivo che sta più a cuore al gruppo Neosperience: desideriamo un mondo dove il digitale permetta di veicolare emozioni e sentimenti. 

  • Customer Experience

La Digital Transformation deve avere un impatto su tutti gli stakeholders dell’azienda, a partire dai clienti. Il vantaggio deve essere percepibile e concreto, deve portare ad una maggiore continuità di servizio, offrendo un’esperienza ottimale. Non dobbiamo dimenticare che gli standard richiesti dai clienti sono sempre più elevati e non sono raggiungibili senza gli strumenti tecnologici a supporto. La customer centricity non può che essere uno degli capisaldi di un processo di Digital Transformation.

  • Coinvolgere le persone

Come detto precedentemente, la Digital Transformation è un processo che deve coinvolgere tutta l’impresa e che riguarda ogni suo membro. Bisogna condividere una roadmap e una mentalità improntata al cambiamento. Diventa quindi necessario che la cultura del cambiamento sia condivisa in tutta l’impresa. In questo modo diviene possibile per tutti assecondare e supportare la transizione, comprendendo a fondo la sua ragion d’essere.

  • Innovare ma rimanendo coerenti con se stessi

La parola d’ordine della Digital Transformation è cambiamento. Non si tratta tuttavia di un cambiamento di identità: la Digital Transformation comporta la capacità di sapersi innovare senza dimenticare le proprie origini e la propria mission originaria

 

I numeri della Digital Transformation

Il Covid-19 ha ribaltato molte previsioni fatte negli scorsi anni, ma i dati più recenti ci parlano comunque di una crescita positiva. Prima di fare fronte al virus, il World Economic Forum stimava che la Digital Transformation avrebbe contribuito all’economia globale con una crescita di 100$ trilioni entro il 2025. In realtà la pandemia ha evidenziato la necessità delle aziende di aumentare la propria efficienza operativa e migliorare l'esperienza del cliente. Si tratta infatti di fattori decisivi che influenzano il destino dell’azienda in un momento di difficoltà economica come quella che si troveranno a fronteggiare nel futuro prossimo.

 

Figure chiave della Digital Transformation

figure della Digital Transformation

La definizione di Digital Transformation ha sicuramente un core tecnologico, tuttavia il fattore umano ne costituisce la chiave di volta. Esso infatti è ciò che dà la spinta al cambiamento e in caso dovesse venire a mancare, qualsiasi processo di trasformazione ne subirebbe certamente delle conseguenze negative.

In questo scenario, l’attore più rilevante è certamente il CEO, il quale ha la responsabilità di tratteggiare cultura aziendale e mission affinché l’organizzazione sia costellata di figure professionali ben definite e desiderose di aiutarlo nel processo di cambiamento. 

Il CEO dovrà essere affiancato da altre figure, le cui principali sono: il CIO, il CDO, il CTO e il CFO.

  • Chief Innovation Officer (CIO)

Ha il compito di portare nella propria organizzazione la spinta al cambiamento necessaria alla trasformazione digitale.

  • Chief Digital Officer (CDO)

È una figura caratterizzata da competenze nell’area della comunicazione e del marketing e nell’area dell’innovazione di prodotti o servizi.

  • Chief Technology Officer (CTO)

È un professionista esperto di tecnologia e digital che suggerisce al direttivo le implementazioni tecnologiche che possono migliorare la produttività aziendale.

Nonostante non sia tra le prime figure alle quali si pensa parlando di Digital Transformation, il Chief Financial Officer (CFO) ha un ruolo cruciale nelle strategie di business, che devono essere sempre più guidate dall’analisi e dall’interpretazione di dati.

 

Aree di applicazione della Digital Transformation

fibra ottica digital

Come anticipato nei paragrafi precedenti, la Digital Transformation è un processo di cambiamento che interessa ogni area di un’azienda e ogni tipo di settore. 

Le aree dove è possibile, se non necessario, abbracciare la Trasformazione Digitale sono molteplici : 

  • Entertainment

Il business dell’intrattenimento è stato particolarmente interessato dalla trasformazione digitale. Vedendo la domanda mutare, molti player hanno sentito la necessità di modificare i contenuti che offrivano e le relative modalità di fruizione. Alla base dell’innovazione digitale del settore si possono individuare diversi strumenti (per esempio la tecnologia cloud computing) che hanno permesso l’innovazione di prodotto portando al successo alcune startup, come Netflix e Spotify.

  • Fashion & beauty

Il settore della moda e delle bellezza ha visto il suo cliente tipico imparare ad utilizzare canali diversi per conoscere, visionare e acquistare i prodotti. Questa multi-canalità ha portato le aziende a dover presidiare più touchpoint, sia offline che online. Le aziende che non hanno saputo interpretare la Digital Transformation sono state messe a dura prova durante il periodo del Covid-19 , dove tutti gli strumenti classici in loro possesso si sono rivelati non adeguati al cambiamento dell’ambiente esterno. Il periodo caratterizzato dalla pandemia ha conferito una centralità indiscussa al digital commerce. La Digital Transformation ha inoltre cambiato la brand experience. Le aziende non si limitano a vendere i loro singoli prodotti, ma desiderano coinvolgere i propri clienti aumentando il loro grado di fedeltà verso il brand. Un modo per farlo consiste nel proporre esperienze di intrattenimento vere e proprie attraverso una comunicazione non convenzionale.

  • Consumer goods & retail

Come il settore della moda, anche le aziende che vendono prodotti di largo consumo hanno adottato una struttura omnichannel per poter gestire al meglio il cliente in tutte le fasi della sua esperienza di acquisto. Il processo di Digital Transformation ha apportato grandi innovazioni nel settore, come la vendita dei propri prodotti online con l’utilizzo di e-commerce di proprietà e la presentazione originale di prodotti e servizi. Una comunicazione efficace riesce a  trasmettere l’unicità del prodotto, senza i limiti dello store fisico. 

  • Financial service

Anche il settore del banking e dei servizi finanziari ha dovuto affrontare la sfida della Digital Transformation. La nuova sfida emersa è stata riuscire a conoscere il proprio cliente, il quale è in cerca di un servizio o un prodotto più conforme alle proprie esigenze specifiche. L’innovazione è possibile in seguito a una profonda comprensione dei bisogni dei propri clienti. La Digital Transformation a tal proposito ha offerto alle aziende degli strumenti rivoluzionari per conoscere in maniera più approfondita i propri clienti e per personalizzare i propri prodotti e servizi

  • Automotive

Negli ultimi anni la Digital Transformation ha impattato sul settore automobilistico, stravolgendo il mercato e il settore di riferimento. Sono nati nuovi modelli di business come il car-sharing, la cui efficienza è strutturata sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale e IoT. Le aziende hanno compreso di dover modificare il modo in cui si è soliti entrare in contatto con i propri clienti, realizzando touchpoint digitali ad hoc, e-commerce per la vendita e configuratori di prodotto online.

  • Industry & services

Il settore dell’industria e dei servizi ha trovato nuova linfa nella Ricerca e Sviluppo. Le tecnologie innovative, integrate ai prodotti e ai servizi dell’industry, hanno reso l’esperienza d’uso più efficace ed efficiente: l’intelligenza artificiale è stata la tecnologia più disruptive in questo senso. Ha permesso per esempio di sviluppare programmi di manutenzione smart

  • Healthcare

Infine, anche in un settore molto complesso come quello medico e della salute la Digital Transformation ha apportato grandi cambiamenti, al fine di offrire delle nuove esperienze d’uso che si sviluppano attorno alla figura del paziente, coinvolgendolo. Diverse tecnologie sono state implementate nel settore e con differenti scopi, tra cui scopi diagnostici e teraputici. Grazie alla Digital Transformation, le aziende mediche hanno inoltre potuto migliorare la customer experience dei propri pazienti, facilitando i servizi di prenotazione o seguendo i pazienti nella degenza anche a casa, rendendosi disponibili h24 tramite piattaforme dedicate

 

Le aree di implementazione e di competenze della Digital Transformation sono varie, così numerose che è impossibile riuscire ad elencarle tutte. Un processo di Digital Transformation realmente efficace richiede un’analisi approfondita della realtà dell’impresa supportata da una forte expertise. Come ormai è chiaro, non si tratta più di una scelta, bensì di un’esigenza di sopravvivenza evolutiva.  

Neosperience ha la mission di aiutare le aziende a rivoluzionare i propri paradigmi abbracciando una vera e propria business transformation. Se sei interessato a scoprirne di più puoi entrare in contatto con noi e scoprire i vantaggi che abbiamo da offrire alla tua azienda.

 

Strumenti utili per la Digital Transformation

luci digital

In una strategia di Digital Transformation, come abbiamo visto, l’aspetto organizzativo e di processo costituisce un aspetto fondamentale. Risulta però evidente come le singole tecnologie diventino imprescindibili. Ecco  alcune delle tecnologie nate negli ultimi anni cruciali per la Digital Transformation:

  • Cloud

Il cloud è una “nuvola” di dati e servizi sempre accessibile tramite una connessione internet, da qualsiasi dispositivo e in qualsiasi luogo.Vi sono numerose aziende che offrono servizi in cloud. In questo modo il cliente può fruire di tutti i servizi online in ogni momento, ciò include ad esempio la gestione del proprio profilo e dei propri post, l’accumulo di fotografie e video, l’ascolto di brani musicali online ecc. Il cloud è uno strumento flessibile e applicabile a diversi settori, in grado di offrire delle esperienze d’uso nuove e innovative.

  • Artificial Intelligence

L'intelligenza artificiale (AI) si riferisce alla simulazione dell'intelligenza umana in macchine programmate per pensare come esseri umani e imitare i loro pattern di comportamento. Il termine AI può essere applicato a qualsiasi macchina che presenti tratti associati a una mente umana come l'apprendimento e la risoluzione di problemi. La caratteristica distintiva dell'intelligenza artificiale è la sua capacità di razionalizzare e intraprendere azioni che hanno le migliori possibilità di raggiungere un obiettivo specifico. Un sottoinsieme di intelligenza artificiale è l'apprendimento automatico, che si riferisce a programmi per computer che possono imparare automaticamente dai dati senza essere assistiti da esseri umani. Le tecniche di deep learning consentono questo apprendimento automatico attraverso l'assorbimento di enormi quantità di dati non strutturati come testo, immagini o video.

  • Business Intelligence Software

I Business Intelligence Software sono un insieme di strumenti utilizzati dalle aziende per recuperare, analizzare e trasformare i dati in utili insight aziendali. Esempi di strumenti di business intelligence includono visualizzazione dei dati, data warehousing, dashboard e reporting. Diversamente dalla competitive intelligence, i Business Intelligence Software si basano sull’asset di dati di prima parte generati e collezionati dall'azienda. In prospettiva della Digital Transformation, la conoscenza profonda dei clienti è essenziale per creare prodotti e servizi con un reale product market fit. I dati sono quindi la risorsa più preziosa per comprendere in modo chiaro dove e come l’offerta incontra le reali esigenze dei clienti

  • IOT

L'Internet of Things (IoT), anche noto con il nome di Internet delle cose o Internet degli oggetti, prevede la connessione a Internet di diverse tipologie di oggetti fisici. Oggi, alla categoria Internet delle cose appartengono oggetti di uso domestico come frigoriferi e lampadine, ma anche risorse aziendali come le etichette intelligenti per l'identificazione dei prodotti e i dispositivi medici smart. Altri esempi sono i dispositivi indossabili, i dispositivi intelligenti e le città smart, la cui esistenza è esclusivamente dovuta all'IoT.

  • Big Data

Il termine Big Data si riferisce proprio al concreto utilizzo della nuova mole di informazioni. Ciò presuppone nuove capacità di collegare fra loro le informazioni per fornire un approccio visuale ai dati, suggerendo pattern e modelli di interpretazione fino a ora inimmaginabili. I Big Data sono necessari e utili nei settori più disparati, per esempio automotive, medico, retail, scientifico, farmaceutico e altri ancora.

  • Blockchain

Le tecnologie Blockchain sono incluse nella più ampia famiglia delle tecnologie di Distributed Ledger, ossia sistemi che si basano su un registro distribuito, che può essere letto e modificato da più nodi di una rete. Per validare le modifiche da effettuare al registro, in assenza di un ente centrale, i nodi devono raggiungere il consenso. Le modalità con cui si raggiunge il consenso e la struttura del registro sono alcune delle caratteristiche che connotano le diverse tecnologie Distributed Ledger. La Blockchain è quindi una sottofamiglia di tecnologie, o come viene spesso precisato, un insieme di tecnologie, in cui il registro è strutturato come una catena di blocchi contenenti le transazioni e il consenso è distribuito su tutti i nodi della rete. Tutti i nodi possono partecipare al processo di validazione delle transazioni da includere nel registro.
Credits to https://blog.osservatori.net/it_it/blockchain-spiegazione-significato-applicazioni 

  • Segmentazione

Si tratta della suddivisione del mercato in sottoinsiemi (segmenti) omogenei di clienti sulla base di specifici parametri che possono accomunarli nel modo di rispondere a una particolare formula d’offerta o per la presenza di caratteristiche analoghe e rilevanti ai fini degli obiettivi di marketing prefissati. Scopo della segmentazione è quello di individuare parti del potenziale di mercato che, per la loro omogeneità, possono essere considerate obiettivi raggiungibili da particolari combinazioni del marketing mix. L’impresa, in questo modo, tenta di esplorare la domanda di mercato per ricavarne informazioni sul comportamento d’acquisto dei clienti e per stimare l’entità quantitativa di ogni segmento individuato. Ciò le consente di scegliere i segmenti obiettivo e attuare una politica di marketing mirata.

  •  Personalizzazione

Strettamente correlata al punto precedente vi è la personalizzazione. Anche se non si tratta di una vera e propria tecnologia (ma di un mix di tecnologie applicate) è indubbiamente alla base di ogni strategia di marketing e vendita efficace. In un mondo digitale ricco di dati ed informazioni è possibile comunicare con i propri clienti offrendo un’esperienza totalmente modellata sulle unicità del cliente con un approccio quasi one to one. Nel B2C si inizia a parlare di tratti psicografici e comunicazioni personalizzate. Nel B2B grazie ai dynamic content i brand possono declinare i propri messaggi in base alla industry del potenziale cliente, alla funzione aziendale, o addirittura rispetto alla specifica azienda in essere. Tutto questo porta ad un incredibile miglioramento dei tassi di conversione rispetto alla tradizionale comunicazione one-to-many.

  • Voice of Customer

La Voice of the Customer è il processo tramite il quale le esperienze dei clienti possono essere ascoltate, raccolte, analizzate e condivise all’interno di un’impresa. La Voice of the Customer è a pieno titolo una parte integrante della Customer Experience (CX) e come tale è determinante nel delineare una strategia marketing. È uno degli strumenti principali per ottenere un vantaggio competitivo: con una visione più precisa dei desideri dei clienti è possibile allineare la propria offerta alle loro esigenze.

  • Predictive Analysis

L'analisi predittiva è una categoria di analisi dei dati volta a fare previsioni sui risultati futuri, sulla base di dati storici e tecniche di analisi come la modellazione statistica e l'apprendimento automatico. La scienza dell'analisi predittiva può generare intuizioni future con un significativo grado di precisione. Con l'aiuto di sofisticati strumenti e modelli di analisi predittiva, qualsiasi organizzazione può ora utilizzare i dati passati e attuali per prevedere in modo affidabile tendenze e comportamenti futuri.

  • Data Platform

Una data platform combina tutti i dati provenienti da vari set di dati e funge da hub centralizzato a cui è possibile accedere per l'analisi e le integrazioni. Una hospitality data platform raccoglie dati da più sistemi (PMS, POS, Channel Manager, Website Analytics e molto altro), li armonizza in strutture utilizzabili e uniformi, e fornisce interfacce API e applicazioni gestite per accedere ai dati.

  • Augmented Reality

La realtà aumentata (AR) è una delle più grandi tendenze tecnologiche in questo momento, e diventerà ancora più grande quando gli smartphone, che dispongono della realtà aumentata, e gli altri dispositivi saranno più accessibili. L’AR ci permette di integrare l’ambiente reale con elementi digitali, ma anche di immergere l’utente in un’esperienza completamente differente dalla realtà: entrambi gli usi hanno il fine di offrire un’esperienza pienamente immersiva simile al mondo reale. La realtà aumentata è inoltre già disponibile nella nostra vita quotidiana e utilizzata in differenti modi, come i filtri di Snapchat, app che aiutano a trovare l’auto in un parcheggio affollato e una varietà di app per lo shopping che permettono di provare i vestiti senza nemmeno uscire di casa.

 

Possibili criticità della Digital Transformation

strisce di codice

Per innovare e seguire la trasformazione digitale, non basta abbracciarla e includerla nella propria strategia di crescita, ma bisogna assorbirne la mentalità e gli strumenti necessari al suo successo. 

Di seguito, tre punti a cui prestare particolarmente attenzione quando si decide di implementare la Digital Transformation:

1. Non è un progetto da breve termine

Non bisogna dimenticare che la Digital Transformation è un processo che richiede impegno e acquisizione di skills e competenze, oltre l’adozione di nuovi strumenti e funzioni. Pretendere dei risultati nel breve termine potrebbe portare a scoraggiamento e disillusione. 

2. La tecnologia, di per sé, non è la soluzione ai problemi di business ma va adottata entro una chiara strategia.

È necessario ricordarsi sempre che gli strumenti digitali sono degli strumenti utili all’uomo che deve saperli applicare. Conoscenze, competenze e visione del futuro, integrati alle innovazioni tecnologiche e ai giusti strumenti, realizzano la Digital Transformation che può risolvere molti problemi strategici delle aziende.

3. La Digital Transformation non si improvvisa

Un errore che spesso molte aziende commettono quando decidono di avviare una strategia di Digital Transformation è quella di volerla implementare in autonomia. Così facendo, spesso si rischia di non ottenere risultati tangibili nel periodo prestabilito e di far lievitare la spesa, perdendo la resa. Purtroppo, scegliendo di tenere in azienda la ricerca con l’obiettivo di ottenere un prodotto personalizzato, spesso destabilizza l’identità aziendale e la core competence. Scegliere partner esterni invece porta il vantaggio di acquisire esperienze e competenze maturate e sviluppate negli anni. Società esterne hanno sicuramente alle spalle case histories di successo. L’expertise in questo contesto è un fattore molto importante, che permette di evitare tanti errori in fase di progettazione e di implementazione. 

 

Che cosa può fare Neosperience per la tua Digital Transformation

Neosperience colors

Alla luce dell'importanza della Digital Transformation, come è possibile che un paese come l’Italia, all’avanguardia in più di un campo scientifico e artistico, sia così indietro in termini di trasformazione digitale? Cosa manca al nostro paese per essere alla pari con i maggiori player internazionali? 

Come detto in apertura, è fondamentale che l’Italia riesca a emergere nelle classifiche internazionali dove purtroppo risulta ancora il fanalino di coda in materia di competenze digitali e integrazione degli strumenti digitali alle strategie di business (Dati DESI 2020).

In Neosperience abbiamo coltivato un’idea, una visione di innovazione che fosse collaborativa e unica allo stesso tempo. L’Italia è il paese delle PMI, che sono al contempo la forza e la debolezza del nostro sistema paese: grandi innovatrici, ma fragili rispetto ai grandi player internazionali. 

PMI - però - sono anche le aziende italiane che offrono servizi e soluzioni per la Trasformazione Digitale. 

Capaci di comprendere le reali necessità dei propri clienti, spesso non sono però in grado di offrire un range abbastanza vasto di soluzioni e servizi per soddisfarne le richieste. 

Come fare quindi? La soluzione che abbiamo deciso di adottare è quella della condivisione delle responsabilità e competenze con aziende simili alla nostra, unite da un obiettivo comune. Perché l’unico modo che le PMi hanno di prosperare oggi, alla luce della crescente complessità digitale, è unirsi e mettere a fattor comune il proprio valore. 

Oggi il gruppo Neosperience conta più di nove realtà diverse, le quali hanno maturato esperienza in settori altrettanto diversi. Con il crescere del nostro gruppo siamo stati capaci di rispondere al meglio alle necessità dei nostri clienti. Siamo arrivati a disporre di un portfolio di soluzioni e servizi unico nel panorama internazionale, che abbiamo deciso di dividere i 7 diversi punti. 

illustrate i punti della Digital Transformation

1. Disegnare la Trasformazione Digitale

Vogliamo aiutare le aziende a tirare fuori il meglio dal digitale, investendo sul capitale umano
e sulla tecnologia in un modo nuovo. Vogliamo condividere una visione di innovazione che abbia al centro il rapporto tra essere umano e digitale. Il nostro obiettivo è soddisfare i bisogni del cliente permettendogli di migliorarsi e crescere insieme ai propri clienti.

2. Progettare a realizzare prodotti digitali

Non bisogna lasciarsi intimidire dai grandi intermediari o dei competitor. Oggi è necessario sviluppare la propria offerta unica e personalizzata sulle caratteristiche dell’azienda e su quelle dei clienti tipo. Due sono i punti fondamentali: offrire esperienza di valore al passo con i tempi, e recuperare i dati dei clienti. 

3. Analizzare e comprendere il comportamento dei clienti

La nostra tecnologia permette di analizzare il comportamento di navigazione degli utenti e di realizzare questionari mirati grazie all'Intelligenza Artificiale. Permettiamo alle aziende di creare un rapporto empatico con i clienti, per coinvolgerli e fidelizzarli ai servizi e prodotti. 

4. Trovare nuovi clienti

Con le nostre soluzioni dedicate alla Lead Generation le aziende nostre clienti sono in grado di scoprire preziosi insight sui loro clienti tipo, entrando in contatto con loro in maniera automatica e dando valore al rapporto umano tra venditore e acquirente. 

5. Coinvolgere i clienti

Il digitale offre la possibilità alle aziende di entrare nella vita dei clienti. Per non sprecare questa occasione è necessario creare e condividere contenuti ed esperienze che facciano realmente la differenza, che siano innovative e che rimangano impresse. Noi offriamo una serie di soluzioni e servizi per renderlo possibile. 

6. Aumentare ricavi e margini

Le nostre soluzioni tecnologiche si fondano su anni di ricerche ed esperienze sul campo, ed hanno permesso a centinaia di nostre aziende clienti di aumentare i propri ricavi e margini. Migliorando l’offerta al cliente e fornendo ai clienti gli strumenti per rendere più efficienti i processi operazionali, permettiamo loro di guardare al futuro con la consapevolezza di non essere rimasti indietro rispetto ai competitor. 

7. Digitalizzare i processi operazionali

Grazie alle partnership con realtà leader di mercato nazionali e internazionali siamo stati in grado negli anni di sviluppare un portfolio unico di competenze e soluzioni per la digitalizzazione dei processi operazionali. Dalla smart manufacturing, allo sviluppo di soluzioni gestionali verticali, dai CRM allo sviluppo di soluzioni proprietarie innovative per l'Enterprise Search, noi di Neosperience offriamo un ecosistema completo e affidabile.

 

Per concludere, Neosperience crede in una Digital Transformation che - come un puzzle - prende forma solo se ogni pezzo viene posizionato al posto giusto. Solo chi può offrire tutte le tessere è in grado di aiutare i propri clienti a comprendere e a sfruttare al massimo i vantaggi delle ultime tecnologie, e dei cambiamenti metodologici che ne derivano. 

Se sei interessato ad approfondire il tema, non esitare a scriverci qui, o prendi direttamente appuntamento con i nostri tecnici cliccando su questo link. Saremo felici di condividere con te le nostre idee, certi che potrai apprezzare la freschezza e l’organicità della nostra offerta. 

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Diagnosticare il Covid grazie all’Intelligenza Artificiale

Dimasdia

Sin dagli albori dell'umanità, come essere umani abbiamo dovuto affrontare numerosi ostacoli di natura medico-sanitaria. In questa sfida, la tecnologia ha giocato spesso il ruolo di "salvatrice" e ci ha aiutato a mitigare le conseguenze disastrose di epidemie e calamità. 

Oggi che stiamo vivendo una delle emergenza sanitarie più difficili degli ultimi anni, un nuova tecnologia si è dimostrata essenziale per la lotta al Covid-19Al momento in fase di sperimentazione nel campo della ricerca medico-scientifica, l'Intelligenza Artificiale, applicata all'elaborazione di dati relativi a immagini, ha prodotto risultati estremamente significativi.

Intelligenza Artificiale applicata alla salute

Negli ultimi anni tecniche di machine learning sono state utilizzate a scopo diagnostico per supportare gli specialisti.

L’obiettivo a lungo periodo è quello di ridurre i costi delle pratiche diagnostiche, di facilitare la reperibilità degli strumentiampliare l’applicazione clinica, soprattutto in campo radiologico nel settore della Computed Tomography (CT) e della Positron Emission Tomography (PET). 

DIMASDIA: l'Intelligenza Artificiale per la diagnosi del Covid-19

Come gruppo Neosperience noi non ci siamo tirati indietro in questo momento difficile, e in collaborazione con l’Ospedale Sacco di Milano, l’Istituto Auxologico Italiano, LoopTribe Srl e il CRS4, e finanziati da Regione Lombardia, dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e dall’Istituto Veronesi, abbiamo sviluppato e concluso con successo il progetto DIMASDIA-COVID19 per la diagnosi del Covid-19 e delle malattie correlate tramite l'Intelligenza Artificiale e il Machine Learning.

In particolare, insieme ai partner abbiamo sviluppato due modelli per la diagnosi rapida che - a costi minori rispetto a qualsiasi altro strumento diagnostico - ci hanno permesso di analizzare radiografie polmonari e le eco-cardiografie dei pazienti per individuare le patologie correlate al Covid e di prevenire l'insorgere di complicanze e di migliorare la prognosi.

Primo modello

Il primo modello - basato sulle analisi delle radiografie polmonari di pazienti Covid-19 è stato in grado di diagnosticare precocemente la malattia e ha permesso, partendo da circa 1000 immagini disponibili per il training, di ottenere una precisione diagnostica del 91%

Tale modello verrà migliorato per raggiungere gli standard clinici e reso disponibile a tutte le strutture interessate tramite la piattaforma digitale DIMASDIA, realizzata in seguito agli ottimi risultati raggiunti.  

Secondo modello

Il secondo modello - relativo alle immagini eco-cardiografiche - era stato inizialmente sviluppato per individuare un rapporto causa-effetto tra l’infezione da nuovo Coronavirus Sars-Cov-2 e patologie cardiologiche (acinesia cardiaca), ma ha portato a nuove aree di approfondimento.

Partendo da questi risultati il modello è stato quindi ulteriormente affinato allo scopo di diagnosticare, sempre grazie all’Intelligenza Artificiale, alterazione della cinetica cardiaca, fornendo così un supporto determinante per la diagnosi di questa complicanza clinica molto rilevante e frequente, soprattutto in questo periodo.

Anche questo modello si è dimostrato molto preciso, con una percentuale di accuratezza superiore al 90%, partendo sempre da un dataset di circa 1.000 immagini diagnostiche

Dimasdia

In conclusione

Grazie a questo progetto, il gruppo Neosperience è stato in grado di fornire strumenti standardizzati e basati su evidenze scientifiche per la gestione clinica dei pazienti COVID-19. Abbiamo poi sviluppato e reso disponibile una piattaforma web - basata sull'Intelligenza Artificiale - in grado di coadiuvare la diagnosi, il follow up e a colmare le lacune sulla storia dell’infezione.

Inoltre, data la concreta possibilità di effettuare un pre-screening a domicilio o nei presidi territoriali diffusi, l’applicazione di questi modelli potrebbe contribuire a rendere la diagnosi al contempo più economica e più semplice da realizzare.

Si aprono quindi nuove sfide e nuove opportunità di sviluppo per l'Intelligenza Artificiale in ambito Healthcare: noi di Neosperience abbiamo deciso di puntare verso questa direzione, perché non ci può essere progresso medico senza tecnologia.

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Il settore vitivinicolo italiano: opportunità per il 2021

 

Il settore vitivinicolo oggi

Il settore vitivinicolo non si è ancora risollevato dal punto più bassa della pandemia, e probabilmente non ritornerà ai livelli pre-Covid se non nel 2021.

Le informazioni attuali - fornite dalla società d’analisi TradeLab - fanno prevedere per i vini una chiusura del 2020 pari a un -28% di fatturato. Tale contrazione, per quanto significativa, risulta migliore di un punto percentuale rispetto alle precedenti previsioni, ma comunque non ancora sufficiente.

I motivi principali di tale crollo sono imputabili alla netta diminuzione dei consumi fuori casa, nel canale HO.RE.CA, dovuto alla chiusura degli spazi e alla netta diminuzione del turismo straniero.
Per quanto riguarda le esportazioni, il primo semestre del 2020 ha visto una diminuzione di valore del 3,4%: il crollo percentuale maggiore è stato quello del mercato cinese (-40%).

Mentre le grandi realtà produttive stanno reagendo un po’ meglio, le piccole aziende del settore, quelle che mettono la qualità e la territorialità al primo posto, sono quelle maggiormente in crisi.

Ma non tutto è perduto. Anzi, per molti produttori vitivinicoli i prossimi saranno mesi colmi di opportunità.

Il cambiamento sostanziale nelle tipologie di consumo ha richiesto e richiede un cambiamento anche nelle proposte di prodotto: in tale contesto, le possibilità di crescita per il settore, per tornare più forte di prima, sono notevoli.

In questo articolo descriveremo le opportunità di crescita per il settore vitivinicolo riguardo a posizionamento di prodotto, nuove opportunità di mercato e offerte esperienziali, con un occhio sia al mondo digitale, sia all’irrinunciabile esperienza fisica.

 

Voice of Customer: ascoltare per migliorare

La prima cosa che le aziende oggi dovrebbero fare per risollevarsi è “cercare di capire” cosa sta succedendo ai propri clienti.

I mesi di caos che abbiamo tutti vissuto hanno senza dubbio modificato le nostre abitudini, i pensieri, i comportamenti e i desiderata.

Le aziende non possono fare finta di niente: un cambiamento sostanziale è avvenuto, ed è necessario capire verso quale direzione il pubblico si sta muovendo.

Questo è il momento giusto per fermarsi e cominciare a porsi e a porre delle domande.

La Voice of Customer consiste proprio in questo, ovvero è la branca del marketing per la raccolta dei feedback e dei desiderata degli utenti (prospect, clienti, dipendenti) con lo scopo di fornire una migliore user experience (UX), ma anche finalizzata a raccogliere informazioni per supportare strategie di marketing e di branding.

Grazie al digitale oggi le ricerche di mercato sono molto più economiche ed efficaci.
Attraverso i maggiori social network, l’email, whatsapp, i chatbot, ma anche Amazon Alexa, è possibile relazionarsi one-to-one e in maniera personalizzata con i propri utenti.

Partendo dai dati raccolti, è possibile scoprire informazioni rilevanti e potenzialmente disruptive, soprattutto oggi.

Per il settore vitivinicolo è quindi essenziale è ripartire dall’ascolto di ciò che ha da dirci il presente.

 

Digital Commerce: vendere senza l'intermediazione di terzi

Detto questo, un altro fattore non più procrastinabile è l'adozione di un canale proprietario e digitale di vendita. Avere a disposizione un Digital Commerce dove poter vendere il proprio vino al pubblico generalista e ai professionisti è ormai diventato essenziale.

Questo periodo ha permesso a milioni di italiani di scoprire il valore del commercio digitale: difficilmente quindi si potrà tornare indietro, alle abitudini pre-pandemia.

Ma attenzione, il suddetto Digital Commerce non deve essere per forza una piattaforma esclusiva per singolo produttore.

Per migliorarne l’efficacia, sarebbe meglio creare hub di più soggetti che insieme decidono di unire le forze: facendo così si diminuirebbero i costi, aumenterebbe la notorietà della piattaforma e si darebbe più scelta ai consumatori e agli esercenti.

Un esempio? Una piattaforma che unisca tutti i produttori piemontesi nelle Langhe.

Quali altri vantaggi fornisce il commercio digitale? Ovviamente permette alle cantine di espandere il proprio mercato, di differenziare il pubblico e di eliminare le spese di operatori terzi, che siano ristoranti, enoteche o grande distribuzione.

Inoltre, potendo creare un rapporto diretto con il pubblico, si attivano quasi automaticamente tutte quelle dinamiche di fidelizzazione tanto care ai conti economici aziendali.

Sotto questo punto di vista, è necessario dedicare un approfondimento specifico a quella che viene definita come subscription economy, o economia ad abbonamento.

 

Abbonamenti ai prodotti: creare relazioni durature

L’economia ad abbonamento - in auge da alcuni anni - è un’opportunità che, se ben sfruttata, può essere un importante discriminante economico. In cosa consiste? Semplicemente è la proposta al cliente, in cambio di uno sconto, di un abbonamento all’acquisto dei prodotti.

Sappiamo benissimo che questa modalità di vendita è già diffusa all’interno del settore vitivinicolo. Molte famiglie, ogni anno, chiamano il produttore di fiducia per fare la scorta di bottiglie. Il digitale però fa fare un salto qualitativo a questo servizio.

Infatti, come abbiamo già detto, le maggiori probabilità di fidelizzazione che il medium permette migliorano anche le probabilità che avvenga la sottoscrizione di un abbonamento.

Ovviamente tutto ciò vale sia per un pubblico B2B, sia per quello B2C.

In definitiva, Digital Commerce e Subscription Economy vanno a braccetto, e secondo noi è giusto implementare entrambe una volta che si decide di spostare una parte del business online.

 

Gamification: divertire e coinvolgere il pubblico

Parlando sempre di fidelizzazione (e non è un caso, dato che è essenziale), è interessante citare anche il concetto di Gamification.

In poche parole, la Gamification consiste nell'offerta al cliente di esperienze, sia digitali sia fisiche, che hanno l’obiettivo di coinvolgerlo attraverso il “gioco”. Da sempre è noto ai marketers che legare l’esperienza del prodotto al divertimento è uno strumento vincente per guadagnare la fiducia e l’apprezzamento del pubblico.

Grazie al digitale, però, la possibilità di engagement (coinvolgimento) è notevolmente maggiore, e permette di raggiungere i clienti ovunque questi si trovano.

Giochi a premi, concorsi, badge, trofei e competizioni sono strumenti da non sottovalutare se si vuole aumentare la propria clientela e renderla fedele ai propri prodotti. Fino a pochi anni fa solo le grandi aziende erano in grado di sostenere le spese per attività di questo tipo: oggi non è più così.

Inoltre, sono cambiati anche i giochi in sé, che con gli anni sono diventati sempre più ingaggianti: se prima ci si limitava alla raccolta di bollini, oggi si possono creare concorsi interattivi (contest sui social, giochi in-app, etc.).

In definitiva, oggi giocare non è mai stato tanto vantaggioso per le aziende.

 

Internazionalizzazione: portare il Made in Italy lontano

Il Made in Italy ha futuro solo finché riuscirà a attrarre e coinvolgere anche i popoli più lontani.
Come paese, l’Italia è maestra nell’arte dell’attrarre, grazie alla sua storia e alla qualità dei prodotti.

Allo stesso tempo, però, non ci si può sedere sugli allori: è necessario rinnovare continuamente la propria offerta e i canali di distribuzione, per continuare ad essere rilevanti nell’epoca del digitale. Uno dei mercati più complessi per le aziende italiane, sia dal punto di vista culturale, sia proprio perché altamente digitalizzato e quindi lontano dai paradigmi del Bel Paese, è quello cinese.

Come abbiamo sottolineato nell’introduzione all’articolo, il mercato cinese è stato quello che a causa della pandemia ha vissuto il crollo più ripido: un -40% che ha tagliato le gambe ai produttori che proprio su quel mercato facevano affidamento.

Come primo paese a soffrire la crisi dei consumi causa lockdown, la Cina è stata anche la prima nazione ad uscirne, e a riprendere a crescere e acquistare as usual: al momento, i tassi di acquisto di prodotti alcolici esteri sono in rapida crescita.

Il mercato cinese era quello a maggiore tasso di crescita nel consumo di vino in tutto il mondo. La crisi ha quindi livellato il mercato, offrendo a nuovi produttori l’opportunità di penetrare nel paese trovando una situazione paritetica anche rispetto alla concorrenza più agguerrita, ma non ha distrutto quanto fatto di buono in precedenza.

Sebbene il piacere per il vino sia universale, per riuscire a comunicare con il popolo cinese è necessario però possedere una valida conoscenza culturale del paese: per questo motivo è sconsigliabile dedicarsi ad attività di promozione e internazionalizzazione senza affidarsi a società di consulenza esterne, che siano in grado di supportare e consigliare le migliori strategie.

Value China, società controllata da Neosperience e composta da giovani italo-cinesi, ha recentemente implementato un programma di promozione digitale dedicato alle cantine italiane.

Winease offre la possibilità ai produttori italiani di formarsi direttamente sui consumatori cinesi, di scoprire i modi più efficaci di comunicare con essi e di utilizzare gli strumenti più adatti a promuovere le proprie unicità.

Attraverso la partnership con Wechat, la più grande piattaforma social cinese, con Interwine, la più grande e antica fiera del vino professionale della Cina continentale, e con Putaojiu.com, la principale piattaforma di comunicati stampa nel settore vitivinicolo in Cina, Value China è un grado di supportare e guidare il viticoltore italiano alla conquista del paese del dragone.

 

Conclusioni

In definitiva, le possibilità di crescita per il settore sono notevoli e passano obbligatoriamente attraverso l'implementazione di strategie incentrate sui canali digitali.

Comprendere il pubblico, coinvolgerlo e fidelizzarlo, eliminare l'intermediazione di terze parti, unirsi in hub più strutturati e forti, vendere online e raggiungere mercati lontani e ancora non sfruttati: queste sono le linee guida per il settore vitivinicolo che garantiscono un successo immediato a fronte di un investimento di medio periodo.

Per qualsiasi richiesta di informazioni, contattaci: saremo felici di rispondere alle tue domande.

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Smart Agriculture: cogliere le opportunità di un settore in crescita

La tecnologia mostra tutto il suo carattere distruttivo quando viene applicata a ciò che ci appare da sempre immutabile. È il caso dell’agricoltura, e delle sue enormi possibilità di crescita e sviluppo se interfacciata con le ultime innovazioni e soluzioni tecnologiche della Smart Agriculture, il cui valore nel 2019 in Italia è stato stimato in circa 450 milioni di euro, con una crescita del 22% rispetto al valore dell’anno scorso e con prospettive di sviluppo sul lungo periodo ancora più rosee.

Scendendo nel dettaglio, gli investimenti maggiore nel settore sono dedicati ai sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature agricole (39%), ai software gestionali (20%) e ai macchinari nativamente connessi (14%), seguiti dai sistemi di monitoraggio da remoto di terreni e colture (10%) e dai sistemi per mappare i terreni e le coltivazioni (9%).

In primis va sottolineato che il campo tecnologico che sembra aver maggiori opportunità applicative all’interno della Smart Agriculture è quello dell’IoT (Internet delle Cose), ovviamente coadiuvato da tutta un’altra serie di tecnologie come droni, Blockchain, Machine Learning, etc.

L’Italia è uno dei maggiori paesi europei per spesa nel settore, con un valore degli investimenti pari a circa il 20% del totale di quello comunitario.

Ma quali sono i vantaggi pratici per l'agricoltura nell’adozione di questi strumenti?

In questo approfondimento vi spiegheremo quali sono le applicazioni tecnologiche all’interno dei processi di coltura che possono aiutare l’agricoltore a gestire con maggiore efficienza processi, materiali, macchinari, risorse umane e, ovviamente, le stesse coltivazioni.

Le Fitopatologie

Partiamo dalle fitopatologie, che causano spesso enormi perdite economiche all’agricoltore se non riconosciute in tempo. Per limitare i danni è fondamentale scoprire tempestivamente la loro insorgenza, e allo stesso tempo prevenirne la nascita evidenziando le condizioni che ne aumentano il rischio.

Come? Per esempio attraverso l’implementazione di sensoristica (IoT) nei campi, sugli alberi, sui singoli frutti, nelle canaline di scolo e così via, grazie a cui è possibile recuperare informazioni qualitative sullo stato di salute delle piante, sull'umidità del terreno, sulla presenza di sostanze dannose, di insetti, di patologie, etc.

Allo stesso tempo, tramite l’utilizzo di droni e quindi di ortofoto e rilievi 3D, è possibile evidenziare la diversa composizione delle colture, quali ricevono meno acqua, crescono di meno, o appaiono meno sane o malate.

Agricoltura di Precisione

Un’altra applicazione di IoT, droni, ma anche del Machine Learning, si sviluppa nel concetto di “agricoltura di precisione”, sempre facente parte della Smart Agriculture.

Solitamente i mezzi di produzione vengono utilizzati secondo il calendario o comunque omogeneamente in una coltura, senza considerare la variabilità intra-campo e le reali necessità.

Le nuove tecnologie permettono di raccogliere facilmente informazioni per effettuare trattamenti selettivi risparmiando tempo e prodotti applicati. Attraverso un’analisi predittiva, resa possibile da algoritmi di Machine Learning appositamente “educati”, l’agricoltore è in grado di prevedere quando determinate colture e aree avranno bisogno di essere seminate, irrigate o concimate.

Altre Applicazioni Smart Agriculture

Ma scendiamo ora più nel dettaglio delle varie funzionalità, immaginando una soluzione ready-to-use dedicata alla Smart Agriculture. Quali sono le sue applicazioni pratiche?

Mappatura Appezzamenti

Grazie alla soluzione, l’operatore può disegnare facilmente le mappe web dei propri appezzamenti utilizzando come sfondo le ortofoto dell’area. Il sistema permette di caricare anche le mappe del catasto per facilitare la ricerca delle parti interessate. Sarebbe possibile riportare in mappa non solo gli appezzamenti, ma anche tare o parti di terreno destinate ad altri utilizzi.

Georeferenziazione piante o filari

Oltre alla visualizzazione degli appezzamenti, in particolari condizioni in cui sia importante l’informazione per ogni singola pianta, è possibile georiferire piante o filari, utilizzando il GPS in campo e riportando le informazioni in mappa.

Informatizzazione dei dati riguardanti le colture

A ciascun appezzamento disegnato in mappa è possibile associare una molteplicità di informazioni utili sia in fase di valutazione e monitoraggio della coltura, sia in fase di invio dati per adempimenti normativi. I dati caricabili sono infatti gli stessi presenti nel fascicolo aziendale e utili per la PAC. I dati relativi agli appezzamenti possono essere poi scaricati in appositi file elaborabili o stampabili.

Interfaccia con sensori del suolo e della pianta

La soluzione si interfaccia direttamente ai sensori IoT installati negli appezzamenti per fornire informazioni importanti circa la risposta del suolo e delle piante alle condizioni meteoclimatiche.

Visualizzazione dati meteo

L’applicazione mette a disposizione dati meteo derivanti da centraline fisse o sensori IoT installati direttamente negli appezzamenti interessati. I sensori forniscono informazioni utili circa il microclima che insiste su una determinata area, fondamentale per la valutazione della possibilità di insorgenza di determinate fitopatologie.

Gestione magazzino per fertilizzanti e fitosanitari

Una sezione specifica della soluzione sarebbe dedicata alla gestione del magazzino di fertilizzanti e fitosanitari, dove è possibile caricare tutte le informazioni relative ai prodotti in entrata nel magazzino e ai prodotti utilizzati sul campo. Il sistema automaticamente visualizza un contatore per monitorare la presenza in magazzino dei prodotti.

Elaborazione grafici e statistiche

Una soluzione Smart Agriculture produce numerosi grafici e statistiche che permettono di effettuare un’analisi specifica per vari fattori, in particolare:

    • Elaborazione di modelli previsionali: la soluzione sarebbe in grado di elaborare modelli previsionali molto accurati, per ogni singola area, che indicano la probabilità di generazione, fertilità e mortalità di un agente infestante. Queste informazioni consentono di conoscere tempestivamente l’inizio di una fitopatologia o il grado di infestazione.
    • Ottimizzare lo spandimento a rateo variabile dei mezzi di produzione: la soluzione Smart Agriculture permetterebbe di ottimizzare l’uso di fertilizzanti, prodotti fitosanitari e acqua irrigua grazie all’utilizzo di mappe di distribuzione e dei parametri del terreno ottenuti dal campionamento del suolo.
    • Supportare nelle scelta dei punti di campionamento del terreno: la piattaforma supporterebbe l’agricoltore nella scelta del campionamento attraverso varie indicazioni che derivano da dati pedologici, orografia e precedenti campionamenti.
    • Evidenziare la presenza di criticità localizzate: la soluzione sottolineerebbe varie criticità, come la carenza di nutrienti, la presenza di fitopatologie o la presenza di ristagno idrico nei terreni attraverso mappe di vigoria della vegetazione. Queste mappe vengono realizzate a partire dai dati telerilevati per mezzo di satelliti o droni.

 

Conclusioni

In sintesi la soluzione per la Smart Agriculture che abbiamo immaginato permette di:

- Migliorare e modernizzare la gestione delle colture, sostituendo mappe e dati cartacei;

- Ottimizzare i tempi di gestione e caricamento dati;

- Prevenire l’insorgere di una patologia e contenerne la diffusione;

- Ottimizzare le scelte di gestione;

- Risparmiare sull’utilizzo di prodotti (fertilizzanti, fitosanitari, acqua);

- Risparmiare sui mezzi di produzione;

- Contenere gli impatti ambientali delle attività;

- Produrre prodotti di qualità maggiore;

- Realizzare confronti temporali per la gestione di criticità negli appezzamenti.

È quindi arrivato il momento per l'agricoltura di entrare - non in punta di piedi, ma da protagonista - nell’epoca della digitalizzazione.

Il futuro è 4.0. anche per l’agricoltura: sviluppando nuove soluzioni per la Smart Agriculture è possibile far "fruttare" un mercato in crescita, che offre grandi opportunità alle realtà che credono in un approccio ecologico e oculato alle risorse.

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Arredamento e Design: opportunità per continuare a crescere

In questo articolo vi parleremo delle opportunità di crescita e innovazione nel settore dell’arredamento e del design

Oggi il contesto in cui gli operatori del settore si stanno muovendo è complesso. Sebbene i principali eventi fieristici siano stati rimandati, e numerosi settori chiave per il mercato, come turismo e ristorazione, siano in difficoltà, la ripartenza è stata più positiva di quanto ci si aspettasse, soprattutto per quanto riguarda il B2C.

Molti imprenditori del settore hanno affermato che - dopo il lockdown - hanno assistito a un flusso di acquisti superiore del 50% rispetto all’anno precedente. 

Sebbene sia una notizia positiva, che dimostra il valore inattaccabile del settore, è comunque necessario che le aziende affrontino i cambiamenti che sono avvenuti in quest’ultimo periodo, sia per quanto riguarda il rapporto con il mercato B2C, sia soprattutto per il B2B

In questo articolo vi racconteremo quali sono le soluzioni migliori per affrontare i mesi e gli anni che verranno. 

Lead Generation Online per B2B e B2C

Come abbiamo detto prima, la vendita B2B ai settori chiave per l’arredamento e il design è ancora in difficoltà. Turismo, eventi e ristorazione erano voci importanti per il bilancio di tanti produttori. Oggi questi ricavi sono praticamente scomparsi.

È quindi necessario trovare - con il coraggio di cercare in “luoghi” inesplorati - nuove fonti di guadagno.

Neosperience Customer Generator è lo strumento ideale per raggiungere tale obiettivo. 

La piattaforma permette ai reparti sales e marketing di automatizzare e ottimizzare la ricerca di nuovi lead.

Come? 

  • Tenendo nota di identità, azienda e altre caratteristiche di chi visita i profili social (LinkedIn) e il sito web aziendale
  • Analizzando le loro caratteristiche uniche, come interessi e personalità (grazie all’Intelligenza Artificiale su cui si basa).
  • Automatizzando la ricerca di persone e aziende potenzialmente interessate, come influencer di settore (architetti, designer, etc.) o realtà attive nei settori del turismo, ristorazione, edilizia, eventi, etc.
  • Automatizzando con messaggi personalizzati il contatto con tali utenti e aziende.
  • Memorizzando tutte queste informazioni su una piattaforma dedicata, facilmente integrabile con i sistemi già in uso dell’azienda.

Allo stesso tempo il Neosperience Customer Generator permette di implementare le stesse dinamiche anche per un pubblico B2C; a tal scopo è interessante citare la possibilità di trovare e contattare persone potenzialmente interessate sui maggiori social network, come Facebook, Twitter e Youtube, oltre ovviamente a LinkedIn.

Trovare nuove fonti di guadagno è diventato essenziale: le strategie di lead generation tradizionali, come partecipare alle fiere per parlare vis a vis con i possibili prospect, non sono più attuabili. I reparti sales e marketing devono quindi spostare online le proprie attività, utilizzando però uno strumento che permetta loro di realizzare un lavoro di qualità ed efficiente, e che porti risultati certi e misurabili.

Il punto vendita fisico

Lo store fisico rimane il touchpoint più importante per il settore dell’arredamento. 

Poter vedere e toccare con mano i mobili e le finiture è imprescindibile, soprattutto se la spesa per l’acquirente è considerevole.

Oggi la pandemia ha obbligato i brand a ripensare alla visita del cliente in negozio: è essenziale poter offrire esperienze sicure, ma non per questo meno efficaci o ingaggianti

Un cliente, quando decide di acquistare un nuovo arredamento per casa propria, è emotivamente coinvolto: è una scelta importante, che lo accompagnerà per molti anni a venire. Alla luce del momento che stiamo vivendo, è importante ricordarsi del valore di questa esperienza, per non tradire il lato più intimo e autentico dei propri clienti. 

La soluzione Neosperience People Analytics aiuta la rete vendita a dare il giusto peso all’esperienza del cliente, valorizzando il suo comportamento d’acquisto e garantendo che le norme sanitarie odierne non precludano il successo della Customer Experience.

Come funziona? 

La solution richiede l'installazione in una serie di telecamere ad alta risoluzione in punti strategici all’interno dello store. Le immagini recuperate vengono poi analizzate da algoritmi di Machine Learning che permettono di evidenziare il comportamento dei visitatori. 

Quali informazioni fornisce? 

  • Quante persone passano davanti allo store;
  • Quante persone si fermano di fronte alle vetrine;
  • Quante persone entrano ed escono dallo store;
  • In che modo le persone si muovono nelle diverse aree del negozio;
  • Come si comportano i clienti, per esempio quando interagiscono con prodotti e promozioni;

Inoltre evidenzia:

  • Se le persone indossano o no la mascherina, e se la indossano correttamente;
  • Se si è raggiunto il numero massimo di presenze in negozio;
  • Possibili assembramenti.

Grazie ai dati recuperati, il retailer è in grado di scoprire quali prodotti, promozioni, vetrine e disposizioni fisiche funzionano - e quali no. Di conseguenza può modificare - per esempio - il layout del negozio per venire incontro al comportamento naturale del visitatore. 

Inoltre le informazioni in real time sul rispetto delle norme sanitarie permettono allo store manager di intervenire tempestivamente per evitare situazioni di pericolo, o comunque poco apprezzabili per l’esperienza del cliente.

Neosperience People Analytics può essere implementato sulla propria rete di vendita o anche nei negozi multi-marca, previo accordo con loro.

Mixed Reality per Arredamento e Design

Come abbiamo già detto, il settore dell’arredamento deve poter far toccare con mano i prodotti ai clienti. Questo non toglie però che la maggior del pubblico - in una fase precedente all’acquisto - decida di informarsi attraverso i canali digitali

Solitamente, dopo aver cercato su Google o aver sfogliato qualche rivista di design, gli utenti interessati finiscono inevitabilmente per visitare il sito del brand, desiderosi di poter vedere e approfondire le informazioni sui prodotti. In quel momento, su quel touchpoint, il possibile acquirente prende una decisione: andare in negozio per - magari - acquistare, o continuare la ricerca.

È quindi essenziale che il brand offra un’esperienza di visione virtuale del prodotto coinvolgente ed efficace, che stimoli l’interesse dell’utente e lo convinca a dirigersi verso lo store. 

Questo discorso è valido per il B2C, ma anche - soprattutto oggi - per il B2B

Il Salone del Mobile di Milano è stato rimandato all’anno prossimo: molti brand, grandi e piccoli, non hanno potuto presentare i propri prodotti ai buyer del settore. Ma una soluzione a questo problema esiste, e si chiama Mixed Reality

Il termine raggruppa due tecnologie simili concettualmente, ma molto distanti come modalità di fruizione: la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale.

La prima si serve di uno strumento - lo smartphone principalmente - per posizionare nell’ambiente circostante i modelli 3D degli oggetti, anche animati, con cui l’utente può parzialmente interagire.

La seconda invece ha bisogno di un visore dedicato, che - una volta indossato  - proietta l'utente in una realtà totalmente virtuale, dove può muoversi liberamente e interagire con l’ambiente. 

Quali sono le applicazioni di queste tecnologie per l’arredamento? 

Come ci ha insegnato negli anni Ikea Place, non esiste strumento migliore della Realtà Aumentata per permettere agli utenti di testare come l’arredamento si posiziona all’interno degli spazi abitativi. Il successo dell’esperienza proposta dal gigante svedese dimostra, se ancora ce n’era bisogno, che il pubblico è pronto e vuole un’offerta di questo tipo.

Riguardo invece alla Realtà Virtuale, questa tecnologia si è dimostrata particolarmente efficace per il B2B. Come abbiamo detto, fiere ed eventi al momento sono off limits: perché allora non offrire ai buyer un’esperienza virtuale all’interno del proprio showroom?

Spedendo i visori direttamente agli interessati, questi potranno scoprire e interagire con le nuove collezioni. Aprire un divano letto per vedere com’è all’interno? Si può fare. Inserire la prolunga su un tavolo? Anche. Oggi questa tecnologia ha raggiunto livelli qualitativi inimmaginabili.

Arricchire la fasi precedenti all’acquisto è diventato essenziale. 

Il valore dato all’esperienza del cliente - oggi sempre più centrato sul digitale - è il discriminante tra successo e insuccesso. 

Customer Data Platform

Senza scendere in tecnicismi, in questa sezione vi spiegheremo quali sono i vantaggi derivanti dall’adozione di una Customer Data Platform (CDP) e dall’implementazione di strategie per acquisire le informazioni di contatto e personali di utenti e clienti.

Spesso le aziende che vendono arredamento, sia B2C sia B2B, fanno un errore: si dimenticano di recuperare i dati dei clienti. 

Come mai? 

Per quanto riguarda il B2B, la motivazione è una sola: siccome gli acquirenti medio-piccoli (architetti, ristoratori, etc.) si rivolgono direttamente a terze parti, i loro dati rimangono ai rivenditori e non arrivano al brand

Per quanto riguarda il B2C, invece, oltre al discorso sui rivenditori (ugualmente valido), c’è un’altra motivazione molto semplice: chi compra una cucina, un divano o dei sanitari difficilmente ripete l'acquisto nel breve o medio periodo; per questo motivo molte aziende decidono di non recuperare i dati del cliente per ricontattarlo e fidelizzarlo. La visione comune è che questa sia un’attività troppo costosa e dispersiva, che non porta dei vantaggi reali.

L’azienda così facendo perde invece un’occasione per instaurare un legame con il cliente che, anche se forse non nell’immediato, indubbiamente le porterà dei vantaggi. 

Immaginiamo che un avvocato - cuoco amatoriale ma appassionato - debba rinnovare casa. Si presenta da un rivenditore e acquista la cucina dei suoi sogni. Il brand recupera i dati del nuovo cliente. Come? Gli chiede di attivare la garanzia della cucina sul proprio sito internet. Memorizza quindi i suoi dati e li inserisce nella propria Customer Data Platform

Qualche giorno dopo manda un’email al cliente offrendogli uno sconto su un corso di cucina.

Dopo un mese, invece, gli regala un codice sconto per l’acquisto di utensili professionali per cucinare. 

Il secondo mese scrive al cliente per invitarlo a partecipare a un concorso: compilando il questionario potrà vincere una cena cucinata in casa propria da uno chef tre stelle Michelin.  

Via via che passa il tempo, fra brand e utente si creerà un legame.

Quando il cliente dovrà consigliare agli amici quale cucina acquistare, consiglierà la sua. Quando dovrà cambiare cucina nella casa al mare, comprerà sempre dallo stesso brand

Stesso identico discorso è valido per il B2B: magari il produttore in questo caso - dopo l’acquisto - offrirà sconti per le piastrelle di un partner, o agli architetti una masterclass con un famoso designer internazionale. Più saranno validi i vantaggi che offre il brand, più i professionisti torneranno ad acquistare.

In ogni caso, il discorso è sempre lo stesso: creare una relazione con i clienti è ciò che permette a un’azienda di crescere nel tempo, con la consapevolezza di poter contare su una solida base di appassionati. 

La Customer Data Platform serve proprio a questo: a creare relazioni e a rendere più semplice il contatto con il pubblico, grazie a automazione e personalizzazione, e a facilitare la gestione dei clienti e dei loro dati.

Conclusioni

In definitiva, per il settore dell'arredamento e del design è tempo di cambiare alcuni paradigmi operativi e strategici, per continuare a crescere e portare la qualità del Made in Italy in tutto il mondo.

Se sei interessato ad approfondire le applicazioni delle tecnologie Neosperience al settore, ti invitiamo a contattarci cliccando sul. link qui sotto.

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The Last of Us 2. Violenza e tecnica non vanno d’accordo

the last of us 2

Poco più di una settimana fa abbiamo assistito al debutto su Playstation 4 di The Last Of Us 2, quello che molti hanno definito come il “canto del cigno”, l'ultimo grande titolo prima dell'uscita di scena dell'odierna generazione di console.
 

Trama e reazioni

Sintetizzando, la storia di The Last of Us 2 è ambientata in un mondo post-apocalittico abitato da zombie e umani che lottano per la sopravvivenza. Il giocatore impersona uno di questi sopravvissuti, una giovane ragazza di nome Elly, che viaggerà per una Seattle devastata alla ricerca di vendetta. 

Per chi volesse approfondire la trama, ecco il link alla pagina wikipedia

Il gioco, in questi primi giorni, ha raccolto recensioni entusiaste dagli addetti ai lavori, ma anche molte critiche dagli stessi giocatori. Un motivo di questo “dualismo” è anche ciò di cui vi parleremo in questo articolo.

Forse vi starete chiedendo: “Perché state parlando di un videogioco? Cosa c'entra con il blog di Neosperience?”. Ebbene, c’entra eccome. Oggi tratteremo di una questione spesso sottovalutata, ma molto importante per delineare il futuro della tecnologia, dell’interazione con essa e delle sue implicazioni etiche.
 

Violenza e Realismo in The Last of Us 2

The Last of Us 2 è una storia che ha al suo centro la vendetta e, di conseguenza, la violenza. 

Al giocatore viene chiesto di compiere atti atroci. La protagonista spesso non è guidata da buone intenzioni, anzi si potrebbe definire come una vera e propria anti-eroina. E anche quando la violenza è giustificata,  perché ci si difende da un’aggressione, questa “disturba” il giocatore, già che si trova costretto a uccidere, per esempio, i cani da guardia dei nemici (che guaiscono). Allo stesso tempo anche gli stessi nemici piangono e urlano se vedono morire i propri amici, chiamandoli peraltro per nome. 

The Last of Us 2 è un gioco che è in grado di mettere in difficoltà qualsiasi videogiocatore. 

Ma cos'è che lo rende realmente tale? La violenza, infatti, non è una novità all’interno dell’industria videoludica; anzi, oggi si può definire come normalità. 

In verità, ciò che distingue questa produzione da tutte le precedenti è il comparto tecnico. 

La grafica e le animazioni di The Last Of Us 2 sono realizzate a regola d’arte, così come il suono e gli effetti. È un gioco che si può giustamente definire “realistico”, quasi filmico in certi momenti.

Il giocatore, per questo motivo, è coinvolto nelle dinamiche di gioco come mai era successo in passato. Le sue azioni sono “reali”, come la violenza e l’orrore con cui deve, gioco forza, convivere. 

Qualcuno potrebbe dire, però: “Sono ormai alcuni anni che vengono realizzati giochi ad alto tasso tecnico, magari anche in Realtà Virtuale, che però non suscitano queste reazioni”. 
 

Half-Life Alyx

Ebbene, in verità è necessario fare delle precisazioni. Per esempio i giochi in Realtà Virtuale solitamente hanno una scarsa qualità grafica (la maggior parte), o, nei casi in cui invece sia ottima, come Half-Life Alyx, questi ci mettono nei panni di esseri umani in lotta con nemici mutanti o “mascherati”, e che quindi hanno ben poco valore empatico.


 

Red Dead Redemption 2

In un gioco come Red Dead Redemption 2, invece, che per qualità tecnica potrebbe rivaleggiare con The Last of Us 2, la casa produttrice ha ideato un escamotage.

Infatti ogni decisione del giocatore, positiva o negativa, influenza la storia. All'utente non conviene comportarsi come un assassino spietato, perché il gioco lo penalizzerebbe. Questa costante sensazione di essere giudicati dal sistema ha spinto molti giocatori ad abbandonare la violenza fine a se stessa, per abbracciare un'esplorazione più pacifica. 


 

Quali conseguenze ha questa tendenza?

Nei due esempi citati sopra, alcune conseguenze sono già evidenti.

  • I nemici non sono più “umani”, ma alieni, zombie, mostri, etc.
  • Sempre più spesso nei videogiochi viene lasciata al giocatore la scelta su come comportarsi, così che anche gli utenti “obiettori di coscienza” possano godere del prodotto senza venirne traumatizzati.
  • Un’altra conseguenza consiste nell’uso di grafica cartoon, o comunque non realistica, che funziona da schermo per rendere il tutto meno visivamente impattante.
  • Inoltre, non è un caso che sempre più giochi siano esclusivamente online: giocare con altri giocatori reali, che non subiscono conseguenze reali se uccisi, risulta più facile (anche se potrebbe sembrare un ossimoro).
  • Un’altra ancora riguarda proprio l’uso della violenza: molti giochi si stanno trasformando, come Fornite, da sparatutto in metaversi, ovvero in realtà che sono più incentrate sull’incontro, sulla condivisione fra i giocatori, che sulla semplice lotta per la vittoria.

 

The Last of Us 2 e la scoperta della "troppa" violenza

L’innovazione tecnologica ha ormai raggiunto livelli inimmaginabili fino a pochi anni fa. 

Le qualità tecniche stanno lentamente, ma inesorabilmente, modificando il nostro modo di relazionarci con il gaming e, in generale, con l’universo dell’intrattenimento virtuale. 

Più i prodotti diventano realistici e impattanti, più diventerà complesso - dal punto di vista etico - decidere quali contenuti offrire e quali no ai videogiocatori. 

I videogiochi sono da sempre demonizzati da una certa fetta di psicologi o cittadini come una possibile minaccia. Se prima questo discorso sembrava ridicolo, oggi forse lo è di meno. 

Il sempre maggiore realismo - che inevitabilmente porta a un maggior coinvolgimento degli utenti - mal si sposa con la rappresentazione della violenza.

Qual è il limite che siamo disposti ad accettare come esseri umani? Fin dove possiamo spingerci prima di provare disgusto e orrore? A chi sarà concesso di vivere queste esperienze ? A tutti come succede oggi, o verranno inserite norme legislative per limitarne l'uso solo ai maggiorenni? 

Molte sono le domande aperte a cui bisogna ancora trovare una risposta. 
 

Ma ci sono anche grandi opportunità

Ovviamente, però, l'innovazione tecnologica nel mondo dell'intrattenimento porta con sé numerose opportunità per i business.

Più la Realtà Virtuale si evolve e diventa realisticamente immersiva, più questa diventa "interessante" per le aziende.

Quali sono le applicazioni più probabili?

  • Il mondo degli eventi per incominciare. Noi di Neosperience - che negli anni abbiamo sviluppato una profonda conoscenza del medium virtuale - abbiamo sviluppato una soluzione verticale per permettere alle aziende di realizzare i propri eventi virtuali. Al link potete trovare un approfondimento che abbiamo dedicato alla nostra Virtual Exhibition.
  • Allo stesso tempo le aziende, grazie alla VR, sono in grado di realizzare per i propri clienti delle esperienze di acquisto o di test dei propri prodotti all'avanguardia. La realtà virtuale è uno strumento che può cambiare profondamente le regole del gioco.

Il bello è che quello della Realtà Virtuale è un mondo aperto e ancora ricco di percorsi inesplorati.

Un’app customer-facing per passare da un sito di e-commerce statico tradizionale a un vero e proprio concept store virtuale?

Oggi si può fare, e con costi contenuti per l'azienda interessata. La nostra piattaforma nativa per la Realtà Aumentata e Virtuale, Reality Plus, permette tutto ciò che abbiamo scritto in precedenza, e anche di più.

Se sei interessato ad approfondire l'argomento, ti invitiamo a contattarci attraverso il nostro form di contatto.

Insieme possiamo dare forma virtuale alla vostra realtà aziendale, ai vostri obiettivi e necessità.

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Virtual Exhibition: Neosperience e Value China per gli eventi B2B

virtual exhibition

Come Neosperience siamo certi che il settore degli Eventi Internazionali abbia ancora un futuro.
Stiamo vivendo una situazione drammatica, è innegabile, ma, come spesso si dice, una crisi è anche un'opportunità. Ecco perché abbiamo sviluppato la soluzione verticale Virtual Exhibition (Smart Exhibition nella versione dedicata al pubblico asiatico).

È arrivato il momento di rivoluzionare gli eventi B2B internazionali.

Oggi esistono tecnologie in grado di supportare e facilitare la realizzazione e la gestione delle fiere B2B; in questo articolo vi parleremo della nostra soluzione verticale che abbiamo realizzato per il settore.

Il problema

Oggi viaggiare per partecipare a fiere ed eventi internazionali è difficile, se non impossibile.
Siccome questa situazione rischia di perdurare nel tempo, è ormai diventato essenziale trovare un’alternativa.

La soluzione

La soluzione che abbiamo individuato si basa sul concetto di “digitalizzazione dell’esperienza”. Noi in Neosperience ci siamo posti l’obiettivo di riuscire a sviluppare una piattaforma che riuscisse a unire al suo interno i punti di forza del settore degli eventi internazionali con le prerogative di un’esperienza virtuale.

La Neosperience Virtual Exhibition è una soluzione verticale pensata per aiutare le realtà italiane a creare e gestire i propri eventi internazionali. Abbiamo inoltre voluto guardare con un occhio speciale al mercato cinese.

Il motivo? Siamo convinti che le migliori opportunità di business sono - e saranno in futuro - ad appannaggio dei paesi asiatici. Per questo motivo abbiamo accolto all’interno della nostra famiglia Value China, una società specializzata nell’aiutare le aziende italiane a crearsi un proprio mercato nel paese del dragone.

I tuoi obiettivi

Ci siamo quindi dedicati a delineare quelli che pensiamo siano gli obiettivi di ogni azienda o organizzazione desiderosa di realizzare il proprio evento internazionale.

  • Sviluppare e proporre un ecosistema digitale che sia in grado di forgiare nuovi modi per coinvolgere gli espositori e i visitatori. In poche parole, creare una community;
  • Ideare e realizzare esperienze rilevanti ed efficaci per sorprendere i visitatori;
  • Connettere, influenzare e costruire fiducia negli audience di riferimenti, su ogni piattaforma e device;
  • Permettere la creazione di un database di qualità con informazioni e insight sul proprio pubblico;
  • Sviluppare nuove fonti di guadagno per espositori e organizzatori;

 

Virtual Exhibition: ciò che offriamo

Una volta delineati gli obiettivi, abbiamo pensato a come soddisfarli con la nostra soluzione. La Neosperience Virtual Exhibition offre infatti:

  • Uno spazio dove realizzare speech e workshop: tramite uno strumento di streaming video, si possono organizzare incontri one-to-many, one-to-few e one-to-one.
  • Una feature di Matching basata sull’Intelligenza Artificiale per mettere in contatto le aziende partendo da una profilazione di interessi e qualità, esattamente come avviene nel mondo dei social network personali dove è possibile identificare utenti simili.
  • L’uso della Realtà Aumentata e Virtuale per dare “fisicità” ai contenuti che gli espositori decideranno di condividere, o per rendere più efficaci gli incontri e gli speech.
  • Una funzione di eCommerce all’interno della piattaforma per permettere agli espositori di vendere e proporre i propri prodotti al pubblico.

Il nostro obiettivo finale consiste nel rendere il tuo evento un esempio del buon uso del digitale nel settore. Così facendo la tua iniziativa diventerà naturalmente un polo attrattivo internazionale per il tuo settore merceologico.

Perché Neosperience e Value China

Le nostre due realtà hanno visioni e competenze uniche in Italia.

Siamo in grado di aiutare la tua azienda a estrarre il massimo del valore dal tuo posizionamento, realizzando l’evento virtuale che meglio si addice alle tue necessità.

Oltre a ciò, aiuteremo la tua realtà a espandere il proprio mercato. Ti permetteremo di raggiungere tutti i paesi asiatici e dell’area pacifica, e i loro pubblici interessati a ciò che produci o realizzi.

Grazie alla nostra soluzione ready-to-use, insieme saremo in grado di realizzare il tuo evento virtuale, a capitalizzare su prodotti e competenze e a diffondere le tue unicità in tutto il mondo.

Sei interessato alla Neosperience Virtual Exhibition? Vuoi diventare un precursore del digitale applicato agli eventi e alle fiere?

Ti mostreremo i benefici pratici nell’adottare la nostra soluzione.

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Neosperience alla MDW 2020: la Milano BeatView

milano beatview

Come forse avrete notato, quest’anno Neosperience ha deciso di partecipare alla Milano Digital Week con (ben) due progetti distinti: la Milano BeatView e la Milano da Dire

In una situazione difficile abbiamo deciso di metterci in gioco 

Ci siamo detti: non c’è cosa più bella che affrontare i problemi con la consapevolezza di essere ancora in grado di sorridere per una cosa ben fatta. La nostra speranza era portare tale sorriso anche sul viso di chi avrebbe assistito alle nostre iniziative. Ci siamo riusciti? Solo voi potete dircelo. 

In questo primo articolo vi racconteremo la Milano BeatView 

Prima di farvi calare, però, con anima e corpo nel nostro primo progetto, vorremmo fare una premessa sulla Milano Digital Week di quest’anno, la prima totalmente online. 

Il tema dell’evento era “una città aumentata”. Il focus delle iniziative era dedicato ad evidenziare il ruolo dei vari quartieri all’interno dell’anima della città. Come? Fornendo un punto di vista unico sul tema delle smart city e sulle tecnologie digitali in grado, per l’appunto, di “aumentare” gli spazi urbani (come avevamo peraltro già fatto in un nostro precedente progetto)

Un argomento indubbiamente complesso, pieno di sfaccettature e molto sensibile. 

Il racconto di una città, infatti, presta il fianco alle possibili considerazioni negative, più che legittime, dei suoi cittadini.

“Abbiamo trovato pane per i nostri denti”, ci siamo detti. 

Presi penna e foglio, ci siamo messi subito al lavoro. 

Neosperience Reality Plus - Realdreams

This is "Neosperience Reality Plus - Realdreams" by Neosperience on Vimeo, the home for high quality videos and the people who love them.

La Milano BeatView

Il concept alla base di questo progetto ha preso forma per voce di Davide Ciacco, un nostro giovane Developer. 

“Studiare il rapporto fra musica, città e movimento, offrendo all’utente un’esperienza musicale personalizzata in base alla sua posizione nello spazio” 

Da questa idea siamo passati alla pratica. Ci siamo concentrati ad analizzare il ruolo che gioca la musica nella creazione storica di una città. 

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milano digitalweek

Tanti grandi musicisti hanno cantato le bellezze, le esperienze, gli amori e i luoghi di Milano che sono loro più cari. Spesso hanno raccontato il passato che li lega alla città, altre volte hanno illuminato la realtà urbana di oggi. 

La musica, abbiamo capito, è profondamente identitaria. È impossibile slegare una canzone dal contesto in cui è stata composta e cantata. Alcune volte questo collegamento è palese, altre volte è nascosto, ma c’è sempre. 

Abbiamo quindi deciso di creare una sorta di audioguida in musica della città. Abbiamo raccolto alcune delle canzoni più iconiche di Milano, ne abbiamo raccontato la storia, e le abbiamo inserite all’interno della Milano BeatView. 

Elio e le Storie Tese, Jannacci, Celentano, Myss Keta, Coma_Cose sono solo alcuni degli artisti che abbiamo deciso di inserire nel nostro progetto. Ognuno di essi, con il suo pezzo di Milano e la sua storia, è un punto di vista unico sull’esperienza di vivere la città. 

Milano BeatView

 

Grazie alla Milano BeatView l’utente potrà viaggiare per le strade meneghine ascoltando la colonna sonora della città e imparando le curiosità e le storie dietro ai grandi classici della musica.

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